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Alzi la mano chi almeno una volta durante la propria carriera scolastica non si è affidato in limine a un testo del Bignami, per superare un’interrogazione o un esame difficile! Il prezioso libretto rappresentava - e lo rappresenta ancora, anche se fortemente limitato da piattaforme online concorrenti - un autentico salvacondotto verso l'auspicato superamento dell'ostacolo.
Il bigino
Nel corso degli anni i Bignami sono stati ribattezzati “bigini”, termine derivante dal verbo bigiare, in milanese sinonimo di marinare la scuola. E non, come si credeva, da “bigio”, cioè grigio, riferito al colore della copertina (che in realtà tendeva più al marroncino). O, ancora, dalla contrazione di big(nam)ino.
Il prestigioso modello E Type della britannica Jaguar ha da tempo festeggiato le 60 candeline. E le forme sinuose e indubbiamente affascinanti dell’auto presentata al salone di Ginevra nel marzo 1961, conquistarono anche Angela (1922-1987) e Luciana (1928-2001) Giussani. Cioè le creatrici di Diabolik.
Il re del terrore
Nel 1962, quando Diabolik si affacciò nelle edicole per la prima volta, i lettori mostrarono di apprezzare, oltre alla qualità delle storie, anche l’auto nera con cui il re del terrore era solito darsi alla fuga, dopo aver commesso le azioni criminali. La sua era il modello coupé, a tetto chiuso.
Bei tempi quando il libretto per le giustificazioni delle assenze correva in soccorso degli studenti poco volenterosi! A dire la verità, era prerogativa di tutti - anche di quelli più bravi - saltare la scuola almeno una volta col classico metodo. Imitare la firma dei genitori in attesa della maggiore età.
Soddisfazione unica
Quale soddisfazione sventolare il libretto delle assenze sotto il naso dell'insegnante di turno! Provare un leggero brivido lungo la schiena, nell’attesa che prendesse atto della falsa giustificazione. E, finalmente, tirare un sospiro di sollievo nel momento in cui veniva convalidata.
I nati anteriormente ai primi anni '70 ricordano un popolare gioco che nel 1976-1977 era diffusissimo sulle spiagge italiane: il Going. Ma pochi sanno che, in origine, la Zoom Ball - questo era il vero nome del Going - prima di diventare una moda, aveva finalità terapeutiche. Soprattutto per i bambini afflitti da autismo.
La Zoom Ball
Importato dagli Stati Uniti - dove si chiamava Zoom Ball - col nome che conosciamo, il Going era un gioco da spiaggia divenuto immediatamente un must nella seconda metà degli anni '70.
https://www.70-80.it/1976-arriva-in-italia-la-zoom-ball-going-il-gioco-da-spiaggia-che-spopola-per-poco-piu-di-due-estati-per-poi-finire-in-cantina/
Sull’onda dell’euforia provocata dal primo sbarco sulla Luna, nei primi anni ’70 furono messi in commercio apparecchi come il JVC Video Capsule 3100.
La piramide
Gli ingegneri giapponesi progettarono un apparecchio dalla singolare forma piramidale. Non è dato di sapere perché fu scelta proprio questa forma; qualcuno affermò che si ispirasse per il suo aspetto futuristico al grattacielo Transamerica Pyramid di San Francisco.
Paladini del divertimento, i fratelli Mario (1937-2021) e Pippo Santonastaso (1936) rappresentarono una delle coppie più divertenti degli anni ‘70 assieme a Ric (Riccardo Miniggio, 1935) e Gian (Gian Fabio Bosco, 1936-2010), Cochi e Renato (Cochi Ponzoni, 1941- Renato Pozzetto, 1940).
Mai banali
I loro sketch semplici, mai banali, privi di volgarità, incontrarono il gradimento di grandi e piccini.
Il 1980 fu l’anno che i numerosi fan americani della serie tv Dallas, trascorsero nella trepidante attesa di conoscere chi aveva sparato a J.R. Ewing (Larry Hagman, 1931-2012).
Serie simbolo
Dallas era iniziata nel 1978 sulla CBS, appassionando in breve tempo il pubblico televisivo con le vicende degli Ewing, ricca famiglia di petrolieri, proprietaria della Ewing Oil.
In Svizzera ogni anno, in questo periodo, si tiene una Festa del raccolto molto particolare. Teatro della manifestazione è il comune di Morcote, sulle le rive del lago di Lugano nel Canton Ticino, dove dozzine di braccianti si dedicano alla peculiarità del posto: l’albero degli spaghetti.
Beata primavera
La temperatura mite di quest’anno e la scomparsa dell’animaletto killer, il punteruolo degli spaghetti, hanno favorito una raccolta eccezionale, assieme all’ottima qualità del prodotto. Certo non paragonabile alla produzione su vasta scala che avviene nella Pianura Padana.
Nel 1982 arriva in Italia il cartone animato giapponese Lady Oscar, il cui titolo originale è Le Rose di Versailles. Uscito in Giappone nel 1979, è tratto dall’omonimo manga di Riyoko Ikeda (1947) pubblicato qualche anno prima.
Racconto storico
L’autrice si è ispirata alla biografia di Maria Antonietta dello scrittore austriaco Stefan Zweig (1881-1942). Lo sfondo storico del racconto non impedisce all’autrice di toccare temi delicati come la sessualità e l’identità di genere.
Singolare destino quello del film commedia Operazione Sottoveste (Operation Petticoat), successo al botteghino 1959, anno d’uscita nei cinema americani.
Niente Oscar o Golden Globe
All’epoca guadagnò la bellezza di quasi 10 milioni di dollari, diventando il terzo incasso della stagione, ma non ottenne alcun riconoscimento, Oscar o Golden Globe. di un certo rilievo.
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70 80 è il podcast che ti riporta ai tuoi anni più belli, approfondendo in ogni puntata fatti, personaggi, luoghi e costumi dal 1970 al 1989. Condotto dai giornalisti Massimo Lualdi, Enzo Mauri,…