Appunti - Il podcast della newsletter di Stefano Feltri

Appunti - Il podcast della newsletter di Stefano Feltri

By Stefano FeltriNewsNews Commentary
Download on the App Store

Appunti - Il podcast della newsletter di Stefano Feltri episodes

  • La scuola è (sempre più) di destra - con Christian Raimo
    Ci sono argomenti che per i giornalisti sono difficilissimi da trattare. Uno di questi è la scuola. Per dare un’idea di quanto sia superficiale la copertura mediatica, basta ricordare che ogni anno viene presentata come una notizia il fatto che al liceo scientifico la seconda prova di maturità sia di matematica.

    E’ sempre così, ma i giornalisti sembrano dimenticarlo, ogni volta. E poi c’è l’abitudine di affidare a persone che con la scuola non hanno nulla a che fare il commento su episodi che sollevano indignazione o commozione: c’è sempre una scrittrice che può parlare di bullismo, un ministro che parla dell’importanza di un certo autore, il giornalista baby boomer con figli ormai laureati che parla delle classi pollaio (mentre ai suoi tempi era tutta un’altra cosa…).

    Per questo ho deciso di dedicare una puntata del podcast alla scuola e di parlarne con Christian Raimo.

    Christian è molte cose, un giornalista, uno scrittore, un attivista, ma proprio perché tutte queste cose è anche un insegnante, che a scuola insegna davvero. Ma che poi la scuola la pensa, sia nella sua dimensione pedagogica (cosa viene insegnato esattamente agli studenti? e a che scopo?) che nella sua rilevanza politica (chi decide l’evoluzione della scuola, decide il futuro del paese).

    La chiacchierata è lunga, l’audio non è perfetto perché Christian Raimo - che è multitasking e iperattivo - stava in un bar dove aveva degli appuntamenti.

    Ma credo valga la pena ascoltarla comunque, perché mai come in questo momento la scuola sembra al contempo un terreno di scontro politico e un oggetto indecifrabile.

    Nel biennio della pandemia sembrava questione cruciale chiudere o aprire le scuole, da una parte e dall’altra c’era sempre qualcuno che intimava qualcosa: bisogna chiudere per fermare il contagio, portato da ragazzi non vaccinati, oppure bisogna riaprire subito perché vale la pena tollerare qualche contagio in più pur di evitare di compromettere lo sviluppo e la formazione di intere generazioni.

    Avevano tutti ragione, ovviamente, per questo la discussione era così lacerante.

    Poi, passata la pandemia, si è perso subito ogni interesse per le modalità dell’insegnamento - la didattica (anche) a distanza era soltanto un effetto collaterale del virus o un’evoluzione necessaria? - ed è ricominciato il tradizionale scontro politico su cosa insegnare. I valori della “nazione” si trasmettono fin dall’infanzia, come noto.

    E poi si verificano all’esame di maturità, con tracce appositamente scelte (dal ministro in persona, ho imparato da Christian Raimo) che servono a segnalare il cambio di clima culturale e politico.

    Mentre i giornali si riempiono di polemiche sulle uscite del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, il racconto della vita quotidiana tra i banchi scivola sullo sfondo, così come il pensiero critico sulla più pubblica delle istituzioni, dove il privato - anche questo lo osserva Raimo nel podcast - è ancora marginale e sullo sfondo.

    Raimo non è certo un ottimista, ma credo che affrontare le questioni che solleva in questa ora di discussione renda ogni dibattito sulla scuola molto più vivo e utile che l’eterna riproposizione degli stessi slogan.

    Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti. E, se lavorate nella scuola, raccontatemi la vostra storia, scrivete a [email protected]

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    1 hr 6 min
  • Cosa c'è dietro le grandi dimissioni - con Francesca Coin
    Il tasso di dimissioni negli Stati Uniti è salito dal 2,3 per cento del febbraio 2020, prima del Covid, a un picco del 3 per cento nell’estate 2021.

    Si è quindi iniziato a parlare di una svolta epocale, di un fenomeno di massa che è andato sotto il nome di “grandi dimissioni”.

    Non soltanto normali cambi di lavoro, ma un rifiuto del lavoro, o almeno di quello che si era fatto fino a quel momento.

    Il tasso di dimissioni volontarie negli Stati Uniti è presto tornato ai livelli pre-Covid e a metà 2023 risultava intorno al 2,4 per cento.

    Forse quello che i giornali hanno letto come un cambiamento epocale dipendeva soltanto dal fatto che per alcuni mesi l’economia americana era rimasta congelata dalle misure anti-Covid e molta meno gente del solito aveva cambiato lavoro, visto che neanche si poteva uscire di casa.

    Ad aprile 2020, per esempio, il tasso di dimissioni era dell’1,5 per cento, molto più basso del 2,3 pre-Covid.

    In Italia si è registrata una tendenza simile. Su Lavoce.info Francesco Armillei ha osservato che il tasso di dimissioni a fine 2022 del 3,09 per cento è più alto che in fase pre-Covid, ma analogo a quello che si registrava in altri momenti di rapida evoluzione dell’economia italiana, per esempio dopo la crisi del 2008-2009.

    Secondo i dati dell’Inps e del ministero del Lavoro, nel 2006 il tasso di dimissioni è arrivato addirittura al 4 per cento.

    Quindi le grandi dimissioni, negli Stati Uniti come in Italia, sono state soltanto un abbaglio? Sì e no.

    E’ vero che anche in altri momenti storici recenti ci sono state altre fasi con tassi di dimissioni analoghi a quelli registrati nel 2021 e nel 2022. Ma il tasso di dimissioni aumenta inesorabilmente di uno 0,1 per cento all’anno dal 2009. Come mai?

    Perché gli italiani sembrano sempre più propensi a lasciare il proprio lavoro? Dietro queste storie di dimissioni c’è qualche cosa di più profondo che sta cambiando nel nostro modo di vivere il lavoro?

    Ne parliamo con Francesco Coin, sociologa, che ha scritto un libro molto interessante per Einaudi che si chiama appunto Le Grandi dimissioni.

    Francesca Coin si occupa di lavoro e diseguaglianze sociali. Ha un dottorato di ricerca in Sociologia presso la Georgia State University, negli Stati Uniti. Fino a settembre 2022 ha lavorato come professoressa associata nel dipartimento di Sociologia dell’università di Lancaster, nel Regno Unito.Ora insegna nel Centro di competenze lavoro welfare società del dipartimento di Economia aziendale sanità e sociale (Deass) della Supsi, in Svizzera. Scrive su Internazionale e L’Essenziale.

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    48 min
  • Come pensa l'intelligenza artificiale? Con Nello Cristianini
    L'intelligenza artificiale innescherà la nuova rivoluzione industriale? Porterà la specie umana all’estinzione? O è soltanto un’altra moda destinata a durare poco, come il Metaverso?

    Non è facile trovare le risposte, perché la discussione sull’intelligenza artificiale intreccia computer science, economia, finanza, geopolitica. Ma anche profonde questioni filosofiche alle quali è difficile dare una risposta netta: cos’è la verità? Dov’è la differenza tra un essere umano e una macchina? Nel modo di pensare? Nei valori che stanno dietro quei pensieri?

    E poiché la nostra vita già prevede una fusione quasi completa tra esseri umani e macchine, basti pensare al rapporto simbiotico che abbiamo con il nostro smartphone, cosa può succedere adesso che la tecnologia passa dalla fornitura di servizi all’elaborazione di contenuti e di pensieri che sono o almeno sembrano autonomi?

    Di tutte le cose che ho letto in questi mesi, la più illuminante è stata il libro La Scorciatoia - come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano pubblicato dal Mulino.


    Già il sottotitolo è notevole: l’intelligenza artificiale non per forza deve essere uguale a quella umana. L’autore è Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università di Bath, nel Regno Unito.

    Il dibattito continua sulla newsletter Appunti, su Substack.

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    56 min
  • Complotto o colpo di Stato? - Cosa è successo davvero in Russia con i mercenari Wagner
    Il 24 giugno 2023 la brigata di mercenari russi Wagner si è ribellata al Cremlino e ha iniziato una marcia su Mosca poi interrotta all’improvviso.

    Per alcune ore, il potere di Vladimir Putin è sembrato vacillare. E di sicuro il presidente russo è uscito ammaccato dagli ultimi sviluppi.

    Tutti cercano di capirci qualcosa, io ne ho parlato con Matteo Pugliese, analista militare e strategico che è stato più volte a raccontare il conflitto, che ha fonti e competenze per aiutarci a decodificare l’evento più misterioso dall’inizio dell’invasione del 24 febbraio 2022.

    Matteo pugliese è autore di Kiev, occidente. Perché l’invasione russa ha rivoluzionato la guerra e gli equilibri in Europa (Ledizioni).

    Per leggere Appunti in versione newsletter: appunti.substack.com

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    52 min
  • CHE FINE FARA' IL PD DI ELLY SCHLEIN - con David Allegranti - (episodio zero)
    I giornali parlano così tanto delle vicende interne al Partito democratico che anche il lettore più motivato finisce per sentirsi sommerso dal flusso di informazione, non sempre rilevante, e saltare in blocco quelle pagine e quegli articoli.

    Eppure lo stato di salute del Pd, primo partito oggi di opposizione e sempre al governo nell'ultimo decennio, è cruciale per capire in che direzione va la democrazia italiana.

    Ora che ha una nuova segretaria Elly Schlein, le questioni lasciate in sospeso tanto a lungo dovranno essere affrontate, a cominciare dal rapporto con l'eredità di Matteo Renzi e con i Cinque stelle.

    Ne discuto con David Allegranti, uno dei più bravi giornalisti politici in circolazione, che ha indagato il Partito democratico nel suo nuovo libro appena uscito Quale Pd - Viaggio nel partito di Elly Schlein (Laterza).

    Questa è una puntata zero di Appunti, realizzata grazie alla infinita pazienza di David, per le prossime i problemi tecnici verranno risolti e la qualità dell'audio sarà migliore.

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    1 hr 4 min
  • TRAILER
    Questo è un trailer del nuovo podcast Appunti in lavorazione.

    Per farmi sapere cosa ne pensate, [email protected]

    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

    8 min

About Appunti - Il podcast della newsletter di Stefano Feltri

From the publisher's feed

Appunti è il progetto editoriale indipendente curato da Stefano Feltri che offre analisi, approfondimenti e inchieste realizzati insieme a giornalisti, esperti e scrittori.