A Firenze, lo sciopero fantasma dei tassisti, in guerra con gli Ncc, sarà portato all’attenzione della Commissione di garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero dalla prefetta, Francesca Ferrandino. “È importante – dice – che tutto rientri nelle disposizioni normative che regolamentano la libera concorrenza, che scongiurano la concorrenza sleale, e garantiscono il diritto alla mobilità di tutti”.
I segnali di questa insofferenza corrono già da tempo, addirittura dalla giunta Nardella. La piazza di Firenze è al centro di una guerra silenziosa che sta producendo un rumore mediatico importante e reazioni a tutti i livelli della città, istituzionale e cittadino. L’arrivo di Uber ha scatenato le proteste dei tassisti che ora, al posto delle parole, scelgono i fatti, uno sciopero camuffato che anticipa quello già in calendario del 24 aprile prossimo.
Sbotta la prefetta, Francesca Ferrandino, al termine del Cosp, che il rifiutarsi di servire i turisti in coda a Santa Maria Novella, tirando a dritto, equivale a un’astensione collettiva dal lavoro non sorretta dalle norme sindacali, motivo per cui invierà alla Commissione di garanzia sugli scioperi un rapporto per chiarire la natura giuridica di questa scelta e fare poi i passi dovuti.
Dal canto loro, i tassisti continuano a negare con risposte che sviano dalla questione e non rivendicano l’iniziativa che, prosegue Ferrandino, “sta colpendo soprattutto le fasce deboli della popolazioni come chi deve recarsi in ospedale”.
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