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Alla vigilia del diciassettesimo anniversario della sua morte, ricordiamo le storie e la vita di Anna Politkovskaja, giornalista e attivista russa uccisa in circostanze misteriose, sempre attenta a raccontare con trasparenza gli avvenimenti della sua epoca
Oggi il secondo episodio della trilogia, su tre personaggi fondamentali e spesso dimenticati, ma che hanno cambiato le sorti della lotta a cosa nostra negli anni 80/90.
Continuiamo con il più resiliente, la quercia del Palazzo di Giustizia di Palermo, il padre spirituale del maxiprocesso, il capo dell’ufficio dei giudici istruttori, nonché capo dei giovani Falcone e Borsellino, Rocco Chinnici.
Buon ascolto!
Ultimamente i media ne parlano molto e ora c’è persino un decreto legge ministeriale che porta il suo nome. Stiamo parlando di Caivano. Ma che cos’è Caivano e perchè se ne parla così tanto, o meglio, ora se ne parla molto, ma qual è la sua storia? E cos'hanno in comune l'adattamento cinematografico di "Joker" con il Parco Verde?
Oggi iniziamo una nuova trilogia, una serie di episodi che raccontano tre personaggi fondamentali e spesso dimenticati, ma che hanno cambiato le sorti della lotta a cosa nostra negli anni 80/90 e sono state figure chiave per il maxiprocesso di Palermo. Iniziamo con il più tenace, il vice questore e capo della squadra mobile di Palermo, lo sbirro americano, Giorgio Boris Giuliano
Il 9 agosto 2023 viene ucciso il giornalista investigativo e candidato alla presidenza dell'Ecuador Fernando Villavicencio. Si era fatto un nome in patria ed all'estero per aver denunciato la corruzione petrolifera e mineraria, le esportazioni fittizie, gli appalti in cambio di voti, le reti di narcotrafficanti. In questo episodio raccontiamo il dominio della criminalità organizzata in Ecuador attraverso le sue inchieste.
Musica: "Sappheiros - Embrace" est sous licence Creative Commons (cc-by), Recovery by Rexlambo, Creative Commons — Attribution 3.0 Unported — CC BY 3.0, Noise — gbry.svg, Wistful Rain by Ghostrifter Official, Creative Commons — Attribution-NoDerivs 3.0 Unported — CC BY-ND 3.0
Mentre in Ucraina si combatte casa per casa, la criminalità organizzata sta a guardare, pronta a fare affari con la politica, come in passato, a riempire quei vuoti di potere che in Paese distrutto verranno a crearsi e a rispondere a quei bisogni di un Popolo povero e martoriato che non potranno attendere i tempi e le risposte del panorama internazionale.
Mentre in Ucraina si combatte casa per casa, ci siamo chiesti: la criminalità organizzata sta a guardare? Ha un ruolo in questo conflitto? Per poter rispondere è necessario porsi al confine tra Russia e Ucraina e osservare il passato e il presente. E provare, così, a comprendere quale sarà il futuro.
Il 27 aprile 2023, la Corte di Cassazione ha deciso: la trattativa Stato-mafia fu un tentativo rimasto senza esito. Così sono stati assolti mafiosi, politici e carabinieri imputati per aver preso parte – ognuno a suo modo - nella negoziazione svolta a più riprese tra esponenti delle istituzioni italiane e rappresentanti dell'associazione mafiosa Cosa nostra durante le stragi del 1992-1993.
L’arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro e ancor più la vicenda di Alfredo Cospito hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’istituto del 41-bis. A oltre trent’anni dalla sua formulazione, è utile e insieme doveroso cercare di capire attraverso l’analisi dei dati la reale efficacia di uno strumento che, da un lato all’altro della barricata, non smette di far discutere.
Le chiacchiere del nostro Bar Lume portano l'attenzione anche sugli strumenti per combattere la criminalità. Tra questi, in un mondo interconnesso e costantemente intercomunicante, possiamo saggiare l'efficacia della cooperazione internazionale delle forze dell'ordine, la quale nasce dallo stimolo statale, intercettato dalle agenzie sovranazionali come Interpol ed Europol che traducono queste necessità in progetti transnazionali. Oggi beviamo il nostro caffè consapevoli che il mondo non rimane a guardare inerme il crimine che dilaga.
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