TERZA PARTE: nella quale seguiamo gli sviluppi della relazione tra don Fabrizio e Teodora, le ultime vicissitudini di Goffredo ed il futuro della Sicilia dopo le sette giornate di rivolta.
Nel settembre del 1866, Palermo fu teatro di una violenta insurrezione popolare passata alla storia come “Rivolta del Sette e Mezzo”, nome dovuto alla durata della stessa, ovvero sette giorni e mezzo. Siamo a pochi anni dall'Unità d'Italia, serpeggia in Sicilia il malcontento contro il nuovo Regno d'Italia. In città i rivoltosi che uniscono le forze sono contadini, ex garibaldini delusi e forze legittimistiche borboniche. Il protagonista del romanzo, il marchese Fabrizio Cortada, forte sostenitore dei Borboni, è testimone degli eventi, assieme alla sua famiglia: Ortensia, la madre francese, illuminista e ammiratrice di Rousseau, Teodora, la giovanissima moglie insoddisfatta che ha fame di libertà, Goffredo, il nipote giovane innamorato della nuova patria ma orgoglioso siciliano. “Sette e mezzo” è un romanzo storico che usa la rivolta di Palermo per riflettere sulle contraddizioni dell’Italia appena unificata e sul disagio sociale del Mezzogiorno.
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