Puntata fuori serie del 2 luglio 2015
Speciale “Orvieto Music Machine”in studio Andrea Kappa Caponeri
Anni fa (quanti? Tanti.) il buon vecchio Kappa con i ragazzi e le ragazze che operavano al Centro Giovanile “Mr.Tamburino” (un’esperienza di una certa importanza) fu tra i promotori di due CD che andavano a raccogliere il meglio della produzione autoctona del territorio orvietano, brani in gran parte originali, fotografando così quella che era la ricca scena giovanile nei decenni a cavallo del passaggio del millennio.A distanza di anni, mettendo in onda settimanalmente la nostra trasmissione e spigolando qua e là, ci siamo resi conto con piacere crescente che la scena musicale orvietana è ancora viva e feconda: nel giro di dodici mesi, più o meno, numerosi musicisti hanno dato alle stampe nuovi album, pubblicato pezzi su compilation, o hanno comunque lanciato nuovi lavori in rete, a testimonianza di un’urgenza espressiva che, forse proprio perché ci muoviamo in provincia, è sempre più forte. Ma non c’è solo questo: c’è anche la qualità (mediamente alta, sovente MOLTO alta), c’è il gusto della sperimentazione, o della contaminazione di linguaggi, c’è la voglia di abbracciare generi e stili diversi, c’è un panorama che comincia a comprendere nel suo giro di visuale ormai diverse generazioni di musicisti: chi viene dai ’90 (e infatti era già presente nelle antologie di cui sopra) e chi solo da pochissimo ha messo in gioco la sua gioventù. Via via facevamo incetta di queste cose, mettendo da parte i brani, chiedendo maggiori informazioni, cercando di capire come meglio valorizzare questa scena. Alla fine ci siamo ritrovati con una vendemmia ottima e abbondante, tanto da costringerci a stravolgere i nostri criteri di base (una puntata con due ascolti per artista) e a imbastire un doppio speciale, corposissimo, con un solo brano a testa, sperando che ciò comunque serva a dare l’idea di un progetto, di un’identità artistica che a volte appare ancora in costruzione, a volte invece è decisamente già ben definita e comincia a farsi strada sulla scena nazionale e anche oltre.
E insomma, eccoli a voi questi 25 frutti saporiti dell’attuale scena orvietana (comprendendo in questo termine non solo la nostra città, ma più in generale il nostro comprensorio), una scena che appare ancora più fertile se pensiamo che per nostra colpa forse abbiamo colpevolmente tralasciato qualcuno (chiediamo anticipatamente venia), e se consideriamo che alcuni nomi importanti (pensiamo per esempio ai Petramante) sono assenti semplicemente per il fatto che, per diversi motivi, non hanno fatto uscire nulla nel lasso di tempo che ci siamo dati come termine di riferimento, ma sono ancora attivi e pronti per “mille magnifiche avventure”.
Non ci resta che augurare un buon ascolto a tutti, sperando di avere scattato, a distanza di anni, con questo Speciale, un’altra nitida fotografia, un’istantanea che abbracci esistenze, pensieri, ansie e voglia di vita di quanti, proprio attorno a noi, hanno scelto di fare, pur in tempi non esattamente facili, della musica un modo di essere (di esserci?). Ci piacerebbe che una copia di questa fotografia arrivasse sulla scrivania di Istituzioni e Comitati Cittadini Antirumore (sì, abbiamo anche quelli, non ci faciamo mancare niente…), così, tanto per vedere l’effetto che fa.
SCALETTA parte 1:
RESISTERE- Pratini del Duomo
TORINO- Apek
RECKLESS- Bartender
THEME FOR SAX- DJ Thedo & Elektreark, feat. Jerry Popolo
DUE PASSI- Michele Marchesani
ARABICA PHOENIX- Cherries on a swing set
PAROLE- Les Cerveaux Maléphiques
ACQUARIO- Niumonia
ALLA FACCIA DI CHI RESTA- R;ccardo
UN ALTRO GIORNO- Enrico “Caba” Melis
LA DANSE DU FEU- Human Progression Machine
MAN FROM RIO- Malandragem, feat. Tigre Fisher
PAGA VIGLIACCO- Whisky, feat. Coro delle Bigotte