Ti serve un'àncora per dare direzione alla tua vita quando l'ansia cresce: quell'àncora è la Parola di Dio. Affida a Lui il timone della tua barca nella tempesta. --- CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO Tempo di lettura: 12 minuti Tempo di ascolto audio/visione video: 32 min. Siamo giunti al terzo messaggio sull'argomento “ansia”. Nel primo messaggi avevamo visto che per combattere l'ansia la strategia generale è quella di rendere “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:5) sottomettendomi alla volontà del Padre, anche quando le cose sembra volgere al peggio, fidandomi di lui, continuando a sottomettermi al Padre, non solo una volta, ma durante tutta la mia vita, chiedendo l'aiuto di Gesù, visto che lui ci ha detto che faremo cose più grandi di lui se chiediamo il suo aiuto. La scorsa settimana avevamo visto cosa fare, la pratica per contrastare e vincere l'ansia: devo concentrarmi sulle cose che piacciono a Dio ovvero le cose giuste, vere, pure, amabili, da lodare, devo imparare e ricevere ovvero non devo solo conoscerle ma devono diventare una parte di me, devo guardare ed ascoltare ovvero devo vedere e sentire quello che altri credenti maturi fanno e dicono, devo fare non solo udire e vedere, quello che essi fanno. C'è una cosa che, però in tutto questo “fare” io sto lasciando indietro un aspetto che forse, anzi, sicuramente, è quello principale: PREGARE! Non sto pensando alla preghiera in generale, che ,ovviamente, è sempre buona e una parte fondamentale dell'essere discepoli di Cristo ma voglio riferirmi ad una preghiera “specifica”, mirata, non fatta da soli, ma assieme ad altri credenti. Per vincere l'ansia... 1. Chiedi Preghiera per l'Unzione È importante comprendere una cosa: l'ansia ci cambia. Cambia la nostra percezione. Sfida i nostri corpi fisici. Talvolta sappiamo perché siamo in ansia, altre volte sappiamo che non esiste una spiegazione logica per l'adrenalina che scorre nelle nostre vene. Sappiamo che dobbiamo pregare per eliminare le nostre preoccupazioni. Sappiamo che dobbiamo andare da Dio e riporre i nostri pensieri su Cristo. Sappiamo che esiste un campo di battaglia nelle nostre menti e nei nostri corpi. Sapete, chiediamo spesso preghiere quando la nostra ansia è legata a qualcosa di “fisico”, di reale: una malattia, un problema di lavoro, un problema economico. Ma quasi mai chiediamo preghiere quando la nostra ansia è ansia... e basta. Giacomo afferma questo: “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni. C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà...” (Giacomo 5:13-14) La parola che usa Giacomo e che è tradotta con“malato” è ἀσθενέω – astheneō: se avete pratica con un po' di linguaggio medico vi dovrebbe suonare familiare: “astenia” e “nevrastenia” provengono anche essi dal verbo greco ἀσθενής - asthenēs; verbo composto da σθένος - sthenos = forza più ἀ (alfa privativo) = senza. Per cui, senza forza. Giacomo dice che chi è astheneō, “senza forza” deve chiamare gli anziani della chiesa e ricevere l'unzione. Giacomo non aveva studiato medicina, e non poteva sapere che, quasi duemila anni dopo il medico statunitense G.M. Beard nel 1869 avrebbe usato il termine “nevrastenia” per indicare... “facile esauribilità ed eccitabilità del sistema nervoso centrale. I sintomi sono numerosi e vaghi: cefalea gravativa, tensiva, a casco, prevalentemente nucale, senso di debolezza muscolare, ‘tirature’ in varie parti del corpo, astenopia (vista sfocata), cardiopalmo (battito cardiaco accelerato) allarme e timore generico, debolezza di memoria e di concentrazione, ipereccitabilità, senso di instabilità o di capogiro.” Ho descritto bene i sintomi che hai quando ti assale l'ans