
Sign up to save your podcasts
Or


Ad ascoltarla oggi dopo quasi 60 anni Ma che bella giornata di Ugolino (Guido Lamberti, 1940), ci appare di drammatica attualità. Canzone-manifesto di quel logorio della vita moderna declamato da Ernesto Calindri (1909-1999), testimonial nel noto carosello Cynar, ebbe un grande successo al tempo della sua pubblicazione.
Le scoperte di Guido
Alla fine degli anni ’60, il cantautore calabrese era reduce dall’esperienza discografica poco esaltante con il nome di Le scoperte di Guido. Definita dallo stesso: poco più che un provino.
Estratta, insieme all'altrettanto nota Farfallina, dall'album Luca Carboni del 1987, Silvia lo sai traccia la storia di una vicenda d'amore adolescenziale.
Luca si buca ancora
Ma annichilita dall'ingresso del ragazzo di Silvia, Luca (nome evidentemente non casuale, anche se la canzone non è mai stata dichiarata come autobiografica), nel tunnel della droga.
Andando a rileggere la sua biografia, ci si accorge di come la carriera di Tanya Roberts (Victoria Leigh Blum, 1955-2021) fosse costellata di luci e ombre. Brillante e allo stesso tempo sfortunata.
Bond girl con Roger Moore
Tra i suoi trascorsi è stata Stacey Sutton, la Bond girl nell’ultimo film della saga con l’agente segreto interpretato da Roger Moore (1927-2017), intitolato 007- Bersaglio mobile (A View to a Kill, 1985).
C’è una leggenda metropolitana che circola da 30 anni nell’ambiente musicale: che diversi componenti dei Village People sarebbero morti di AIDS.
Infondata
Leggenda, appunto, in quanto, della formazione originaria, sono scomparsi solo due membri originari del gruppo.
Davvero simpatica e strampalata la ciurma che dal 3 giugno 1969 iniziò ad allietare il giovane pubblico di Oggi cartoni animati, in onda alle 13 sul Programma Nazionale (poi Rai 1). Esordiva così il cartone Tre allegri naviganti (Beany and Cecil).
I Tre allegri naviganti
Ma chi erano i Tre allegri naviganti? La ciurma era composta da Cecil, un serpente di mare verde un po’ ingenuo, di cui non si vedeva mai la coda; Beany, un bimbo con un cappellino ad elica e il bonario Horatio Huffenpuff, capitano della goletta Leakin’Lena.
Luci e ombre tratteggiarono la vita di Carolyn Jones (1930-1983), nell’immaginario collettivo l’unica e autentica Morticia Addams.
Infanzia difficile
Fin dall’infanzia colei che sarebbe diventata Morticia, fu tormentata da problemi polmonari che le impedirono d’andare a scuola come i suoi coetanei. Inoltre, il padre l’aveva abbandonata, mentre la madre era agorafobica.
Qualche decennio fa, in assenza dei telefoni cellulari dotati di fotocamera, era difficile resistere alla tentazione di farsi un selfie valendosi di uno dei pochi mezzi a disposizione economico e rapido: le cabine fototessera.
Foto spontanee
Con poche centinaia di lire si ottenevano foto spontanee e senza filtri. L’uso più divertente era quello assieme agli amici: ammucchiati in poco spazio su un unico sgabello dietro la tendina, boccacce, smorfie e baci si sprecavano.
Che Edoardo Bennato (1946) fosse un artista fuori dagli schemi lo si comprese anche dalla pubblicazione a solo un mese di distanza dall’LP Uffà! Uffà! di Sono solo canzonette, concept album del 1980 ispirato alla storia di Peter Pan.
Successo clamoroso
Il 33 giri ebbe un successo clamoroso, con numerosi estratti di successo entrati nell’immaginario collettivo. Come, oltre ovviamente alla title track, i pezzi Ma che sarà…; Il rock di Capitan Uncino e L’Isola che non c’è.
Fenomeno di costume centenario, il jukebox ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento per l’intrattenimento collettivo. Poi, passato di moda, è divenuto oggetto ambito dai collezionisti, usato anche come complemento d’arredo.
Da La Dolce Vita a Ghost
Tra i modelli di jukebox più ricercati ci sono l’Ami Continental del film Ghost (1990) e l’Ami I200, che si può osservare ne La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini (1920-1993).
A guardarla oggi potrebbe ispirare in molti solo un senso di nostalgia. Eppure non tutti sanno che nel 1969, quando fu presentata, la Fiat 128 era dotata di soluzioni tecniche così innovative da essere utilizzate fino ai giorni nostri.
L’invidia tedesca
Particolare non trascurabile: ce la invidiarono addirittura i tedeschi. Che – checché lo si neghi – usarono la Fiat 128 come auto di riferimento per la Volkswagen Golf.
From the publisher's feed
70 80 è il podcast che ti riporta ai tuoi anni più belli, approfondendo in ogni puntata fatti, personaggi, luoghi e costumi dal 1970 al 1989. Condotto dai giornalisti Massimo Lualdi, Enzo Mauri,…