Il buio può diventare luce quando la tua vita incontrala potenza di Cristo. Questo è il messaggio che scaturisce dalle storie dei membri della nostra chiesa. --- La storia della nostra chiesa viene da lontano, ed ha un inizio che è tutto da raccontare. E' bene ricordarlo, così come fece Mosè che, a un certo punto dell'esodo del suo popolo, li mise seduti attorno a se, per raccontare le cose che erano accadute sino ad allora. “Poiché il Signore, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l’opera delle tue mani, ti ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo grande deserto; il Signore, il tuo Dio, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla’”. (Deuteronomio 2:7) Lasciate che vi racconti una storia anche io. Siedo sul divano di casa mia, stanco e sfiduciatoed ho appena detto a mia moglie le fatidiche parole “io mollo tutto”. Cosa è che “mollo”? Mollo l'impresa di formare una chiesa a Montefiascone, non ne voglio sentire più parlare, non è più affar mio. Sono troppi gli impegni, troppe le resistenze, troppi i problemi che via via sono sorti sul cammino. Troppo è troppo. Mollo, e basta. Sono le dieci di sera del 22 gennaio 2004, quando squilla il telefono; all'altro capo del filo immaginario che unisce casa mia a Maple Ridge, in Canada c'è una cara amica. “Ciao Marco, sono Linda... Stavamo pregando a casa mia assieme alle mie amiche (sono le quattro del pomeriggio per loro) e mi siete venuti in mente tu e Janet. Mentre pregavamo per voi Dio mi ha chiesto di farti sapere che ha in serbo per te e per l'opera che conduci a Montefiascone delle benedizioni che nemmeno tu immagini”. Mentre parlo un po' con Linda di quello che accade, qua in Italia e là in Canada, la mente continua a ripetersi “Come faceva linda a sapere?” Come a faceva a sapere del mio “mollo tutto”? Ringrazio, saluto, riaggancio, Janet mi chiede il perché della mia faccia “strana”: spiego, e lei, con un gran sorriso (quel tipo di sorriso che solo le mogli sanno fare che significa “quando te lo dico io tu non mi credi” mi dice: “Scrivi da qualche parte quello che Linda ha detto!” Apro la Bibbia, metto una nota all'interno della copertina... Ma ci credo? Ci credo che Dio possa trasformare il mio deserto in una terra promessa? Che il mio girare a vuoto nel deserto che vedo intorno giungerà a qualcosa, magari non alla “terra promessa”, ma almeno ad un “orticello” di tranquillità? Tutto mi sembrava difficile, a volte impossibile, ma mi ero dimenticato, distratto dal deserto, una cosa fondamentale: che non stavo facendo il viaggio da solo. La storia del popolo di Dio, è la storia di un popolo schiavo che viene liberato , e un viaggio in un deserto alla ricerca della “terra promessa” da Dio per quaranta lunghi anni. La storia di questa chiesa è un viaggio lungo diciotto anni, e di una promessa che Dio ha fatto il 21 Gennaio 1998, quando cinque persone si riunirono in una casa a Montefiascone, per studiare assieme la parola di Dio, e che ha rinnovato il 22 Gennaio 2004. Ed oggi siamo qui, a festeggiare un'altra tappa del viaggio. Ma ognuno dei componenti di questa comunità può essere testimone di viaggi simili, e, a volte, molto più difficili, pericolosi, e per questo miracolosi. Come quello di una donna di questa chiesa, e del suo sposo. Si sono conosciuti in una corsia di un ospedale; lei è lì che piange una sorella che muore, lui è lì, bloccato nel letto da un incidente da cui è solo per miracolo che ne è uscito vivo. Si sposano, ma le difficoltà sono tante, anche loro stanno attraversando il loro deserto. Sino a quando, per caso, una persona li indirizza a noi. E Dio, non la nostra chiesa, asciuga le lacrime, ascolta, suggerisce, prega. Ora quella coppia è parte stabile della nostra congregazione. Il deserto non è che un ricordo. Viaggiano ancora, ma viaggiano assieme, come credenti, e lei ha potuto battezzare il suo sposo nel lago