Le donazioni effettuate in vita possono essere uno strumento efficace di pianificazione successoria, ma solo se inserite in un percorso consapevole e strutturato. Spesso vengono utilizzate come una scorciatoia per “anticipare” la successione, senza valutare gli effetti nel tempo. In particolare, le donazioni a favore di coniuge e figli sono considerate anticipi di eredità e, in assenza di una corretta pianificazione, possono generare squilibri, rivendicazioni future e conflitti familiari. Comprendere il ruolo della collazione, il rispetto delle quote di legittima e le differenze tra donazioni dirette e indirette è fondamentale per evitare che uno strumento utile si trasformi in un effetto boomerang per il patrimonio e per l’armonia tra gli eredi.