Nicolò Petruzzella
"La diga"
Maylis De Kerangal, Joy Sorman
Prehistorica Editore
www.prehistoricaeditore.it
traduzione di Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella
Tomi Motz, ingegnere solitario, viene incaricato dalla sua impresa di controllare l’impianto della diga di Seyvoz, la cui edificazione, negli anni Cinquanta, ha comportato la creazione di un lago artificiale e inghiottito il villaggio di montagna che si trovava là.
Durante quattro giorni, Tomi ispeziona in lungo e in largo la zona. Sotto l’effetto di uno strano magnetismo, la sua missione è perturbata da una serie di disturbi sensoriali e psichici. Attorno a lui, il reale sembra dileguarsi: tutto vacilla, i luoghi e i comportamenti, i giorni e le notti, forse persino la sua stessa ragione.
Avventurandosi fino alla frontiera del fantastico, questo romanzo scritto a quattro mani sonda le tracce di una catastrofe. Maylis De Kerangal e Joy Sorman vi fanno risuonare una memoria sommersa ma persistente, e affiorare stratificazioni temporali agganciate alle pieghe dello stesso paesaggio.
Il romanzo nasce dalla storia della diga idroelettrica e dal lago artificiale di Chevril che nel 1952 inghiottì il ridente villaggio montano di Tignes, sacrificato sull’altare della modernità durante la ricostruzione nazionale del dopoguerra. Un disastro causato dall’uomo ed emblematico della recente storia industriale, francese e non solo - non senza evocare al lettore italiano il Vajont. Per dare vita al romanzo le autrici hanno trascorso parecchio tempo presso il lago di Chevril cercando di coglierne l’essenza; hanno poi scelto di restituirne la memoria, attraverso il registro del fantastico per farla riecheggiare, e riportarla in superficie.
La collaborazione fra le loro voci non si dà come semplice somma, bensì in quanto fusione: una lingua comune, una terza lingua nata dai loro due alfabeti che crea un’opera inconfondibile, dal potente fascino evocatore.
Se le autrici arrivano a esprimersi secondo una lingua comune, nel romanzo sono due i piani temporali che si alternano nella narrazione.
La narrazione al presente funge da struttura del romanzo: lo avvolge in un'angoscia diffusa, nutrita da immagini antiche, non senza evocare atmosfere degne dell’hotel di Shining e ambientazioni montuose alla “Twin Peaks”, dove il malessere non nasce dalla distanza dalla realtà, bensì da una paranoia.
La narrazione al passato riporta al momento della costruzione della diga di Seyvoz, alla vita immobile e rituale degli abitanti del paese, che si vedono comunicare l’esproprio delle proprietà in vista del programmato allagamento del villaggio. Allo scopo di tratteggiare un ricordo lacerante e vivido, le autrici fanno appello a un linguaggio scolpito da un lessico tecnico, il più vicino possibile ai corpi, agli operai delle dighe o agli abitanti de villaggio: un affresco dato per pennellate, frammenti di vita, che si stagliano sullo sfondo di una catastrofe (in)evitabile.
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Figlia di un capitano, Maylis De Kerangal è nata nel 1967 a Tolone e ha trascorso l'infanzia nella città portuale di Le Havre. Autrice di svariati romanzi e racconti, ha ricevuto numerosi premi letterari in patria e all’estero, tra i quali spiccano il Prix Médicis, il Prix France Culture/Télérama, il Grand Prix de Littérature de l'Académie Française e il Gregor Von Rezzori.
Nata a Parigi nel 1973, Joy Sorman è scrittrice e giornalista. Ha vinto con il suo primo romanzo Boys, boys, boys, manifesto per un femminismo virile, il Prix de Flore nel 2005. È autrice di numerosi libri, pubblicati in Francia da Gallimard, Le Seuil, Flammarion.
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Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell’ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall’inglese per numerose case editrici.
Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell’ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall’inglese per numerose case editrici.
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