Mattia ha sessant’anni ed è detenuto in una casa circondariale.Quando entra per la prima volta in atelier non sa cosa aspettarsi, ma nel tempo l’arteterapia diventa per lui uno spazio di regolazione, rifugio e riconnessione con sé stesso.
In questa puntata racconto il percorso di Mattia, nato durante il mio tirocinio in carcere: i materiali che sceglie, le immagini che ritornano nei suoi disegni — montagne, mare, animali — e il modo in cui l’arte lo aiuta a contenere ansia, tensione e vissuti profondi. Una storia reale che mostra come l’arteterapia, anche in un contesto di forte privazione, possa sostenere l’identità e aprire spazi interiori di cura.