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Nel suo libro Fili della tramissione: il progetto delle donne De Viti De Marco - Starace nel Salento del Novecento, Elena Laurenzi, attraverso una lunga e complessa analisi dei documenti d'archivio, ricostruisce la storia di cinque donne illustri che, tra Ottocento e Novecento diedero vita ad un progetto sociale, imprenditoriale e artigianale a Casamassella, alle porte di Otranto. Un progetto che oggi è confluito in una fondazione, quella de Le Costantine, che prosegue quella stessa trasmissione di saperi tutta al femminile, legata ad un progetto politico, sociale, economico e culturale.
In questa prima puntata, affrontiamo lo scenario sociale e politico del periodo in cui è vissuta Carolina De Viti De Marco, sorella del noto economista Antonio, colei che ha dato vita al progetto insieme alla cognata Harriet Lathrop Dunham (alias Etta De Viti De Marco, moglie di suo fratello Antonio).
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Le immagini, i contenuti citati nella puntata e tutte le altre informazioni sono sul canale Instagram www.instagram.com/blister_ilpodcast e sul blog www.blisterilpodcast.wordpress.com
Il 17 ottobre 2020 Jacinda Ardern viene confermata premier della Nuova Zelanda grazie a una vittoria di portata storica.
Francesco Foti, nel suo libro "JACINDA ARDERN. Una leader della porta accanto" edito da People, racconta la storia di una ragazza cresciuta nella remota campagna del Paese australe, che grazie a una folgorante carriera è diventata la più giovane leader della storia del suo partito. In pochi mesi ne ha risollevato le sorti fino a riportarlo alla guida del Paese, diventando lei stessa, nel 2017, la più giovane premier del mondo.
Francesco Foti racconta con le parole di Jacinda Ardern la storia, le idee, lo stile e il linguaggio di una delle figure politiche piĂą in vista del panorama globale.
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L'ideologia fascista affidò all'istituzione psichiatrica tutte quelle persone che per vari motivi non coincidevano con le prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie, in particolar modo della femminilità , il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. L'utilizzo dei manicomi per diagnosticare e medicalizzare «gli errori della fabbrica umana», rientrò dunque nella politica sanitaria della difesa della razza e servì per eliminare dalla società i «mediocri».
Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista (Donzelli Editore) scritto da Annacarla Valeriano, ricompone molte di quelle esistenze perdute, attraverso un paziente e meticoloso studio della ricchissima documentazione d'archivio, dalla quale riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze.
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"Allora mi affretterò verso il mio amato, lo bacerò davanti ai suoi, non avrò vergogna della gente".
Oggi nel pensiero comune il vero maschio è cacciatore, mentre la donna è preda, oggetto delle azioni dell’amato. Ma è sempre stato così? Proviamo a parlare di un caso nell'antichità , seppur letterario, in cui sembra esserci una maggior parità di ruoli, un romantico e sensuale botta e risposta tra amanti.
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La figura di Harriet Boyd: intraprendente studentessa di archeologia ad Atene nel 1900 e prima donna a dirigere uno scavo archeologico, tra i palazzi minoici di Creta.
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Nellie Bly è la giornalista che ha fatto il giro del mondo in meno tempo degli 80 giorni di Jules Verne; Amelia Aerhart è colei che progetta il giro del mondo in aeroplano, ma ahimè non riesce a completare l'opera, il che non le impedisce di entrare ugualmente nel mito; poi c'è Alexandra David-Néel, che riesce a entrare a Lhasa, la città proibita del Tibet, nonostante abbia due grossi impedimenti: essere straniera ed essere, soprattutto, donna. Infine c'è Gertrude Bell, archeologa appassionata di Medio Oriente dove compie numerosi viaggi non soltanto di ricerca: è la prima donna laureata in storia d'Inghilterra: e già solo questo le vale come primato.
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Alla domanda del tipo “Sai chi è Frida Kahlo, la conosci?" spesso ci si imbatte in risposte del tipo “Ah sì, Frida Kahlo, quella con le sopracciglia spesse!" oppure "Quella con i vestiti colorati" e altre frasi decontestualizzate. In questa puntata proviamo ad andare oltre l’immagine iconica o di idolo - anche commerciale - che le è stata messa addosso.Â
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Quante volte ci siamo chiestÉ™ come sarebbe un mondo gestito e comandato dalle donne? Ingenuamente lo abbiamo immaginato alla rovescia rispetto al nostro mondo definito patriarcale: donne che comandano con molti privilegi e uomini che badano alle faccende domestiche e alla crescita della prole. Esiste un matriarcato definito “puro” nella zona sud-occidentale della Cina tra le regioni dello Yunnan e Sichuan, una minoranza etnica chiamata Mosuo: sono la dimostrazione vivente di come funziona una societĂ gestita dalle donne. Scopriremo che le donne Mosuo non hanno particolari privilegi e il carico di lavoro e responsabilità è probabilmente di molto superiore a quello al quale siamo abituati nella nostra societĂ .Ma c’è un aspetto importante che caratterizza la loro struttura societaria: non esiste il matrimonio.Oggi purtroppo Luoshui, la cittĂ piĂą popolata ai bordi del lago Lugu Hu, è stata ormai snaturata dal turismo. Preziosa è dunque la testimonianza risalente al 2005 dell’autore del libro, Ricardo Coler, medico e fotografo argentino, dal quale è tratto questo episodio del podcast.Â
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Non sono molte le notizie storiche relative a donne che hanno avuto un ruolo pubblico, sociale o politico in una comunitĂ antica. In questa puntata vi raccontiamo di Otacilia Secundilla, vissuta a Rudiae durante il regno dell’imperatore Traiano (tra la fine del I secolo d.C. e il primo ventennio del II secolo d.C.) che con la sua opera filantropica ha donato le economie per la costruzione dell’anfiteatro di Rudiae, antica cittĂ messapica e poi romana, patria del poeta Quinto Ennio.Una storia familiare di duemila anni fa, ricca di sentimenti umani e cavilli burocratici che la rende così attuale.Â
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Le donne iniziano consapevolmente a voler viaggiare nell’800. Sono certe di stare compiendo un'impresa eccezionale, per cui scrivono diari di viaggio, resoconti, lettere, dando vita ad una vera e propria narrativa di viaggio al femminile. Nel numero, che diventa sempre piĂą alto, di donne viaggiatrici, si distinguono alcune figure che possono essere considerate delle vere pioniere. Siamo nell'Inghilterra del XIX secolo e il viaggio è solo uno degli aspetti dell'emancipazione femminile che pian piano si va sviluppando.Â
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