In questa seconda puntata dedicata a Proust, in occasione del centenario della sua morte, parliamo del grande scrittore francese da un altro punto di vista. Tramite due libri, "Vite di nove ipocondriaci eccellenti" di Brian Dillon (il Saggiatore, 2020) e "Proust – Del buon uso della cattiva salute. Lettere di un malato immaginifico" (L'Orma Editore 2022) conosciamo un Proust ipocondriaco, ossessionato da malattie e sintomi e medicine, un uomo fragile che ha vissuto in uno stato di perenne sofferenza, fisica e mentale, prevalentemente in solitudine e autoreclusione, usando amici e conoscenti e dottori come fonte d’ispirazione per i personaggi della sua grande opera, e uscendo nel mondo – con parsimonia – tanto quanto bastasse a prendere spunto per la sua scrittura. Leggiamo delle sue ossessioni e delle sue bizzarre abitudini di vita quotidiana, delle sue paure, il tutto al servizio della scrittura del suo più grande capolavoro, la Recherche, l'opera più lunga della storia delle letteratura.