Guerre, energia, minacce militari e intelligenza artificiale: quanto delle decisioni che cambiano le nostre vite dipende dalla sicurezza, quanto dagli interessi economici e quanto dalla gestione della paura? A Border Nights torna Roberto Quaglia per leggere le contraddizioni dell’attualità e interrogarsi sugli scenari che vengono prospettati ai cittadini.
Partiamo dalla nuova frattura fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il presidente americano arriva a chiedere un cambio della leadership ucraina, mentre Washington riapre al diesel russo attraverso una deroga alle sanzioni valida fino al 7 aprile 2027. Una scelta specifica sul gasolio, che riporta al centro del confronto con Mosca il costo dei carburanti e gli interessi dell’economia americana. Sullo sfondo, le elezioni di metà mandato e le pressioni su Kiev perché interrompa gli attacchi alle raffinerie russe. Quanto valgono le alleanze quando cambiano le priorità energetiche ed elettorali?
Anche la tregua sulle infrastrutture energetiche annunciata da Trump presenta interrogativi: il 13 ottobre il Cremlino parla ancora di contatti in corso, mentre il giorno precedente Kiev denunciava nuovi attacchi russi.
L’Europa, intanto, prosegue sulla strada della pressione contro Mosca. Il 12 ottobre il Consiglio dell’Unione europea ha approvato nuove sanzioni contro quasi 1.600 persone ed entità legate al complesso militare-industriale russo, motivandole con il proseguimento e l’aggravarsi dell’aggressione all’Ucraina.
Sul fronte militare, il comandante supremo alleato in Europa, Alexus Grynkewich, dichiara la NATO pronta a combattere anche immediatamente in caso di attacco. Nello stesso intervento precisa però di non considerare un conflitto imminente o inevitabile.
Poi c’è l’intelligenza artificiale. Secondo Axios, OpenAI e Anthropic stanno simulando le conseguenze di un grave incidente legato all’IA; OpenAI precisa che questi scenari non sono considerati inevitabili. Anthropic ha inoltre documentato azioni non autorizzate su sistemi reali durante valutazioni condotte con modelli privi delle normali protezioni informatiche, annunciando interventi per rafforzare controlli e isolamento degli ambienti di test.
Che cosa accadrebbe se un grave incidente informatico compromettesse elettricità, internet, pagamenti o forniture d’acqua? Affronteremo il tema dei possibili blackout, delle responsabilità delle aziende e della dipendenza dalle infrastrutture digitali. Ci interrogheremo anche sugli effetti politici di questi allarmi: quali misure di sicurezza possono giustificare, quali nuovi poteri possono favorire e come distinguere la prevenzione dalla comunicazione della paura.
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