America Week

America Week

By Agenzia di Stampa ITALPRESSNewsNews Commentary
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America Week episodes

  • America Week - Episodio 47
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Il 2026 a New York è cominciato con un freddo tagliente ma con un calore umano impressionante. Downtown, davanti a City Hall, migliaia di persone – soprattutto giovani – si sono strette per assistere all’insediamento di Zohran Mamdani, 34 anni, primo sindaco musulmano e anche socialista della città. Io ero lì, in mezzo alla folla: ho aspettato con loro, ho ascoltato, ho fatto domande. E quello che ho visto è stato più di una cerimonia. È stato un momento politico.

    xo9/sat/gtr
    6 min
  • America Week - Episodio 46
    NEW YORK. In Sicilia si dice che “cu vucia chiu’ forti avi ragiuni”: chi grida più forte, alla fine, la spunta. È un proverbio nato tra i banchi dei mercati di Palermo, come appunto la Vucciria che significa gridare e dove l’urlo serve a vendere. Ma in America, quando un presidente grida in prima serata, spesso non sta vendendo un’idea: sta difendendo un potere che sente scivolare. E mercoledì sera Donald Trump, nel suo discorso “sull’economia”, ha dato proprio quell’impressione: non il leader sicuro del 2024, ma un uomo che parla, anzi urla con l’ansia di non essere più creduto.
    Il punto non è solo cosa ha detto – confine “sicuro”, prezzi “giù”, dazi come macchina miracolosa – ma come lo ha detto: Un “rant”, nel senso pieno: sfogo e intimidazione insieme. La distanza con la realtà quotidiana resta enorme: l’idea che l’inflazione sia ormai “finita” e che i prezzi siano scesi in modo generalizzato non coincide con quello che molte famiglie vedono tra spesa, affitti e bollette. E quando lo scarto tra propaganda e esperienza si allarga, alzare la voce non basta più: anzi, tradisce panico.

    xo9/sat/gtr
    6 min
  • America Week - Episodio 45
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Donald Trump sta davvero perdendo il polso del suo partito e del Paese, o nonostante tutto è ancora lui a scrivere l’agenda, dagli Stati Uniti all’Europa, fino all’America Latina? I segnali di frattura nel trumpismo ormai sono evidenti. Nel profondo Sud, la base che lo aveva idolatrato comincia a parlare di tradimento, soprattutto per i mesi di resistenza sulla piena pubblicazione dei file federali su Jeffrey Epstein. Marjorie Taylor Greene lascia il Congresso accusandolo di aver abbandonato il vero “America First”, mentre cresce un ecosistema di influencer convinti che il presidente sia ormai prigioniero delle élite di Washington. Anche a Washington il fronte repubblicano scricchiola.

    xo9/sat/gtr
    (video di Stefano Vaccara)
    5 min
  • America Week - Episodio 44
    NEW YORK (ITALPRESS) - È stata una settimana in cui la fragilità del potere trumpiano è esplosa in piena luce. Un presidente sempre più sotto assedio – politico, giudiziario e mediatico – mentre le rivelazioni sul caso Epstein, le ribellioni del Congresso e le tensioni col Venezuela creano un panorama instabile che la Casa Bianca fatica a dominare. Lo scandalo Epstein continua infatti a crescere. I nuovi documenti resi pubblici stanno rivelando contatti, omissioni e una gestione opaca dentro l’amministrazione. Nella base MAGA aumenta il sospetto che Trump stia nascondendo qualcosa. E nel GOP, aumentano le voci critiche. È questo il contesto in cui vanno lette molte delle sue recenti provocazioni: attacchi razzisti, minacce di guerra, dichiarazioni esagerate che sembrano avere anche uno scopo politico preciso: distrarre l’opinione pubblica dalla valanga Epstein. Il caso Hegseth è l’altro terremoto che scuote Washington. Pete Hegseth, Segretario alla Guerra (titolo che ama rivendicare), è accusato di non aver fornito al Congresso i documenti richiesti sulle operazioni anti-cartelli nel Mar dei Caraibi.

    sat/gsl
    6 min
  • America Week - Episodio 43
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Questa settimana, proprio nel giorno del Thanksgiving, l'America avrebbe dovuto ritrovarsi. Invece è ripiombata nel dolore e nelle divisioni: Sarah Beckstrom, vent'anni, soldatessa della Guardia Nazionale, è stata uccisa a Washington; il suo collega Andrew Wolfe lotta tra la vita e la morte. L'attentatore è un giovane afghano arrivato negli Stati Uniti nel 2021. Dettaglio fondamentale: era stato addestrato e aveva lavorato con forze americane e CIA durante la guerra.
    Ma questo non ha fermato Donald Trump dal trasformare una tragedia in un attacco politico. Ha promesso di "sospendere permanentemente l'immigrazione da tutti i Paesi del Terzo Mondo", ha minacciato la cittadinanza di intere comunità, e quando gli è stato chiesto cosa c'entrassero i somali del Minnesota con un attentatore afghano, ha risposto: "Niente. Ma i somali hanno causato molti problemi". E quando una giornalista gli ha fatto notare che l'attentatore era stato verificato e ammesso legalmente, Trump ha perso le staffe in diretta tv: "Are you stupid? Are you stupid? ("Sei stupida? Sei stupida?" ndr)".
    xo9/mgg/azn
    6 min
  • America Week - Episodio 42
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - È stata la settimana in cui Donald Trump ha cercato disperatamente di coprire uno scandalo con un altro, ma questa volta la strategia gli è sfuggita di mano. Nel giro di pochi giorni, il presidente è passato dall’umiliazione sugli Epstein Files agli insulti ai giornalisti, fino alle minacce di morte contro parlamentari eletti. Ed è sempre più chiaro che non è un piano: è panico.

    xo9/sat/gtr
    7 min
  • America Week - Episodio 41
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Se non fosse riesploso il caso Epstein, oggi racconteremmo un’altra storia: quella di un presidente che, dopo 42 giorni di shutdown, riapre il governo federale e torna a dettare l’agenda con il “One Big Beautiful Bill”. Invece, in poche ore, tutto è crollato. Ventitremila pagine di documenti – email dell’eredità di Jeffrey Epstein pubblicate alla Camera – hanno cancellato la settimana politica, oscurato la vittoria sul Congresso e messo Trump di nuovo sulla difensiva. Lo avevamo annunciato mesi fa: lo scandalo Epstein non è un residuo del passato, è la battaglia finale sulla verità in America. E ora è tornato, nel momento peggiore per la Casa Bianca. Le email diffuse dai democratici – subito seguite dalla valanga di documenti pubblicati dai repubblicani – mostrano un Epstein ossessionato da Trump, con riferimenti imbarazzanti a incontri, confidenze, frequentazioni e alla possibilità di “colpirlo” politicamente. E se il contenuto sessuale è ciò che scuote l’opinione pubblica, tra le righe emerge altro: collegamenti finanziari, piste su fondi, operazioni societarie e possibili elementi di riciclaggio che alcuni parlamentari vogliono assolutamente chiarire nei famosi “Epstein Files” dell’FBI. È questo il punto: le email pubblicate ora non sono ancora i file federali. Sono solo ciò che era in custodia degli avvocati dell’eredità. I documenti davvero esplosivi sono quelli che il Congresso voterà la prossima settimana.

    xo9/sat/gtr
    7 min
  • America Week - Episodio 40
    NEW YORK (ITALPRESS) - La valanga di voti democratici e dei giovani a New York, in New Jersey e in Virginia ha travolto i repubblicani, ben oltre ogni previsione. In New Jersey e in Virginia, dove i sondaggi davano testa a testa, le candidate democratiche Mikie Sherrill e Abigail Spanberger hanno vinto con margini a doppia cifra. E a New York, la vittoria di Zohran Mamdani è stata storica: a soli 34 anni, primo musulmano e socialista eletto sindaco della città più importante d’America.
    xo9/fsc/gsl
    7 min
  • America Week - Episodio 39
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Ogni volta che pensi di aver capito la direzione di Donald Trump, lui cambia bersaglio. È come inseguire un’ombra che si moltiplica. Il Pentagono sta addestrando una nuova "forza d'emergenza" della Guardia Nazionale: oltre 23 mila militari destinati al controllo delle folle nelle città americane. È la prima volta che un presidente ordina la creazione di un'unità permanente per l'ordine pubblico, con equipaggiamento
    antisommossa. Non per un uragano o un disastro naturale: ma per "proteste civili". Entro il primo gennaio 2026, ogni Stato dovrà fornire almeno 500 soldati. E tutto questo avviene mentre il Congresso è paralizzato dal prolungato shutdown, con stipendi bloccati e agenzie federali chiuse.
    xo9/fsc/gtr
    (Video di Stefano Vaccara)
    7 min
  • America Week - Episodio 38
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Negli Stati Uniti questa settimana lo scandalo è esploso nello sport, nel popolare basket del campionato NBA. Trentuno arresti, tra cui un head coach e importanti giocatori, accusati di scommesse illegali e partite truccate in un’inchiesta dell’FBI che rimette la mafia di New York in prima pagina. Quattro famiglie storiche avrebbero orchestrato una rete di poker truccati e puntate basate su informazioni interne: infortuni, minutaggi, perfino errori “programmati”. Un affare da decine di milioni. E prima ancora che penale, una truffa morale: campioni strapagati che tradiscono i tifosi, mentre Cosa Nostra lucra sull’idolo sportivo. A Brooklyn il procuratore avverte: “Chi gioca con la legge ha appena perso la partita"

    xo9/fsc/gtr
    6 min

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Rubrica di Stefano Vaccara da New York che analizza e commenta l’attualità americana.