Riportiamo di seguito parte del Discorso del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla nazione del 21 settembre 2022, pubblicato dall'Ambasciata della Federazione Russa in Italia:
«Cari amici!Il tema del mio intervento è la situazione nel Donbass e i progressi dell'operazione militare speciale per liberarlo dal regime neonazista che ha preso il potere in Ucraina nel 2014 a seguito di un colpo di Stato armato.Oggi mi rivolgo a voi, a tutti i cittadini del nostro Paese, a persone di diverse generazioni, età e nazionalità, al popolo della nostra grande Patria, a tutti coloro che sono uniti dalla grande Russia storica, ai soldati e agli ufficiali, ai volontari che ora combattono in prima linea e sono al loro posto di combattimento, ai nostri fratelli e sorelle – abitanti delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, delle regioni di Kherson e Zaporozhye e di altre aree liberate dal regime neonazista.Tratteremo dei passi necessari e urgenti per proteggere la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale della Russia, del sostegno all’aspirazione e alla volontà dei nostri compatrioti di determinare il proprio futuro e della politica aggressiva di alcune élite occidentali, che cercano in tutti i modi di mantenere la loro supremazia, e per questo cercano di bloccare e soffocare qualsiasi centro di sviluppo sovrano e indipendente per continuare a imporre in modo grossolano la loro volontà su altri Paesi e popoli, per imporre i loro pseudo-valori.L'obiettivo di questo Occidente è indebolire, dividere e infine distruggere il nostro Paese. Ormai dichiarano esplicitamente di essere riusciti nel 1991 a dividere l'Unione Sovietica e ora è giunta l’ora della Russia stessa che deve disintegrarsi in una moltitudine di regioni e aree in fatale conflitto tra loro.Da tempo covavano questi piani. Hanno incoraggiato bande di terroristi internazionali nel Caucaso, hanno spinto infrastrutture offensive della NATO vicino ai nostri confini. Hanno fatto della russofobia generale la loro arma, tra l’altro hanno consapevolmente coltivato per decenni l'odio verso la Russia, soprattutto in Ucraina, per la quale hanno preparato il destino di testa di ponte anti-russa, trasformando il popolo ucraino in carne da cannone e spingendolo a una guerra con il nostro Paese, guerra che hanno scatenato già nel 2014, usando le forze armate contro i civili, organizzando il genocidio, l’assedio e il terrore contro le persone che si rifiutavano di riconoscere il governo nato in Ucraina a seguito del colpo di Stato.E dopo che l'odierno regime di Kiev ha rifiutato pubblicamente una soluzione pacifica al problema del Donbass e, per di più, ha annunciato le sue pretese sull’arma nucleare, è risultata assolutamente evidente l’inevitabilità di un nuovo, ennesimo attacco su larga scala al Donbass, come era già accaduto due volte in passato. E poi, altrettanto inevitabilmente, sarebbe seguito un attacco alla Crimea russa - alla Russia.In questo contesto, la decisione di lanciare un'operazione militare preventiva è stata assolutamente necessaria e l'unica opzione possibile. I suoi obiettivi principali - la liberazione dell'intero territorio del Donbass - erano e restano immutati.La Repubblica Popolare di Lugansk è già stata praticamente completamente ripulita dai neonazisti. Continuano i combattimenti nella Repubblica Popolare di Donetsk. In otto anni, il regime di occupazione di Kiev ha creato qui una linea profondamente articolata di fortificazioni stabili. Un assalto frontale comporterebbe gravi perdite, quindi i nostri contingenti, ma anche le unità militari delle repubbliche del Donbass, stanno operando in modo sistematico e competente, utilizzando i mezzi bellici proteggono il personale e passo dopo passo liberano il te