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Un fantasma si aggira per Tiktok Italia, è il fantasma della finzione, del perbenismo e della cattiveria, o almeno così vogliamo credere.
Quella che poteva essere solo una grande incomprensione (o al max una figura di m) è diventata una “rissa in piazza” social edition, dove purtroppo pregiudizi e primi dissensi verso la categoria hanno avuto la meglio, portando così diversi creator a dover eliminare e/o giustificare la propria risposta in merito.
La storia più o meno la sappiamo tutti, quello che abbiamo voluto fare noi è unire un po’ i pezzi, evidenziare come ogni parte sia comprensibile a suo modo e questo perché SIAMO TUTTI UMANI.
Questo vuol dire che cambiamo ogni giorno, che siamo fatti di infinite sfaccettature e che non sarà la notorietà a restringere una persona ad una sola caratteristica o, come in questo caso, ad un’unica facciata.
Forse oltre a tutto ciò è qui prerompente l’errata visione che abbiamo delle persone conosciute, troppo idealizzate da averle deumanizzate, motivo per cui non riusciamo ad avere l’empatia tale da comprendere il dolore che (errori o non errori) si possa provare stando al centro di una gogna mediatica di questo tipo.
[la registrazione di questa puntata è avvenuta (purtroppo) prima di nuove scoperte sulle quali altrettanti sarebbe bello parlare]
Questo sabato più seri che mai ci siamo ritagliati un piccolo spazio per discutere di un’emozione forse un po’ sottovalutata: la vergogna.
La vergogna è un’emozione paradossale perché parlarne tende ad accrescerla e non parlarne la lascia indisturbata a condizionare i nostri pensieri e comportamenti, a travolgerci un po’ come una valanga.
Ci siamo confrontati tramite le nostre idee e le nostre esperienze, l’abbiamo distinta dall’imbarazzo, abbiamo cercato di circoscriverla e di risalire alle sue origini, o meglio, alla sua radice.
Questo è un tuffo nel passato perché sarebbe dovuta uscire per seconda questa puntata, ma a noi piace la tecnica acdc, alla c4zz di cane, quindi vi beccate ora questa conversazione su come noi, poveri ventenni, abbiamo vissuto i primi contatti col mondo del lavoro e con i famigerati soldi, dobloni, dindi, di nomi ne hanno tantissimi ma a noi quasi sembrano ancora una leggenda.
Ci siamo fatti prendere la mano e abbiamo terminato la puntata parlando dei nostri sfoghi, di aneddoti su nostri pianti disperati, insomma, è stata una sorta di analisi a posteriori del nostro malumore targato 2024.
Questa è una puntata piena di valori e di umanità, Paula è voluta con noi arrivare alla radice di se stessa, ci ha raccontato della malattia e delle sue conseguenze anche più psicologiche oltre che fisiche, che la fanno sentire limitata.
Ci ha anche però raccontato come abbia distrutto i suoi stessi limiti con la creatività, dando importanza a se stessa ed esprimendosi in tutti i modi possibili.
A mettere la ciligieina sulla torta è il suo seguito, che le permette di trasmettere messaggi importanti e sentiti, riuscendo in un’impresa ad oggi nobile: lasciare qualcosa di buoni agli altri.
Abbiamo avuto una chiacchierata partita con dubbi di cultura generale per niente scontati, abbiamo parlato dell’invenzione dei podcast e abbiamo avuto la nostra parente nostalgica e il tutto si è concluso però con una bella analisi sul lavorare col proprio partner e il non perdersi nel proprio lavoro, insomma del distinguere se stessi, mica pizza e fichi eh 😙🪴🎙️
Questa puntata è stata totalmente improvvisata ma ci ha comunque portato a passare una bella ora insieme.
Abbiamo chiacchierato di tantissime cose (tra di loro ovviamente scollegate) e tra le varie cose abbiamo anche ricordato tuuutte le serie e i cartoni della nostra infanzia, si in effetti abbiamo anche criticato un po’ di cose, ma abbiamo fatto tutto come sempre col cuore <3
Per questo nuovo inizio abbiamo voluto cambiare anche noi, quindi chiacchierata su white girl music, diatribe del mondo pop e qualche giudizio di troppo perché questi siamo noi, ben tornati amici :)
Chiacchiere, pensieri, opinioni e critiche un po' come se foste al bar con noi.
Chiacchiere, pensieri, opinioni e critiche un po' come se foste al bar con noi.
Chiacchiere, pensieri, opinioni e critiche un po' come se foste al bar con noi.
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