L'addio dell'eurodeputata Gualmini al suo Pd, sofferto e meditato, come ci ha raccontato, cala come un sipario su una pagina di storia. Entrata al Lingotto, con Veltroni, l'eurodeputata bolognese dice di non riconoscere più quel partito, stravolto, smarrito, geneticamente mutato. Il suo addio è una lettera d'amore alla politica che muore. O meglio, che cambia per non morire.
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