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Julia Margaret Cameron, nata Pattle nel 1815, è oggi considerata una delle più importanti fotografe britanniche e una delle principali ritrattiste del XIX secolo. E lo è diventata per noia e con un colpo di fortuna.
Il pregio e la bellezza dei suoi scatti, atipici e soprattutto anticonvenzionali, sono da ricercarsi nel momento pionieristico della fotografia, che le consentì di sperimentare, e nei molti influssi culturali dell'intellighenzia dell'Inghilterra Vittoriana, che la resero a tutti gli effetti una protagonista femminile di questo momento di grande creatività della società inglese.
La sua vasta e intrecciata rete di amici, artisti vicini al movimento preraffaellita, pittori, scultori, poeti, eruditi (ricordiamo Darwin) qualcuno ben introdotto a corte fu vasta e le richieste di foto furono numerose. I suoi soggetti erano amici, amanti, sposi, figli, nipoti (tra cui anche la futura madre di Virginia Woolf).
I risultati della sua tecnica che possiamo ammirare ancora oggi, sono ritratti fiabeschi, intrisi di magia e nostalgia, poesia e suggestione: un suo scatto ad Alice Liddell dal titolo "Pomona" ispirerà Lewis Carroll per "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie".
Julia Margaret Cameron, nonostante viaggiasse in moto opposto alle abitudini dell'epoca, riuscì a farsi accettare in un settore all'epoca occupato da soli uomini e fu la prima donna ad entrare nella Photographic Society di Londra (oggi Royal Photographic Society).
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Con Stefania Berutti e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
Le immagini, i contenuti citati nella puntata e tutte le altre informazioni sono sul canale Instagram e sul blog Blister il podcast.
Fino a qualche decennio fa il mondo della finanza era composto totalmente da uomini e le uniche donne impiegate nel settore lavoravano come segretarie o assistenti. Nel noto distretto della finanza di Wall Street a New York, verso la metà degli anni '50 del secolo scorso, arrivò una donna che nel giro di pochi anni - e non senza enormi difficoltà -, diede l'avvio ad un cambiamento epocale che ribaltò completamente la presenza e gestione androcentrica del mondo finanziario.
Questa donna è Muriel Siebert e con la sua caparbietà riuscì a passare da impavida broker di Wall Street ad ottenere un posto alla NYSE (New York Stock Exchange o più semplicemente "Borsa di New York"), un riconoscimento ottenuto il 28 dicembre 1967 - unica donna tra 1365 uomini - detenuto per oltre 10 anni. Mentre per ottenere il bagno riservato alle donne dovette aspettare 20 anni.
Muriel Siebert è stata anche la prima donna a diventare sovrintendente delle banche per lo Stato di New York, ha fondato la Muriel Siebert & Company, società di intermediazione finanziaria attiva ancora oggi, oltre a sostenere e finanziare diverse realtà benefiche anche a favore delle donne.
E tutto questo accadde senza che la Siebert avesse mai conseguito una laurea: riuscì comunque a diventare con successo uno dei nomi più popolari di Wall Street.
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Con Silvia Pallavicini e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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Tina Modotti è stata una delle più grandi fotografe del '900, una donna dal carattere moderno e rivoluzionario, vissuta in un periodo di grandi cambiamenti sociali e politici che contribuirono a sconvolgere i suoi schemi artistici e influenzarono la sua produzione fotografica.
Sono meno noti i dettagli e le vicende della sua vita che la portarono a sacrificare l’arte per sostenere, con differenti ruoli, rivoluzioni e guerre civili, a compiere missioni in giro per l'Europa, a vivere una vita di stenti e sempre in fuga fino alla sua prematura morte.
Le sue opere, rimaste dimenticate per decenni, riemergono negli anni '70 quando la Modotti viene riscoperta come intellettuale anticonformista, apprezzata per qualità artistica e capacità tecniche in un’attività nella quale fino ad allora si erano contraddistinti soprattutto uomini, fotografia e fotoreportage.
La sua eredità è oggi ispirazione per iniziative culturali, tra memoria collettiva e sostegno all'emancipazione femminile, grazie ad una rete internazionale passante per un piccolo paese del Molise, Bonefro, dove dal 2016 è conservato uno dei più consistenti archivi a lei dedicati, grazie al minuzioso lavoro di raccolta portato avanti negli anni da Christiane Barckhausen, una delle massime esperte e riconosciuta biografa di Tina Modotti.
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Con Elisabetta Bignami e Giovina Caldarola.
Remedios Regalado
Giuliana Ganzini di Gilda in citta'_Udine
Christiane Barckhausen
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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[Prima di ascoltare la puntata, leggi qui].
Lidia Poët, fu tra le prime donne in Italia a laurearsi in giurisprudenza e la prima che nel 1883 ottenne l’ammissione all’esercizio dell’avvocatura ma che di fatto potè mettere in pratica moltissimi anni dopo a causa di pregiudizi e beghe legali sollevate da chi non la riteneva adatta al ruolo solo perchè donna.
Nei lunghi anni che intercorsero fino al 1920, anno in cui le fu consentito di iscriversi all'Albo degli Avvocati diventando così la prima avvocata d'Italia (rettifica del 2 luglio 2025 in favore di Giustina Rocca, qui l'aggiornamento), oltre a difendere la sua causa - sostenuta da molte persone - Lidia Poët fu molto attiva per la difesa dei diritti non solo delle donne, ma anche degli emarginati, dei minori e dei carcerati, viaggiando molto e ottenendo incarichi di prestigio.
Una questione storica e di evoluzione sociale e giurisprudenziale molto interessante, una storia che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’emancipazione femminile.
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Con Renata Borgato e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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Due figure femminili vissute nel II secolo dopo Cristo in Asia Minore, l'odierna Turchia, protagoniste del fenomeno dell'Evergitismo (dal greco Euergétes, o evergéte, ovvero “benefattore/benefattrice”) con il quale si identificavano i membri delle famiglie più ricche, uomini o donne, che si facevano promotori e finanziatori di opere e di eventi pubblici da cui traeva beneficio tutta la comunità locale.
La prima donna, Glykonis, ci è nota grazie a recenti scavi effettuati nel sito archeologico di Hierapolis, grazie alle indagini eseguite dalla speaker Sara Bozza, che ci regala anche il racconto emozionante della scoperta, molto particolare e di grande rilievo.
La seconda donna è Plancia Magna, vissuta a Perge, discendente di famiglia patrizia, un caso eccezionale di indipendenza le cui azioni sono molto ben documentate grazie alla sua partecipazione alla vita civica, agli incarichi e ai ruoli ricoperti, alle tante azioni da lei svolte a favore della comunità.
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Con Sara Bozza e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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Tra il 31 marzo e il 1° aprile del 1984, Renata Fonte, consigliera del Partito Repubblicano e prima donna a gestire un assessorato al Comune di Nardò, venne assassinata nei pressi di casa sua, mentre rientrava al termine di un consiglio comunale monotematico su Porto Selvaggio, una zona naturalistica di grande bellezza sulla costiera ionica del territorio neretino, sulla quale gravavano interessi di speculazione edilizia. Renata, che aveva 33 anni, da tempo contrastava qualsiasi azione illegale sulla zona, avendo già istituito il Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio e non si fermò neanche di fronte alle minacce di morte che aveva ricevuto.
La sua scomparsa fermerà qualsiasi azione ai danni di Porto Selvaggio che oggi rientra tra le zone naturalistiche protette del Salento. La forza di Renata Fonte, la sua caparbietà, la sua lotta per i diritti delle donne, l'amore per la propria terra riecheggiano ancora oggi nell'eredità culturale che ha lasciato.
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Con Antonietta Martignano e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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A partire dalle Baccanti di Euripide, compiremo un breve viaggio nei culti e riti riservati alle donne nell’antichità greca e romana, per scoprire quali erano gli spazi dove potevano esprimersi nella loro totale libertà, spazi il cui accesso agli uomini era precluso per allontanare ogni elemento che facesse riferimento al piacere erotico, alla sessualità fisica: le donne difatti durante questi rituali praticavano l’astensione perché potesse esplodere la vera potenza generatrice. Tali rituali però erano visti dagli uomini con sospetto e furono molti i tentativi di sopprimerli: il pericolo non era costituito dalla libertà sessuale, ma dal rischio che l’ordine delle cose precostituito venisse sovvertito e venissero meno regole e principi ai quali le donne erano invece costrette a sottostare.
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Con Elisa Mancini e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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Definita erroneamente "La Frida Khalo indiana", Amrita Sher-Gil è un nome ancora troppo poco conosciuto del panorama artistico mondiale, perché considerata una pioniera ed una delle più importanti artiste d’avanguardia del Novecento. Amrita è stata una donna con una forte e variegata personalità ed una propria identità artistica, orientata verso forme pittoriche innovative per l'India, Paese dal quale trae tutta la forza e calore che si rispecchia nella sua arte.
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Con Dafne Malvasi e Giovina Caldarola.
Post produzione audio: Manuel Iannuzzo.
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La marchesa Émilie du Châtelet vissuta nel XVIII secolo, donna tanto appassionata della vita quanto della conoscenza, amante delle frivolezze e del bien vivre, grazie alla sua attività scientifica e di traduzione contribuì alla conoscenza dei Principia Matematica di Newton, traducendoli dal latino - lingua ufficiale della scienza - al francese. Disse di lei Voltaire, con il quale condivise studi scientifici e sentimento d’amore: “Raramente si sono trovati uniti insieme più gusto e più interesse intellettuale con altrettanto ardore”.
Un breve viaggio nella Francia illuminista, attraverso vicende che interessarono discipline matematiche, fisiche e filosofiche tra sei e settecento e che gettarono le basi della scienza come la conosciamo oggi.
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Per chi ha vissuto l'infanzia negli anni '80 e '90 avrà certamente avuto modo di apprezzare i cartoni animati di origine giapponese dove compaiono figure che rivestono ruoli di potere o militari il cui genere sessuale è spesso ambiguo. Le più note sono certamente Lady Oscar, la Principessa Zaffiro o la più recente Saylor Moon.
Il profilo di questi personaggi a noi familiari affonda le radici nelle imperatrici e guerriere giapponesi (le così dette donne samurai o bugeishe), con ruoli e azioni atipici per la nostra visione occidentale, che venivano addestrate da giovanissime a maneggiare armi. Ma non solo manga e cartoni, l'influenza culturale è anche teatrale e letteraria: la ritroviamo infatti nello shiranui monogatari, tipologia di romanzo illustrato attraverso il quale sono state tramandate personalità come la Principessa Wakana la quale per poter combattere si travestiva da uomo.
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