A sta per Arte

A sta per Arte

By Accademia SantaGiuliaSociety & CultureEducationArts
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A sta per Arte episodes

  • M sta per Morte (seconda parte)
    Sin dall’antichità c’è sempre un filo indissolubile che lega arte e morte. Con l’avvento delle performance, questi due mondi si fondono completamente. In questa puntata esploriamo imprese di artisti che si spingono fino al limite della vita stessa. Altri che pur di lasciare il segno si fanno consumare dalla propria arte, arrivando al punto di distruggersi. E tu fino a dove ti spingeresti per creare qualcosa di immortale?

    PERSONE INTERVISTATE
    Durante la puntata intervistiamo Raul Zecca, antropologo e docente universitario di antropologia; Paolo Bonini, archeologo e docente di storia dell’arte antica. Passando all’arte contemporanea, dialoghiamo con Ilaria Bignotti, docente di Linguaggi dell’arte contemporanea e, infine, incontriamo una performer, Mara Oscar Cassiani, che condivide la sua personale visione del rapporto tra arte e morte.

    ARTISTI TRATTATI
    Léa Vergine, ricordata per il suo influente saggio sulla body art “Il corpo come linguaggio”; Marina Abramović, è tra le performer più celebri degli ultimi decenni, nota per le sue performance radicali ed estreme; Franko B, menzionato per la celebre performance in cui si incide i polsi e percorre una passerella bianca, trasformando il corpo in atto simbolico; Silvia Giambrone, performer che ha affrontato con particolare sensibilità il tema amore-morte; Chiara Fumai, artista scomparsa prematuramente, le cui performance erano per lo più azioni dimostrative incentrate sulla violenza e sul ruolo della donna nella contemporaneità; Mark Rothko, grande artista mosso da una forte urgenza espressiva, evidente nella potenza contemplativa delle sue opere; Paolo Scheggi, artista morto giovane che concepì il proprio funerale come una sorta di ultima, grandiosa opera.

    TEMI TRATTATI
    In questa puntata parliamo da un punto di vista antropologico del tema della morte, soffermandosi in particolare sui riti funebri della Repubblica Dominicana. Trattiamo dei culti e delle celebrazioni legate alla morte nelle grandi civiltà antiche ( egizi, greci e romani ), arrivando poi all’arte contemporanea e al mondo della body art, con performance estreme.
    18 min
  • M sta per Morte (prima parte)
    Sin dall’antichità c’è sempre un filo indissolubile che lega arte e morte. Con l’avvento delle performance, questi due mondi si fondono completamente. In questa puntata esploriamo imprese di artisti che si spingono fino al limite della vita stessa. Altri che pur di lasciare il segno si fanno consumare dalla propria arte, arrivando al punto di distruggersi. E tu fino a dove ti spingeresti per creare qualcosa di immortale?

    PERSONE INTERVISTATE
    Durante la puntata intervistiamo Raul Zecca, antropologo e docente universitario di antropologia; Paolo Bonini, archeologo e docente di storia dell’arte antica. Passando all’arte contemporanea, dialoghiamo con Ilaria Bignotti, docente di Linguaggi dell’arte contemporanea e, infine, incontriamo una performer, Mara Oscar Cassiani, che condivide la sua personale visione del rapporto tra arte e morte.

    ARTISTI TRATTATI
    Léa Vergine, ricordata per il suo influente saggio sulla body art “Il corpo come linguaggio”; Marina Abramović, è tra le performer più celebri degli ultimi decenni, nota per le sue performance radicali ed estreme; Franko B, menzionato per la celebre performance in cui si incide i polsi e percorre una passerella bianca, trasformando il corpo in atto simbolico; Silvia Giambrone, performer che ha affrontato con particolare sensibilità il tema amore-morte; Chiara Fumai, artista scomparsa prematuramente, le cui performance erano per lo più azioni dimostrative incentrate sulla violenza e sul ruolo della donna nella contemporaneità; Mark Rothko, grande artista mosso da una forte urgenza espressiva, evidente nella potenza contemplativa delle sue opere; Paolo Scheggi, artista morto giovane che concepì il proprio funerale come una sorta di ultima, grandiosa opera.

    TEMI TRATTATI
    In questa puntata parliamo da un punto di vista antropologico del tema della morte, soffermandosi in particolare sui riti funebri della Repubblica Dominicana. Trattiamo dei culti e delle celebrazioni legate alla morte nelle grandi civiltà antiche ( egizi, greci e romani ), arrivando poi all’arte contemporanea e al mondo della body art, con performance estreme.
    17 min
  • K sta per Kitsch (seconda parte)
    Cosa significa, davvero, kitsch? Al di là di quello che ci dice il vocabolario, il kitsch arte, oppure solo consumismo? É la negazione dell’arte, come dicono Eco e Dorfles, o l’estremo tentativo di interrogarsi sul vero significato dell’essere artista, come sostiene Jeff Koons? E, al di là di tutto, ha davvero ancora senso interrogarsi su cosa sia arte e su cosa non lo sia? Queste sono alcune delle domande che sono emerse nella puntata più complicata di A Sta Per Arte, dedicata al kitsch.

    PERSONE INTERVISTATE
    In questa puntata intervistiamo: Massimo Adiansi, noto sui social con il nome di Architerror; Renato Corsini, curatore; Fiorenzo Fisogni, docente di Didattica per il Museo, Semiotica dell’arte, Elementi di iconologia e iconografia; Anna Lombardi, ricercatrice e fondatrice del Museo del Design del Friuli Venezia Giulia; Marco Sorelli, pubblicitario, copywriter, esperto di comunicazione e marketing, docente; Massimo Tantardini, vicedirettore dell’Accademia SantaGiulia, docente, editore, direttore della rivista «IO01 Umanesimo Tecnologico».

    ARTISTI TRATTATI
    Raffaello Sanzio: nominato perché Lo sposalizio della vergine non è come gli amorini di Nonna Abelarda; Jeff Koons: lui non combatte il kitsch, lo cavalca; Karim Rashid: stracolorato, tondeggiante... ma non kitsch.

    TEMI TRATTATI
    Parliamo degli amorini di porcellana; dei negozi di souvenir sulla Riviera; dello studio di Umberto Eco e di Apocalittici e integrati; di Gillo Dorfles; di Freud, Jung e Susan Sontag; di Roland Barthes; di Franco Battiato; di Quentin Tarantino e Fantozzi.
    25 min
  • K sta per Kitsch (prima parte)
    Cosa significa, davvero, kitsch? Al di là di quello che ci dice il vocabolario, il kitsch arte, oppure solo consumismo? É la negazione dell’arte, come dicono Eco e Dorfles, o l’estremo tentativo di interrogarsi sul vero significato dell’essere artista, come sostiene Jeff Koons? E, al di là di tutto, ha davvero ancora senso interrogarsi su cosa sia arte e su cosa non lo sia? Queste sono alcune delle domande che sono emerse nella puntata più complicata di A Sta Per Arte, dedicata al kitsch.

    PERSONE INTERVISTATE
    In questa puntata intervistiamo: Massimo Adiansi, noto sui social con il nome di Architerror; Renato Corsini, curatore; Fiorenzo Fisogni, docente di Didattica per il Museo, Semiotica dell’arte, Elementi di iconologia e iconografia; Anna Lombardi, ricercatrice e fondatrice del Museo del Design del Friuli Venezia Giulia; Marco Sorelli, pubblicitario, copywriter, esperto di comunicazione e marketing, docente; Massimo Tantardini, vicedirettore dell’Accademia SantaGiulia, docente, editore, direttore della rivista «IO01 Umanesimo Tecnologico».

    ARTISTI TRATTATI
    Raffaello Sanzio: nominato perché Lo sposalizio della vergine non è come gli amorini di Nonna Abelarda; Jeff Koons: lui non combatte il kitsch, lo cavalca; Karim Rashid: stracolorato, tondeggiante... ma non kitsch.

    TEMI TRATTATI
    Parliamo degli amorini di porcellana; dei negozi di souvenir sulla Riviera; dello studio di Umberto Eco e di Apocalittici e integrati; di Gillo Dorfles; di Freud, Jung e Susan Sontag; di Roland Barthes; di Franco Battiato; di Quentin Tarantino e Fantozzi.
    24 min
  • T sta per Trasgressione (seconda parte)
    In questa puntata esploriamo il volto più audace della creatività: la trasgressione, non come semplice distruzione, ma come forma di onestà intellettuale. Partiamo dallo scandalo parigino di Édouard Manet, il "padre dei trasgressori", che osa ritrarre la realtà nuda e cruda. Attraversiamo il nichilismo provocatorio del Dadaismo, che ribalta per sempre il concetto di opera d'arte. Infine, ci chiediamo cosa significa trasgredire oggi, scoprendo che la vera rivoluzione è avere il coraggio di essere se stessi oltre ogni confine imposto.

    In questa puntata intervistiamo:
    Milena Cordioli, storica dell’arte; Fiorenzo Fisogni, docente di Accademia SantaGiulia e collaboratore di Brescia Musei; Paolo Sacchini, critico d’arte e direttore dell’AccademiaSantaGiulia, Giovanni Rossi artista emergente.

    Artisti trattati:
    Edouard Manet: il pioniere che infrange i canoni accademici. Marcel Duchamp: mente radicale che trasforma l’arte in un atto puramente intellettuale. Man Ray: esponente del Dadaismo, manipola l'oggetto quotidiano e la fotografia per esplorare nuove forme di espressione. Azionisti viennesi: artisti ribelli che portano la trasgressione alle estreme conseguenze, trasformando il corpo umano in un territorio di superamento dei tabù sociali. Piero Manzoni: l'erede provocatorio di Duchamp che, con la sua celebre "Merda d’artista", sfida il valore dell'opera nell'era del consumismo. Maurizio Cattelan: il volto della trasgressione contemporanea, capace di abitare il confine sottile tra arte e marketing. Giovanni Rossi: voce emergente che propone una controtendenza, rileggendo il concetto di provocazione attraverso una ricerca spirituale e una riflessione profonda sul sacro.

    Temi trattati:
    In questa puntata proviamo a decifrare i confini della trasgressione artistica. Iniziamo il viaggio nella Parigi di fine Ottocento, rivivendo lo sconcerto della giuria del Salon davanti alle opere di Manet. Proseguiamo entrando nel clima cinico che dà vita all’eversione del Dadaismo. Ci muoviamo poi tra le neoavanguardie degli anni ’60 e ’70, fino ad arrivare alle dinamiche dell’arte contemporanea, esplorando la sfida al sistema dell’arte: dalle provocazioni viscerali alle strategie commerciali. Concludiamo con la riflessione di un artista emergente, che ci introduce al mondo del fare arte oggi.
    25 min
  • T sta per Trasgressione (prima parte)
    In questa puntata esploriamo il volto più audace della creatività: la trasgressione, non come semplice distruzione, ma come forma di onestà intellettuale. Partiamo dallo scandalo parigino di Édouard Manet, il "padre dei trasgressori", che osa ritrarre la realtà nuda e cruda. Attraversiamo il nichilismo provocatorio del Dadaismo, che ribalta per sempre il concetto di opera d'arte. Infine, ci chiediamo cosa significa trasgredire oggi, scoprendo che la vera rivoluzione è avere il coraggio di essere se stessi oltre ogni confine imposto.

    In questa puntata intervistiamo:
    Milena Cordioli, storica dell’arte; Fiorenzo Fisogni, docente di Accademia SantaGiulia e collaboratore di Brescia Musei; Paolo Sacchini, critico d’arte e direttore dell’AccademiaSantaGiulia, Giovanni Rossi artista emergente.

    Artisti trattati:
    Edouard Manet: il pioniere che infrange i canoni accademici. Marcel Duchamp: mente radicale che trasforma l’arte in un atto puramente intellettuale. Man Ray: esponente del Dadaismo, manipola l'oggetto quotidiano e la fotografia per esplorare nuove forme di espressione. Azionisti viennesi: artisti ribelli che portano la trasgressione alle estreme conseguenze, trasformando il corpo umano in un territorio di superamento dei tabù sociali. Piero Manzoni: l'erede provocatorio di Duchamp che, con la sua celebre "Merda d’artista", sfida il valore dell'opera nell'era del consumismo. Maurizio Cattelan: il volto della trasgressione contemporanea, capace di abitare il confine sottile tra arte e marketing. Giovanni Rossi: voce emergente che propone una controtendenza, rileggendo il concetto di provocazione attraverso una ricerca spirituale e una riflessione profonda sul sacro.

    Temi trattati:
    In questa puntata proviamo a decifrare i confini della trasgressione artistica. Iniziamo il viaggio nella Parigi di fine Ottocento, rivivendo lo sconcerto della giuria del Salon davanti alle opere di Manet. Proseguiamo entrando nel clima cinico che dà vita all’eversione del Dadaismo. Ci muoviamo poi tra le neoavanguardie degli anni ’60 e ’70, fino ad arrivare alle dinamiche dell’arte contemporanea, esplorando la sfida al sistema dell’arte: dalle provocazioni viscerali alle strategie commerciali. Concludiamo con la riflessione di un artista emergente, che ci introduce al mondo del fare arte oggi.
    15 min
  • F sta per Fake (seconda parte)
    Nei musei un quadro su due è falso. Come è possibile? Ce lo svelano i falsari: a metà del confine tra genio creativo e inganno. In questa puntata esploriamo il complesso rapporto tra falso e originale, scoprendo come il concetto di autenticità si sia evoluto nel tempo. In un viaggio che intreccia storia dell’arte, interviste esclusive e  analisi scientifiche, sveliamo i meccanismi di un sistema spesso vulnerabile e andremo a caccia dei segreti meglio nascosti del mondo dell’arte. Come si costruisce un impero da milioni di euro con il rischio che un solo errore ti distrugga? E quando un falso smette di essere inganno per diventare esso stesso arte? Una sinfonia tra genialità, inganno e verità.

    Interviste a:
    Valerio Bergesio, podcaster, producer e regista; Paolo Bonini archeologo e docente di storia dell’arte antica; Vera Canevazzi, consulente d'arte, curatrice e docente di economia dell’arte; Massimiliano Croce comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri della Campania;  Gianfranco Mingardi, restauratore e conservatore bresciano.
    Artisti di cui parliamo:
    Mario Schifano: nominato per la sua abitudine a firmare opere non sue Lucio Fontana: abile nel proteggere le sue opere dall’essere falsificate Giorgio de Chirico: famoso per il suo vizio di retrodatare le opere Van Meegeren: abilissimo falsario olandese di fine 800.
    Temi trattati:
    Parliamo del caso delle “false teste” di Modigliani; della complessa vicenda dei coniugi Beltracchi; delle radici della pratica di riproduzione e falsificazione; della curatrice Vera Durbè; del collezionista filantropo Charles Benenson e dei musei Metropolitan di New York e del Musée Terrus di Elne, in Francia.
    18 min
  • F sta per Fake (prima parte)
    Nei musei un quadro su due è falso. Come è possibile? Ce lo svelano i falsari: a metà del confine tra genio creativo e inganno. In questa puntata esploriamo il complesso rapporto tra falso e originale, scoprendo come il concetto di autenticità si sia evoluto nel tempo. In un viaggio che intreccia storia dell’arte, interviste esclusive e  analisi scientifiche, sveliamo i meccanismi di un sistema spesso vulnerabile e andremo a caccia dei segreti meglio nascosti del mondo dell’arte. Come si costruisce un impero da milioni di euro con il rischio che un solo errore ti distrugga? E quando un falso smette di essere inganno per diventare esso stesso arte? Una sinfonia tra genialità, inganno e verità.

    Interviste a:
    Valerio Bergesio, podcaster, producer e regista; Paolo Bonini archeologo e docente di storia dell’arte antica; Vera Canevazzi, consulente d'arte, curatrice e docente di economia dell’arte; Massimiliano Croce comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri della Campania;  Gianfranco Mingardi, restauratore e conservatore bresciano.
    Artisti di cui parliamo:
    Mario Schifano: nominato per la sua abitudine a firmare opere non sue Lucio Fontana: abile nel proteggere le sue opere dall’essere falsificate Giorgio de Chirico: famoso per il suo vizio di retrodatare le opere Van Meegeren: abilissimo falsario olandese di fine 800.
    Temi trattati:
    Parliamo del caso delle “false teste” di Modigliani; della complessa vicenda dei coniugi Beltracchi; delle radici della pratica di riproduzione e falsificazione; della curatrice Vera Durbè; del collezionista filantropo Charles Benenson e dei musei Metropolitan di New York e del Musée Terrus di Elne, in Francia.
    17 min
  • A sta per Arte (trailer Seconda stagione)
    “A sta per Arte” torna con una nuova stagione: quattro episodi per esplorare i confini dell’arte contemporanea.

    “A sta per Arte”, inaugura una nuova stagione con quattro episodi inediti dedicati a temi tanto provocatori quanto attuali: Fake, Trasgressione, Kitsch e Morte.
    Dopo il successo della prima stagione, il progetto audio si evolve sia nei contenuti che nel concept narrativo. Il podcast si presenta oggi come un vero e proprio museo della scoperta, uno spazio simbolico in cui ogni stagione diventa una stanza e ogni episodio un’opera da esplorare. Un percorso immersivo che guida l’ascoltatore attraverso molteplici interpretazioni dell’arte contemporanea, mantenendo uno stile accessibile ma ricco di riferimenti culturali.
    Il nuovo ciclo di puntate si configura come una sorta di wunderkammer contemporanea: un ambiente ibrido e dinamico, dove oggetti, immagini e suggestioni si intrecciano in modo volutamente non lineare, riflettendo la complessità del panorama artistico attuale. In questo contesto, i quattro temi scelti diventano chiavi di lettura per interrogarsi sul ruolo dell’arte oggi:
    • Fake, tra autenticità e manipolazione
    • Trasgressione, come rottura delle regole e innovazione
    • Kitsch, tra estetica popolare e giudizio critico
    • Morte, come riflessione esistenziale e simbolica
    La nuova stagione sarà accompagnata da una comunicazione visiva rinnovata, pensata per coinvolgere anche un pubblico più giovane attraverso uno storytelling dinamico e immersivo. Con questo nuovo capitolo, “A sta per Arte” conferma la sua missione: rendere l’arte uno spazio aperto di dialogo, esplorazione e pensiero critico, capace di parlare a pubblici diversi con un linguaggio contemporaneo. Segui la nuova stagione del podcast!
    1 min
  • A sta per Artificiale (seconda parte)
    “Artificiale”: un’espressione oggi usatissima per le intelligenze. Un’espressione che va a braccetto con “digitale” e, per alcuni, significa anche “apocalittica”. Che impatto ha ed ha avuto, l’intelligenza artificiale e tutto quel che ne consegue, sull’arte? Sono solo gli NFT ad aver dato uno scossone al mondo dell’arte? (anzi, cosa sono, in pratica, gli Nft?) È solo nella criptoarte, il problema? Oppure, già prima, l’artificialità ha cambiato l’arte, la sua rappresentazione, i suoi temi? Ma forse, forse è più di questo; forse pensare che la relazione tra “Arte” e “Artificiale” sia relegata alla digitalizzazione, resta a prescindere un po’ ingenuo: il dibattito sull’artificialità dell’arte è antecedente agli Oculus. Già la Scuola di Francoforte dibatteva su quanto fosse o meno positiva la sua “riproducibilità tecnica”, su quanto un concerto trasmesso in radio perdesse il suo essere arte, nell’atto dell’essere trasmesso. E forse, forse c’è ancora di più. L’arte non è, in fondo, un po’ tutta “Artificiale”? Non lo è da quando crea la prospettiva, o forse ancora prima, da quando uomini primitivi decisero di rappresentare le azioni più naturali sulle pareti delle grotte? E allora, ritorniamo a capo: l’arte è un prodotto artificiale, il massimo prodotto artificiale mai progettato dall’uomo… O, come nelle grotte, è la sua più naturale espressione?

    In queste puntate abbiamo intervistato: la scrittrice Nadia Busato; l’esperta di mercato dell’arte Vera  Canevazzi; l’artista Marco Cadioli; l’esperto di cultura visuale Massimo Tantardini. Abbiamo citato il poeta Federico Garcìa Lorca, dell’opera Net.Art Generator dell’artista Cornelia  Sollfrank, lo storico Melvin Kranzberg, il filosofo Walter Benjamin, l’ingegnere informatico e docente Micheal Noll, il Collins Dictionary e l’Apocalisse. Si è parlato anche del festival Duende di Brescia; del coro nel teatro greco; dell’opera Ritratto di Edmond Belamy creata dal collettivo francese Obvious; di Net Art o Media Art; delle opere Back to the metaverse e The Apocalypse will be visualised by an AI di Marco Cadioli; della rivista IO01 - Umanesimo Tecnologico; delle artiste Sarah Andersen, Kelly McKernan e Karla Ortiz; dei software Midjourney, stability AI e Deviant  Art; dei Radio Days e dei filosofi Walter Benjamin, Rudolf Arnheim, Theodor Adorno, Herbert Marcuse; del drammaturgo Bertolt Brecht; dell’ingegnere informatico e docente Micheal Noll.
    18 min

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Che cos’è l’arte? Una domanda all’apparenza semplice, che però apre a una molteplicità di definizioni, interpretazioni, contraddizioni. Questo podcast dell’Accademia SantaGiulia esplora…