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Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Se pensiamo a Abdullah Ibrahim o a Hugh Masekela, Jonas Gwangwa non è tra le figure di maggior spicco di quella che è stata la diaspora dei jazzisti sudafricani poi impostisi a livello internazionale.
Marcello Lorrai contribuisce a delinearne un profilo comunque centrale nello sviluppo del jazz nel suo paese natale, a poca distanza dalla morte avvenuta ad inizio anno.
Venuto alla ribalta accanto a Dollar Brand, poi nel gruppo dei Jazz Epistels, ebbe la possibilità di viaggiare e di farsi conoscere all’estero, specie negli Stati Uniti dove partecipò a importanti eventi riguardanti il Sudafrica accanto a Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Multistrumentista di vaglia, soprattutto trombonista, molto attivo anche come produttore e compositore, scelse anche lui la via dell’esilio nei primi anni ’70.
Da lunedì 29 marzo a giovedì 1 aprile 2021
Riccardo Bertoncelli ricorda in questa serie di trasmissioni la figura di Peter Green, chitarrista centrale dapprima del British Blues accanto tra l’altro a John Mayall e poi del blues rock britannico grazie al successo della band di cui fu co-fondatore, i Fleetwood Mac.
Da lunedì 29 marzo a giovedì 1 aprile 2021
Riccardo Bertoncelli ricorda in questa serie di trasmissioni la figura di Peter Green, chitarrista centrale dapprima del British Blues accanto tra l’altro a John Mayall e poi del blues rock britannico grazie al successo della band di cui fu co-fondatore, i Fleetwood Mac.
Da lunedì 29 marzo a giovedì 1 aprile 2021
Riccardo Bertoncelli ricorda in questa serie di trasmissioni la figura di Peter Green, chitarrista centrale dapprima del British Blues accanto tra l’altro a John Mayall e poi del blues rock britannico grazie al successo della band di cui fu co-fondatore, i Fleetwood Mac.
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