‘Siamo natura’, curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, è la prima personale in un museo di Haley Mellin. Quattro sale con disegni, dipinti e sketch book dei paesaggi che Mellin contribuisce a proteggere.
“La pittura. per me è conservare uno stato mentale particolare, un modo di stare nella e con la natura. E’ un omaggio, non un’alterazione. E’ tempo, osservazione, studio. Ascolto mentre la natura parla”: approdano per la prima volta in un museo italiano le opere dell’artista e attivista ambientalista statunitense Haley Mellin.
Mellin realizza le proprie opere a contatto con il paesaggio, immergendosi nella natura, all’aperto nel cuore delle foreste, mettendo al centro la sostenibilità, rinunciando a elettricità, riscaldamento o aria condizionata.
Alcuni titoli delle opere di Mellin riportano le coordinate geografiche dei luoghi in cui sono stati realizzati, altri, come ad esempio il Golden Lion Tamarin (la scimmia leonina), si riferiscono all’incontro con una specie in via di estinzione, oggi ripristinata.
“Oggi è una bella giornata in un momento terribile. Dobbiamo essere positivi e sperare in un cambiamento di sensibilità nei confronti della natura ma anche dei diritti umani”, ha commentato il direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti che ha detto di aver conosciuto tre anni fa le opere di Haley Mellin su Instagram: “L’emozione più forte è stata scoprire che non erano fotografie.
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