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Da lunedì 29 marzo a giovedì 1 aprile 2021
Riccardo Bertoncelli ricorda in questa serie di trasmissioni la figura di Peter Green, chitarrista centrale dapprima del British Blues accanto tra l’altro a John Mayall e poi del blues rock britannico grazie al successo della band di cui fu co-fondatore, i Fleetwood Mac.
Da lunedì 22 a venerdì 26 marzo 2020
Nina Simone è stata una delle grandi voci della black music dalla metà degli anni ’50 alla sua scomparsa, nel 2003, in una lunga carriera segnata da molti alti e bassi.
I loves you Porgy, singolo di debutto nella sua straordinaria versione del 1958, e il successivo album dove è compreso anche il superhit My Baby just cares for me (che diventerà negli anni ‘80 brano per la pubblicità di una grande casa di moda) la proietta subito ai vertici della musica afro-americana. Con la sua acclamatissima apparizione alla seconda edizione del Festival Jazz di Montreux del 1968 diventerà definitivamente beniamina anche del pubblico europeo.
Nina Simone - con la sua musica a cavallo tra jazz, blues, pop, soul – sarà anche personaggio pubblico schierato nella battaglia per i Diritti Civili.
Marcello Lorrai tratteggia l’arte e la carriera di una della grandi artiste del Novecento.
Da lunedì 22 a venerdì 26 marzo 2020
Nina Simone è stata una delle grandi voci della black music dalla metà degli anni ’50 alla sua scomparsa, nel 2003, in una lunga carriera segnata da molti alti e bassi.
I loves you Porgy, singolo di debutto nella sua straordinaria versione del 1958, e il successivo album dove è compreso anche il superhit My Baby just cares for me (che diventerà negli anni ‘80 brano per la pubblicità di una grande casa di moda) la proietta subito ai vertici della musica afro-americana. Con la sua acclamatissima apparizione alla seconda edizione del Festival Jazz di Montreux del 1968 diventerà definitivamente beniamina anche del pubblico europeo.
Nina Simone - con la sua musica a cavallo tra jazz, blues, pop, soul – sarà anche personaggio pubblico schierato nella battaglia per i Diritti Civili.
Marcello Lorrai tratteggia l’arte e la carriera di una della grandi artiste del Novecento.
Da lunedì 22 a venerdì 26 marzo 2020
Nina Simone è stata una delle grandi voci della black music dalla metà degli anni ’50 alla sua scomparsa, nel 2003, in una lunga carriera segnata da molti alti e bassi.
I loves you Porgy, singolo di debutto nella sua straordinaria versione del 1958, e il successivo album dove è compreso anche il superhit My Baby just cares for me (che diventerà negli anni ‘80 brano per la pubblicità di una grande casa di moda) la proietta subito ai vertici della musica afro-americana. Con la sua acclamatissima apparizione alla seconda edizione del Festival Jazz di Montreux del 1968 diventerà definitivamente beniamina anche del pubblico europeo.
Nina Simone - con la sua musica a cavallo tra jazz, blues, pop, soul – sarà anche personaggio pubblico schierato nella battaglia per i Diritti Civili.
Marcello Lorrai tratteggia l’arte e la carriera di una della grandi artiste del Novecento.
Da lunedì 22 a venerdì 26 marzo 2020
Nina Simone è stata una delle grandi voci della black music dalla metà degli anni ’50 alla sua scomparsa, nel 2003, in una lunga carriera segnata da molti alti e bassi.
I loves you Porgy, singolo di debutto nella sua straordinaria versione del 1958, e il successivo album dove è compreso anche il superhit My Baby just cares for me (che diventerà negli anni ‘80 brano per la pubblicità di una grande casa di moda) la proietta subito ai vertici della musica afro-americana. Con la sua acclamatissima apparizione alla seconda edizione del Festival Jazz di Montreux del 1968 diventerà definitivamente beniamina anche del pubblico europeo.
Nina Simone - con la sua musica a cavallo tra jazz, blues, pop, soul – sarà anche personaggio pubblico schierato nella battaglia per i Diritti Civili.
Marcello Lorrai tratteggia l’arte e la carriera di una della grandi artiste del Novecento.
Da lunedì 22 a venerdì 26 marzo 2020
Nina Simone è stata una delle grandi voci della black music dalla metà degli anni ’50 alla sua scomparsa, nel 2003, in una lunga carriera segnata da molti alti e bassi.
I loves you Porgy, singolo di debutto nella sua straordinaria versione del 1958, e il successivo album dove è compreso anche il superhit My Baby just cares for me (che diventerà negli anni ‘80 brano per la pubblicità di una grande casa di moda) la proietta subito ai vertici della musica afro-americana. Con la sua acclamatissima apparizione alla seconda edizione del Festival Jazz di Montreux del 1968 diventerà definitivamente beniamina anche del pubblico europeo.
Nina Simone - con la sua musica a cavallo tra jazz, blues, pop, soul – sarà anche personaggio pubblico schierato nella battaglia per i Diritti Civili.
Marcello Lorrai tratteggia l’arte e la carriera di una della grandi artiste del Novecento.
Da lunedì 22 a venerdì 26 febbraio 2021
Una personalità davvero unica quella di Henry Threadgill nel panorama del jazz nero-americano degli ultimi 50 anni, alla quale ci avvicineremo grazie alla sapiente guida di Claudio Sessa in questa serie di "Birdland".
Multistrumentista, suona vari tipi di sassofono e il flauto, e compositore, Threadgill è nato a Chicago nel 1944. Ha contribuito in maniera essenziale alla definizione della scuola del jazz d'avanguardia chicagoano dagli anni '70 in poi. Ha fondato gruppi eterogenei e spesso dalla inusuale strumentazione come il trio Air (1971), il proprio sestetto/settetto con violoncello, la band Very Very Circus (con due chitarre elettriche e due basso tuba), il quintetto Make a Move (con fisarmonica o vibrafono, chitarre e basso elettrici), più di recente gli ensemble Zooid e Double Up.
Nell’arte di Threadgill, che trascende i confini stilistici, convergono in una originalissima sintesi elementi di tradizioni diverse: il ragtime, la musica di strada e da circo, il be-bop, la nuova musica di matrice eurocolta, il free jazz. La sua cifra di compositore è stata riconosciuta grazie alla commissioni di enti importanti quali la Carnegie Hall, la Columbia University, l’ensemble Bang on a Can, la Biennale Musica di Venezia, il Festival jazz di Saalfelden. Nel 2016 ha vinto il Premio Pulitzer per la musica con il disco In for a penny, in for a pound del suo gruppo Zooid.
Da lunedì 22 a venerdì 26 febbraio 2021
Una personalità davvero unica quella di Henry Threadgill nel panorama del jazz nero-americano degli ultimi 50 anni, alla quale ci avvicineremo grazie alla sapiente guida di Claudio Sessa in questa serie di "Birdland".
Multistrumentista, suona vari tipi di sassofono e il flauto, e compositore, Threadgill è nato a Chicago nel 1944. Ha contribuito in maniera essenziale alla definizione della scuola del jazz d'avanguardia chicagoano dagli anni '70 in poi. Ha fondato gruppi eterogenei e spesso dalla inusuale strumentazione come il trio Air (1971), il proprio sestetto/settetto con violoncello, la band Very Very Circus (con due chitarre elettriche e due basso tuba), il quintetto Make a Move (con fisarmonica o vibrafono, chitarre e basso elettrici), più di recente gli ensemble Zooid e Double Up.
Nell’arte di Threadgill, che trascende i confini stilistici, convergono in una originalissima sintesi elementi di tradizioni diverse: il ragtime, la musica di strada e da circo, il be-bop, la nuova musica di matrice eurocolta, il free jazz. La sua cifra di compositore è stata riconosciuta grazie alla commissioni di enti importanti quali la Carnegie Hall, la Columbia University, l’ensemble Bang on a Can, la Biennale Musica di Venezia, il Festival jazz di Saalfelden. Nel 2016 ha vinto il Premio Pulitzer per la musica con il disco In for a penny, in for a pound del suo gruppo Zooid.
Da lunedì 22 a venerdì 26 febbraio 2021
Una personalità davvero unica quella di Henry Threadgill nel panorama del jazz nero-americano degli ultimi 50 anni, alla quale ci avvicineremo grazie alla sapiente guida di Claudio Sessa in questa serie di "Birdland".
Multistrumentista, suona vari tipi di sassofono e il flauto, e compositore, Threadgill è nato a Chicago nel 1944. Ha contribuito in maniera essenziale alla definizione della scuola del jazz d'avanguardia chicagoano dagli anni '70 in poi. Ha fondato gruppi eterogenei e spesso dalla inusuale strumentazione come il trio Air (1971), il proprio sestetto/settetto con violoncello, la band Very Very Circus (con due chitarre elettriche e due basso tuba), il quintetto Make a Move (con fisarmonica o vibrafono, chitarre e basso elettrici), più di recente gli ensemble Zooid e Double Up.
Nell’arte di Threadgill, che trascende i confini stilistici, convergono in una originalissima sintesi elementi di tradizioni diverse: il ragtime, la musica di strada e da circo, il be-bop, la nuova musica di matrice eurocolta, il free jazz. La sua cifra di compositore è stata riconosciuta grazie alla commissioni di enti importanti quali la Carnegie Hall, la Columbia University, l’ensemble Bang on a Can, la Biennale Musica di Venezia, il Festival jazz di Saalfelden. Nel 2016 ha vinto il Premio Pulitzer per la musica con il disco In for a penny, in for a pound del suo gruppo Zooid.
Da lunedì 22 a venerdì 26 febbraio 2021
Una personalità davvero unica quella di Henry Threadgill nel panorama del jazz nero-americano degli ultimi 50 anni, alla quale ci avvicineremo grazie alla sapiente guida di Claudio Sessa in questa serie di "Birdland".
Multistrumentista, suona vari tipi di sassofono e il flauto, e compositore, Threadgill è nato a Chicago nel 1944. Ha contribuito in maniera essenziale alla definizione della scuola del jazz d'avanguardia chicagoano dagli anni '70 in poi. Ha fondato gruppi eterogenei e spesso dalla inusuale strumentazione come il trio Air (1971), il proprio sestetto/settetto con violoncello, la band Very Very Circus (con due chitarre elettriche e due basso tuba), il quintetto Make a Move (con fisarmonica o vibrafono, chitarre e basso elettrici), più di recente gli ensemble Zooid e Double Up.
Nell’arte di Threadgill, che trascende i confini stilistici, convergono in una originalissima sintesi elementi di tradizioni diverse: il ragtime, la musica di strada e da circo, il be-bop, la nuova musica di matrice eurocolta, il free jazz. La sua cifra di compositore è stata riconosciuta grazie alla commissioni di enti importanti quali la Carnegie Hall, la Columbia University, l’ensemble Bang on a Can, la Biennale Musica di Venezia, il Festival jazz di Saalfelden. Nel 2016 ha vinto il Premio Pulitzer per la musica con il disco In for a penny, in for a pound del suo gruppo Zooid.
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Il salottino del jazz di Rete Due propone ogni settimana un approfondimento, in più puntate dedicato, alla storia e alla cultura della musica afroamericana. Singoli artisti, movimenti, ambiti…