Ci sono tanti saggi e tanti pamphlet, ma nella pubblicistica sul calcio Napoli manca il grande romanzo. Eppure in città di grandissimi scrittori, nonché grandissimi tifosi, ce ne sono e ce ne sono sempre stati: cosa ha impedito che vedesse la luce un’opera narrativa artisticamente degna dei grandi capolavori che sul tema, ad esempio, si sono visti nel cinema?
Per la dodicesima puntata di Antifútbol, il podcast che il team di Viale De Laurentis 29 realizza per il Napolista, ne abbiamo parlato con Vittorio Graziani. Socio di Libreria Centofiori (Milano), miglior libreria d’Italia nel 2025 per la Fondazione Giorgio Cini, Graziani ci spiega il ritardo della scena letteraria napoletana, che ha esplorato ogni angolo della stagione maradoniana ma non ha saputo investigare quelle precedenti, né trovare spunti drammaturgici in quelle successive.
Ma narrativa e calcio hanno conosciuto rapporti più prolifici. All’estero, dove spiccano i successi inglesi, con Nick Hornby e David Peace, e la scuola argentina aperta da Osvaldo Soriano. Così come in Italia, dove ci sono state penne, in special modo quelle di Giovanni Arpino con Azzurro Tenebra e Piero Trellini con La Partita, capaci di trasformare i drammi e le gioie della Nazionale in letteratura.
Graziani ci accompagna in un viaggio tra la scrittura e lo sport. Per Napoli non è ancora persa l’ultima speranza, insomma, ci rassicura. Ma per vedere il grande romanzo sugli azzurri manca ancora qualcosa.
Per le musiche si ringraziano gli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e Marco Crimaldi.
Buon ascolto!