La fama petrarchesca spinse varie famiglie aristocratiche padovane e veneziane a costruirvi le proprie residenze di villeggiatura, affascinate dall’incanto del luogo e dalla memoria dell’illustre poeta. Rampe tortuose conducono dalla parte bassa del paesino a quella alta: all’inizio si incontrano delle case in pietra, poi i vecchi lavatoi e abbeveratoi, subito prima della fontana del Petrarca (preesistente all’arrivo del poeta che qui veniva ad attingere l’acqua). Si giunge quindi al sagrato della parrocchiale di santa Maria Assunta, attestata già dall’XI secolo. Nel sagrato si trova il sepolcro del Petrarca: l’arca di ispirazione paleocristiana, in trachite e marmo rosso di Verona, fu eretta sei anni dopo la scomparsa del poeta, mentre il busto in bronzo fu aggiunto nella seconda metà del Quattrocento. Il sagrato costituisce un ottimo punto panoramico da cui ammirare la caratteristica sagoma del monte Ricco. Nelle botteghe tipiche del centro storico si possono assaggiare e comprare il buonissimo e pregiato brodo di giuggiole, l’olio e il vino di Arquà, ed il fragrante schizzotto (pane senza lievito dalla tipica forma appiattita e schiacciata, un tempo cotto nel camino).
© Editoriale Programma - Irene Galifi