Bruno Gambarotta
"Torino, LungoDora Napoli"
Manni Editori
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La stanza delle Molinette è in penombra, l’uomo è immobile. La testa piegata all’indietro scopre un collo bianchiccio invaso per metà da una barba ispida e nera. La lama di luce che si infila dal corridoio nell’apertura della porta lo costringe a tenere gli occhi chiusi. Le mani sono stese sopra la coperta, a palme in giù, due zattere parallele e ferme. La donna richiude la porta e, cercando di non fare rumore, si accosta al letto e si accomoda in punta alla sedia di ferro. L’altro lettino della stanza è vuoto. La donna solleva, fino ad appoggiarla sulle ginocchia unite, la borsona e lentissimamente fa scorrere la chiusura lampo.
L’uomo apre gli occhi, ha uno sguardo malvagio e rancoroso.
«Cos’hai lì dentro?», chiede all’improvviso.
La donna subito si sente in colpa: «Ma niente… Ti ho portato un po’ di biancheria, un asciugamano…»
Quando Giuliano Sugamele del clan Peluso viene assassinato all’ospedale delle Molinette, i sospetti ricadono sul clan Agnello, avversario di quello cui appartiene la vittima nella lotta per la gestione malavitosa dei Mercati generali. Nessuno potrebbe credere che si tratti di una banale vicenda di gelosia d’amore...
Ma ci penserà il commissario Garzullo a trovare il bandolo di una matassa che corre lungo la Dora.
In una Torino notturna e violenta, tra bar malfamati, cadaveri nei portabagagli e rapimenti, Bruno Gambarotta scrive un giallo in piena regola che, nel suo inconfondibile stile, è anche una commedia.
Ambientata a metà degli anni Novanta, è una storia avvincente e condita da un’ironia bonaria e sagace riservata soprattutto al coro dei torinesi: la portinaia, le chiacchiere sul tram, le trasmissioni delle tv locali dipingono la città con pennellate decise, divertenti e argute.
Bruno Gambarotta, è nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino.
Ha lavorato in Rai per quasi 40 anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive.
Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”.
Nella narrativa ha esordito nel 1977 con La nipote scomoda (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo - Città di Cattolica.
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