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Alle nuove generazioni il nome di Lando Degoli (1920-1991) probabilmente non dirà nulla. Eppure negli anni ’50, la vicenda che vide al centro l’allora campione del quiz televisivo Lascia o raddoppia? tenne in apprensione l’intera opinione pubblica italiana.
La tv in Italia
Nel 1955 la tv italiana era giovanissima, pochi mesi da quel 3 gennaio 1954 data d’inizio delle trasmissioni ufficiali. Mentre Lascia o raddoppia? aveva preso il via il 26 novembre 1955. Lascia o raddoppia? era condotto da Mike Bongiorno (1924-2009). Nato a New York ma di origini italiane, doveva il suo arrivo nel nostro paese al giornalista Vittorio Veltroni (1918-1956). Con Mike Bongiorno, la valletta Maria Giovannini (1937) sostituita poi da Edy Campagnoli (1934-1995).
I disegnatori
Dei disegni si occuparono in particolare Gianni Agnello (1933-2004), Camillo Zuffi (1912-2002), Ennio Missaglia (1930-1993) e Clario Onesti (1921-1997). Pubblicato il 10 marzo 1965 da Ugo Dal Buono Editore, il primo numero di Sadik intitolato Il castello del terrore andò subito esaurito con ben centomila copie vendute.
La censura
All’epoca fumetti del genere, come Satanik o Kriminal, nonostante l’indubbio successo, rischiavano la censura a causa dei contenuti ritenuti (quantomeno) diseducativi. Per questo motivo dopo appena due numeri, l’editore decise di sospenderne la distribuzione.
Un viaggio nel tempo fino al 2024, piuttosto diverso dal nostro presente. E' questa la trama del film di fantascienza Beyond the time barrier, diretto da Edgar Georg Ulmer (1904-1972), dove, nel 1960, il maggiore Bill (William) Allison (Robert Clarke, 1920-2005, che ne fu anche produttore), pilota della US Air Force, conduce con successo un velivolo sperimentale per il volo spaziale suborbitale, ma perde il contatto radio. Atterrato alla sua base aerea, la trova abbandonata e in rovina da diverse decine di anni.
Il sottosuolo
Nascondendosi nel sottosuolo, il pilota scorge una città futuristica all'orizzonte, dove viene catturato dagli abitanti dopo essere stato reso incosciente. Allison scopre di aver viaggiato nel tempo fino all'anno 2024, dove i sopravvissuti di una piaga cosmica che ha devastato la Terra, dal 1971 vivono in una città sotterranea chiamata La Cittadella.
Yahooooo Rinty! Il grido di battaglia che Rusty (Lee Aaker, 1943-2021) usava per incitare il cane Rin Tin Tin all’azione, è uno dei primi particolari che vengono in mente del fortunato telefilm americano degli anni ’50.
Una carriera sfortunata
Purtroppo Lee Aaker, scomparso il 1° aprile 2021, dovette pagare il prezzo di una fama raggiunta troppo presto con i ruoli da attore bambino. Una volta cresciuto, i produttori americani si dimenticarono di lui. Aaker infatti si convertì ad assistente al set per poi lavoratore al di fuori dell’ambiente come carpentiere e istruttore di sci.
Le avventure di Rin Tin Tin (The Adventures of Rin Tin Tin)
La serie western Le avventure di Rin Tin Tin (The Adventures of Rin Tin Tin), esordì sulla Abc nel 1954. Terminò nel 1959, dopo 5 stagioni e 164 episodi.
E’ tipico del periodo carnevalesco ma anche estivo rispolverare i classici musicali del periodo molti dei quali provenienti da oltre oceano, dove questa festa è sentita in maniera particolare. Negli anni ’70 però anche il Belgio fece la sua parte grazie alla formazione dei Chocolat’s.
La produzione dei Chocolat’s
I Chocolat’s o Les Chocolat’s furono attivi tra il 1975 e il 1981, vennero creati e prodotti dai belgi Marcel de Keukeleire (1922-1986) e Jean-Yves Vanloo (1938-2000), lo stesso produttore di Born to Be Alive di Patrick Hernandez (1949).
Mouscron
La coppia di produttori era particolarmente attiva nei primi anni ’70 a Mouscron in Belgio, dove aveva fondato l’etichetta discografica Elver. Marcel de Keukeleire aveva un negozio di dischi, mentre Jean-Yves Vanloo organizzava concerti, fra cui quello di Jimi Hendrix (1942-1970).
Una compagnia petrolifera che produce detersivi? Oggi potrebbe sembrare piuttosto insolito. Negli anni ’50 invece l’Agip, entrata a far parte del gruppo Eni, decise di puntare sul personaggio di Angelino per sponsorizzare i propri prodotti per la casa.
Carosello
Quando il 3 febbraio 1957 sulla tv italiana comparve Carosello, l’insieme di cortometraggi pubblicitari destinato a entrare nel mito, l’Eni comprese al volo l’importanza di quella rubrica nell’ambito della sua ampia strategia di comunicazione aziendale. Angelino divenne uno dei protagonisti, ricordato ancora oggi.
Come noto, la Legge di Murphy (dal cognome del suo postulatore, lo scienziato Edward Aloysius Murphy, 1918-1990, militare dell’United States Army Air Corps che la formulò nel 1949) è un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale scritto da Arthur Block (1948), la cui sintesi è: «Se qualcosa può andar male, lo farà» (*).
Murphy’s law
Al celebre compendio nel 1982 il duo femminile anglocanadese Cheri, composto da Rosalind Milligan Hunt (1953) e Lise Cullerier (1958), dedicò appunto Murphy’s law. Brano che furoreggiò a lungo nelle discoteche, ma che non sfuggì alla legge che titolava.
Negli anni ’70 il simpatico attore Pino Caruso (1934-2019), all’apice della carriera, viene scritturato per interpretare gli spot televisivi della Cintura del Dr. Gibaud, marchio sorto in Francia nel 1935, ma diffuso in Italia dal 1949. A seguito di una formidabile intuizione di un piemontese che da un mal di schiena ha tratto la sua fortuna.
La nascita della Cintura del dr. Gibaud
Nel 1890 nella cittadina francese di Saint-Etienne, nasce l’azienda tessile Pichon, il cui titolare è molto amico di un medico locale, tale Dr. Gibaud. Con il quale, tra l’altro, condivide la passione per la caccia e la pesca.
«C’è una quinta dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere: è la regione dell’immaginazione, una regione che potrebbe trovarsi “Ai confini della realtà“». E’ questo l‘incipit di Ai confini della realtà (The Twilight Zone), serie tv americana a cavallo tra fantascienza, horror, fantasy e paranormale.
Ai confini della realtà: 4 serie in quasi 60 anni
Creata da Rod Serling (1924-1975) con sceneggiatori Richard Matheson (1926-2013), Charles Beaumont (1929-1967) e Ray Bradbury (1920-2012), Ai confini della realtà fu trasmessa in quattro serie distinte. La prima andò in onda negli USA dal 1959 al 1964 (5 stagioni per 156 episodi); la seconda dal 1985 al 1989 (3 stagioni, 110 episodi, prima emissione italiana nel 1986); la terza dal 2002 al 2003 (una sola stagione per 44 episodi, inedita in Italia) e la quarta in corso dal 2019 (inedita in Italia).
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