Puntata del 10 marzo ‘15
in studio Andrea Kappa Caponeri e Gianmarco Giaccio Fusari
Quando gli amici di sempre se ne vanno lontano a cercare un altrove migliore resti sempre con un grumo duro da mandar giù. Non solo perché ti dispiace non averlo più a portata di mano, quell’amico, ma anche perché ti resta la sottile sensazione che quello che finora avevi creduto, cioè che fosse QUESTO QUI l’altrove migliore che mai si potesse avere, non sia più così tanto vero. Tutto per dire che quando invece gli amici tornano, almeno la prima sensazione, per qualche giorno, se ne va. L’altra no. E comunque, quando il Giaccio, che con il Kappa ha inventato e condotto per 6 stagioni questa trasmissione, si fa rivedere in zona, non possiamo fare a meno di invitarlo ancora a prendere possesso del suo microfono, e di nuovo sparpagliare parole, più o meno a caso, su questi qua che suonano nei dischi. E visto che abbiamo appena citato Jannacci, eccolo il grande dottore con la sua “Si vede”, una canzone cantata con la cinepresa. E poi un temerario Alberto Fortis in apertura (con un pezzo che dura lo scherzo di 13 minuti) e il genio lunatico di Frank Zappa, le tentazioni anni ’80 di Colapesce, l’hybris di quell’orsacchiotto sonoro che risponde al nome di Matteo Beccucci, e la riscoperta di Lelio Lutazzi di raffinata ironia.
Insomma, la solita puntata-capolavoro…
SCALETTA:
CORPORAL CLEGGS- Pink Floyd (sigla iniziale)
TRA DEMONIO E SANTITA’ (pt.1-2-3)- Alberto Fortis
AMORE DI MASSA- Il Genio
DIAVOLO ROSSO- Giovanni Succi (Rubrica “Sulle spalle dei giganti”, da P.Conte)
SI VEDE- Enzo Jannacci
TENGO ‘NA MINCHIA TANTA- Frank Zappa (Rubrica “Luci & Ombre”)
LEGATA A UNO SCOGLIO- Lelio Luttazzi
BREZNY- Colapesce
FUOCO NEL CUORE- Matteo Becucci (Rubrica “Cover the rainbow” dai Deep Purple)