A Maurizio Sarri dobbiamo riconoscere un merito. Non sarà il migliore degli allenatori possibili, sarà anche un fanatico presuntuoso convinto che esista solo un metodo, il suo, per giocare al calcio. Sarà un maniaco dello schema e del collettivismo applicato al calcio, una forma di socialismo reale del 4-3-3, come poteva esserlo una ventina d’anni prima, il suo mentore spirituale Arrigo Sacchi. Ma sa mettersi in discussione, è sincero, si autoaccusa, non inventa scuse, si prende le sue responsabilità. E accetta anche l’eventualità del farsi da parte, essendo evidentemente lui stesso la causa del problema. Non tutti lo fanno, anzi... - Nel PODCAST DI BLOOOOG!, il Bar Sport di Fabrizio Bocca, la crisi della Lazio e l'ipotesi delle dimissioni di Maurizio Sarri alla sua terza stagione in panchina. Che bilancio facciamo del Sarrismo, e dove ha portato il calcio italiano?