il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Elena Pugliese "Io e loro"
    Elena Pugliese
    "Io e loro"
    Racconti scritti a voce
    Miraggi Edizioni
    www.miraggiedizioni.it


    Io e loro è un’esplorazione letteraria che rivela gli enigmi nascosti sotto la superficie dell’abitudine. In questa raccolta, che nasce dalla trascrizione di audioracconti, l’oggetto quotidiano come un vetrino al microscopio apre squarci su mondi a volte fantastici, epifanici, anche utopici, a tratti ironici e profondamente inquietanti.
    È un mondo privato in cui le mensole diventano altari e gli oggetti una forma di salvezza mista a schiavitù. Un territorio dove le cartoline arrivano a destinatari ignoti e i ricordi appartengono a eventi mai accaduti, eppure vivissimi. È una letteratura che “mente sapendo di mentire” per attingere a una verità altra, sospesa. Mentore, testimone, giudice, compagno, ogni oggetto esercita un potere, che piano piano decade.

    Elena Pugliese (Torino, 1971) è artista e drammaturga. Ha scritto per la radio e il teatro. Dal 2013 realizza opere sonore partecipate e audio installazioni. Con Miraggi pubblica la sua prima raccolta di audioracconti.



    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    22 min
  • Dafne Paris "W." Tiemen Hiemstra
    Dafne Paris
    "W."
    Tiemen Hiemstra
    Edizioni Adelphi
    www.adelphi.it

    La sensazione è quella di una scarica elettrica, una vorticosa corrente che stabilisce un legame improvviso, un reciproco riconoscimento e una complementarità perfetta. È l’inspiegabile reazione che si produce quando Olaf e W. si incontrano. W. è volitivo, inquieto, e il suo humour surreale lo ha reso famoso in tutta la scuola; la gentilezza è l’unico talento che Olaf si attribuisca. W. osa e sperimenta, Olaf lo segue. Li unisce una volontà di scoperta, un «progetto di ricerca sulla vita» che – ne sono convinti – solo insieme potranno realizzare. Poi Olaf si trasferisce da Groningen ad Anversa per studiare filosofia, mentre W. asseconda la sua irrequietezza: viaggia, esplora, si perde, ritorna. Ma quell’amicizia istantanea e misteriosa resta un centro di gravità, il nodo dei loro rapporti con il mondo: inclusi quelli con Hilde, la ragazza di Olaf che trasformerà il duo in un trio altrettanto indissolubile. Fino al giorno in cui W. scompare improvvisamente, senza una parola, lasciando dietro di sé solo un file, intrico di testi, immagini, haiku, e dei meme pubblicati in rete. Forse un invito, rivolto a Olaf, a braccare le sue tracce digitali e a ricomporre la sua immagine. O un’esortazione a proseguire da solo la ricerca. O ancora – come suggerisce l’epilogo perturbante di questo romanzo di formazione, concentrato nell’arco di tredici giorni – un ammonimento: «noi pensiamo di chiudere con il passato ma il passato non chiude con noi». Quello che più colpisce in questo romanzo d’esordio di Tiemen Hiemstra è la sua capacità di raccontare l’ebbrezza e i pericoli di un’amicizia simbiotica con una sobrietà, una combinazione di crudeltà e tenerezza che difficil­men­te si potranno dimenticare.

    Tiemen Hiemstra è nato nel 1991 ed è cresciuto a Groningen, nel nord dei Paesi Bassi. Ha studiato letteratura ad Anversa. Dopo un periodo a Lipsia, dove ha lavorato come postino, è tornato a vivere ad Anversa. I suoi racconti sono usciti in diverse riviste letterarie.
    W. è il suo primo romanzo, pubblicato nei Paesi Bassi nel 2023 da Das Mag. Ha vinto il premio Anton Wachter 2024, dedicato agli esordi. Nel 2025 ha vinto anche De Inktaap, il premio assegnato dai voti di ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Nel 2026 è arrivato in Italia per Adelphi, tradotto da Dafne Paris.

    Dafne Paris, nata ad Avezzano nel 1995, è arpista e traduttrice letteraria dal nederlandese. Si è diplomata in arpa al Conservatorio «Alfredo Casella» dell’Aquila e poi, nel 2021, al Conservatorio di Amsterdam, la città in cui vive. Lì affianca all’attività concertistica un lavoro di curatela. Ha suonato al Concertgebouw e al Muziekgebouw di Amsterdam e all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Spesso lavora a progetti che uniscono l’arpa a teatro musicale, elettronica, arti visive e poesia. Alla Biennale Musica di Venezia ha vinto con il suo ensemble la targa per la migliore performance di Biennale College.
    Come traduttrice ha lavorato per Giunti, Rizzoli, Scheiwiller e Il Sole 24 Ore. Per Giunti ha firmato nel 2023 la nuova traduzione del Diario di Anne Frank. Per Adelphi ha tradotto W. di Tiemen Hiemstra (2026).


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    21 min
  • Luigina Del Gobbo "Haiku per piccoli cuori"
    Luigina Del Gobbo, Francesca Massai
    "Haiku per piccoli cuori"
    Edizioni Lapis
    www.edizionilapis.it

    Un libro da leggere ad alta voce, assaporando il ritmo delle parole e lasciandosi trasportare dalla musicalità degli haiku. 
    Tre versi soltanto per custodire emozioni grandi e universali, vicinissime all’esperienza dei bambini. Da mattina a sera, una collezione di piccoli gesti quotidiani: il risveglio, i giochi, la pioggia, la neve, le letture condivise, la buonanotte. Componimenti brevi ma incisivi, che invitano ad abbracciare il tempo lento del crescere. 
    Le illustrazioni accompagnano il testo con delicatezza e fantasia: piccoli personaggi curiosi attraversano le pagine e ogni dettaglio invita all’osservazione e alla meraviglia.
    Età di lettura dai 4 anni.


    Luigina Del Gobbo
    Vive a Udine, dove ha insegnato per oltre vent’anni nella scuola primaria, dedicandosi parallelamente alla ricerca di strumenti efficaci per lo sviluppo di abilità e competenze trasversali nei bambini dai 6 ai 10 anni. La didattica è da sempre al centro delle sue attività e oggi, oltre a scrivere, crea e conduce laboratori all'interno di scuole, biblioteche e festival letterari.


    Francesca Massai
    Dopo la laurea all’Università di Bologna, ha approfondito gli studi nell'ambito delle arti visive in America Latina, in particolare a Buenos Aires. Oggi, da illustratrice e grafica appassionata di arte e natura, progetta e conduce laboratori creativi rivolti a bambini e adulti.


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    16 min
  • Gabriella Airaldi "Ernest Hemingway"
    Gabriella Airaldi
    "Ernest Hemingway"
    Una biografia tra giornalismo e politica
    Arcadia Edizioni
    www.arcadiaedizioni.it

    Siamo abituati a pensare Hemingway come un’immagine: la barba bianca, la barca nella Corrente del Golfo, le corride, i safari, il bicchiere sul bancone. Gabriella Airaldi mette da parte quest’immagine e torna a un punto meno frequentato della sua vita, quello in cui la scrittura era ancora un mestiere quotidiano, fatto di scadenze, telegrammi e pezzi da consegnare. Ernest Hemingway. Una biografia tra giornalismo e politica (Arcadia Edizioni) parte da lì, dai 172 articoli che il giovane Hemingway scrisse tra il 1920 e il 1924 per il «Toronto Star» e per la sua edizione settimanale. In gran parte non erano mai stati tradotti in italiano.
    Airaldi è una storica, e si vede. Non legge quei reportage come esercizi di stile di un futuro premio Nobel: li legge come documenti. Con lo sguardo del cronista, Hemingway segue l’Europa uscita a pezzi dalla Grande guerra. Nel 1922, alla Conferenza di Genova, osserva le potenze che trattano con la Germania sconfitta e con la Russia sovietica. Nello stesso anno scrive un ritratto di Mussolini molto meno indulgente di quelli che uscivano allora sulla stampa americana. Alcuni di questi articoli sono riportati per intero nel libro, e chi li legge oggi trova una lezione di storia scritta in presa diretta.
    La prima parte del volume va dalla nascita, nel 1899, alla fine della collaborazione con il giornale canadese. La seconda dimostra che non c’è stata una frattura. Il romanziere non ha mai smesso di essere un testimone, e molte pagine di Fiesta, Addio alle armi, Per chi suona la campana e Il vecchio e il mare hanno radici in quel lavoro sul campo. C’è anche un piccolo episodio rivelatore. Durante una sosta del piroscafo a Vigo, Hemingway assiste a una pesca del tonno che dura ore, e quella lotta sembra annunciare con trent’anni di anticipo la sfida del vecchio Santiago.
    Al centro del libro c’è un’idea precisa. Per Hemingway l’avventura non era vitalismo fine a se stesso, ma un metodo: vedere, toccare, attraversare le cose prima di raccontarle. Da qui viene quella grace under pressure che lo scrittore pretendeva da sé e dai suoi personaggi, e che Airaldi legge come una forma di responsabilità morale, con una vena umanistica e perfino religiosa che di solito non gli si riconosce. Il libro si apre e si chiude con due figure che le dittature hanno messo a tacere: Federico García Lorca, ucciso nel 1936, e Marc Bloch, lo storico fucilato dai nazisti nel 1944. Sono la poesia e la storia, le due voci tra cui si muove tutto il racconto.
    Ne esce un Hemingway politico, attento alla libertà e alla giustizia. È uno scrittore che si è formato leggendo il proprio tempo prima ancora di inventare storie.

    Gabriella Airaldi è nata a Genova nel 1942. È stata professoressa ordinaria di Storia medievale all’Università di Genova, dove ha insegnato anche Letteratura di viaggio. Ha condotto ricerche in diversi continenti per il CNR e per il Ministero degli Esteri. È tra i maggiori studiosi della storia politica e culturale del Mediterraneo e dei rapporti tra Europa e Nuovo Mondo, e ha firmato centinaia di pubblicazioni. Tra i suoi libri ci sono Guerrieri e mercanti. Storie del medioevo genovese, con cui ha vinto il Premio Anthia, Colombo, Andrea Doria, Inca Garcilaso e «L’Italia chiamò». Goffredo Mameli poeta e guerriero. Il Comune di Genova l’ha nominata Ambasciatrice di Genova nel Mondo.

    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    24 min
  • Giovanni Agnoloni "Sinfonie itineranti"
    Giovanni Agnoloni
    "Sinfonie itineranti"
    In viaggio per l'Europa tra musica, cinema e letteratura-
    Jimenez Edizioni
    www.jimenezedizioni.it

    “A volte mi capita di fare un sogno. Sono in una città europea o nordamericana e la percorro a piedi, senza sosta, mosso da un’urgenza di movimento tranquilla e impregnata di suoni e fotogrammi in sequenza. E mi vengono in mente frasi, mi sbocciano idee e pensieri intonati con quella fetta di mondo”.

    Cosa succede quando si scivola in un sogno che innesca un itinerario serpeggiante per le strade di alcune delle più importanti capitali culturali europee? È quanto scoprirete in questo particolarissimo diario di viaggio, che si muove seguendo le suggestioni trasmesse da molteplici film, canzoni e opere letterarie legati a Dublino, Firenze, Berlino, Milano, Marsiglia, Barcellona, Madrid, Lisbona, Roma e altre località vicine o variamente correlate a queste città. Una fantasmagoria ubiqua che mira al cuore delle atmosfere e dello spirito di ognuno di questi luoghi, colti attraverso alcune delle più notevoli creazioni cinematografiche, musicali, narrative e poetiche che li hanno descritti e ancor oggi riverberano la loro energia. Una successione di passeggiate che toccano vie e piazze percorse dall’autore nel corso dei suoi viaggi, e a loro volta location di scene di numerosi film o fonti d’ispirazione per testi e melodie più o meno noti o per pagine di letteratura rimaste nella memoria collettiva. Insieme a brandelli di ricordi personali che lui stesso conserva di quegli scorci d’ambiente, risalenti a diversi momenti del suo girovagare per il Vecchio Continente.


    Giovanni Agnoloni
    Scrittore, traduttore letterario e nomade digitale sui generis, viaggia ogni volta che può portandosi dietro il lavoro senza mai smettere di captare suoni, immagini e spunti letterari. È autore di romanzi e racconti, e ha tradotto libri su William Shakespeare e Roberto Bolaño e opere di Papa Francesco, Joe Biden, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle, Peter Straub e Stig Dagerman. È anche autore e traduttore di numerosi saggi su J.R.R. Tolkien. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    23 min
  • Luca Quarin "Il futuro della specie"
    Luca Quarin
    "Il futuro della specie"
    Miraggi Edizioni
    www.miraggiedizioni.it


    Con il godimento non si scherza mai. Inizia come un solletico e finisce come un incendio. 
    (Jacques Lacan)

    Luca Quarin è un giovane collaboratore del «Pic­colo» di Trieste. Ha un figlio che vede saltuariamente e un’ex compagna che non si fida di lui. Anche il padre Pietro, un giornalista famoso all’epoca di Mani pulite, lo reputa un incapace.
    Luca propone al suo caporedattore un’inchiesta sul giovane informatico Fulvio Mancini, scomparso insieme alla moglie e al figlio di quattro anni. Il caporedattore rifiuta la proposta, che viene invece accettata da un portale online, «Crossing». Comincia un’indagine basata sulle rivelazioni di un ambiguo personaggio che lavora in Prefettura e sui suggerimenti di un amico del padre, anch’egli giornalista. Tra cronaca del presente (il rogo di Notre-Dame, l’arresto di Carola Rackete, i siriani arrivati in Italia attraverso la rotta balcanica) e del passato (la scomparsa di Ettore Majorana, la fuga dall’Italia di Bruno Pontecorvo, l’uccisione della famiglia Troudec, in Francia), Luca cerca di risalire ai movimenti dei Mancini e alle ragioni della loro scomparsa. Ma anche ad altre ragioni. Il rapporto tra migrazioni e intelligenza artificiale, ad esempio, o tra desiderio e antropocene. La ricerca si complica quando incontra Maria, una dottoranda in scienze biologiche, che gli svela i segreti del mondo vegetale, solo in apparenza opposti a quelli del mondo digitale, costringendolo a guardare le cose, anche le più personali, da un altro punto di vista.
    Tutto si conclude sulle montagne tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, dove universo vegetale e universo digitale convergono nella soluzione dell’enigma. E dove la traiettoria di Luca può prendere finalmente un’altra direzione.

    Luca Quarin è nato a Udine nel 1965. Si occupa di ambiente, di design e di architettura. Comincia negli anni ‘80, collaborando con Carlo Marcello Conti e Lamberto Pignotti alla redazione di Zeta, rivista internazionale di poesia visiva. Negli stessi anni esplora la dimensione performativa della parola attraverso reading e spettacoli in vari luoghi della città. A metà degli anni ‘90 fonda Waama, un’azienda di design attiva sul mercato nazionale ed internazionale, con la quale cerca di dare voce alle cose attraverso le cose, invece che attraverso le parole. Negli anni successivi partecipa ad un importante progetto della Fondazione Solomon R. Guggenheim, tenutosi a Venezia, dal titolo Guggenheim Public, che si è occupato di “scultura sociale”. I suoi racconti sono stati pubblicati da riviste quali Parametro, Carie, Crack e da editori quali Biblioteca del Cenide e Lazy Book. “Il battito oscuro del mondo”, ed. Autori Riuniti, è il suo primo romanzo. Dopo essere stato presentato a Torino, a Palermo, a Genova, a Napoli, a Roma, a Verona, a Mestre, a Treviso, a Trieste, a Gorizia e a Udine, ha vinto il Premio Letteratura dell’Istituto Italia di Cultura di Napoli, come migliore romanzo edito del 2018, e il Golden Book Awards 2018, sempre come migliore romanzo del 2018. Per Miraggi edizioni ha pubblicato i due romanzi di sangue e di ferro (2020) e il futuro della specie (2026).


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    22 min
  • Laura Bardelli "Un amore del nostro tempo" Tommaso Landolfi
    Laura Bardelli
    "Un amore del nostro tempo"
    Tommaso Landolfi
    Edizioni Adelphi
    www.adelphi.it

    Ci sono libri che si presentano con un titolo quasi da cronaca e poi si rivelano tutt’altro. Un amore del nostro tempo è uno di questi. Esce da Vallecchi, a Firenze, nel 1965, presso l’editore cui Landolfi restò legato per gran parte della vita. Quasi trent’anni dopo lo riprende Adelphi, nel 1993, nella collana Biblioteca Adelphi. 
    Al centro c’è un amore che il mondo non ammette, quello tra un fratello e una sorella. Landolfi non lo usa per scandalizzare e non lo racconta come un caso. Ne fa una questione di lingua, di stile, di sfida alle convenzioni. Il «nostro tempo» del titolo suona così come un’ironia sottile: quello che i due vivono è un sentimento fuori da ogni tempo, e insieme l’immagine di un’epoca che si crede libera e non lo è.
    Già allora qualcuno ne aveva colto la parentela più profonda. André Pieyre de Mandiargues, lettore e prefatore di Landolfi in Francia, scrisse che con questo libro lo scrittore si collocava dalle parti di Cime tempestose. Vuol dire passione assoluta, case isolate, un’aria gotica, ma filtrate da un’intelligenza che non smette mai di guardarsi scrivere. 

    Gli studi sulla lingua landolfiana hanno preso proprio questo romanzo come banco di prova. Hanno messo in luce una «maschera linguistica» fatta di lessico aulico e raro, toscanismi, sintassi complessa. È una prosa che seduce e respinge, e sotto la sua eleganza tiene nascosta la propria ferita. 
    Il romanzo ha anche un valore di soglia. Dopo questo libro, Landolfi disse di avere rinunciato alla «follia» di raccontare storie, e per lui la scrittura diventò diario, frammento, elzeviro. Leggerlo oggi vuol dire incontrare l’ultima grande invenzione narrativa di uno degli scrittori più irregolari del Novecento italiano. 
    Tommaso Landolfi (Pico, 1908 – Ronciglione, 1979) si formò a Firenze, dove si laureò con una tesi su Anna Achmatova, e frequentò l’ambiente letterario delle Giubbe Rosse. Esordì con Dialogo dei massimi sistemi (1937), poi vennero La pietra lunare (1939), Racconto d’autunno (1947) e Cancroregina (1950). Scrisse diari come La bière du pêcheur (1953), Rien va (1963) e Des mois (1967). Tradusse Puškin e Gogol’ e fu per tutta la vita un giocatore accanito. Nel 1975 vinse il Premio Strega con A caso. 

    Laura Bardelli è una studiosa di letteratura italiana del Novecento e ha dedicato a Tommaso Landolfi gran parte della sua ricerca. Ha conseguito il dottorato in Filologia, letteratura italiana e linguistica all’Università di Firenze, con una tesi che ha costruito una «bio-geografia» di Landolfi attraverso i luoghi in cui visse e scrisse, sotto la guida di Simone Magherini. Da quel lavoro è nato il volume Per una bio-geografia di Tommaso Landolfi. Luoghi, incontri, occasioni del vissuto e della scrittura, uscito nel 2023 nei Quaderni Aldo Palazzeschi della Società editrice fiorentina. Il libro disegna una mappa della vita dello scrittore e fa dialogare tra loro le diverse tappe della sua esistenza. Parte dalla convinzione che il legame tra vita, opere e luoghi abitati sia essenziale per comprendere davvero la pagina. Ha studiato anche la storia editoriale dell’opera landolfiana e il rapporto dello scrittore con Enrico Vallecchi, a cui ha dedicato un saggio su La bière du pêcheur, apparso nel 2020 sulla rivista «Prassi Ecdotiche della Modernità Letteraria»


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    23 min
  • Enrico Terrinoni "Festival della Malinconia"
    Enrico Terrinoni
    "Festival della Malinconia"
    Perugia

    d
    Il riflesso dell’ombra. La vera storia di Dracula e Dorian Gray
    Enrico Terrinoni e Mirko Zilahy al Festival della Malinconia
    Due dublinesi, due romanzi che negano la morte, un secolo che sta per finire. Al Festival della Malinconia di Perugia Enrico Terrinoni e Mirko Zilahy portano in scena, in prima nazionale, un viaggio nell’ombra luminosa del tardo Ottocento, tra i dublinesi Oscar Wilde e Bram Stoker, tra il volto eterno di Dorian Gray e il corpo immortale del conte Dracula. 
    Il ritratto che invecchia al posto del suo modello e il conte che non può morire sono due modi diversi di sfuggire al tempo, e di pagarne il prezzo. Wilde e Stoker vivevano nella stessa città, frequentavano gli stessi ambienti e si contesero perfino la stessa donna. Lo spettacolo li segue con lettere, romanzi, confessioni, poesie e testimonianze, e intreccia le vite dei due autori a quelle dei loro personaggi immortali. Non è una lezione e non è una semplice lettura: è un racconto a due voci, dove la letteratura diventa biografia e la biografia diventa romanzo gotico. 
    E siccome la malinconia, per essere vera, ha bisogno anche di un sorriso, alla fine di ogni atto si brinderà con birra Guinness in onore di Joyce. 

    Quando e dove
    Sabato 7 novembre 2026, ore 21.15
    Teatro della Sapienza, Perugia
    Nell’ambito del Festival della Malinconia (Perugia, 4-8 novembre). Il festival è un progetto di Umbria Green Festival ideato dal direttore artistico Daniele Zepparelli. 

    Enrico Terrinoni
    Nato a Gorizia nel 1976, è professore ordinario di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia ed è Visiting Professor all’Accademia Nazionale dei Lincei. Si è addottorato in Letteratura e teatro anglo-irlandese allo University College Dublin. È tra i maggiori studiosi italiani di James Joyce. Ha tradotto l’Ulisse (Newton Compton, 2012) e, con Fabio Pedone, il Finnegans Wake (Mondadori). Ha tradotto anche Wilde, Orwell, Shaw e Bobby Sands. Tra i suoi libri ci sono Su tutti i vivi e i morti (Feltrinelli, 2022), sui mesi romani di Joyce, e La vita dell’altro. Svevo, Joyce: un’amicizia geniale (Bompiani, 2023). Nel 2024 ha esordito nel romanzo con A Beautiful Nothing, dedicato a Shane MacGowan. Presiede la James Joyce Italian Foundation. 

    Mirko Zilahy
    Nato a Roma nel 1974, ha esordito con il bestseller È così che si uccide (Longanesi, 2016), a cui sono seguiti La forma del buio e Così crudele è la fine. I tre romanzi compongono la Trilogia degli spettri, opzionata per la televisione e tradotta in molti Paesi. Ha insegnato Lingua e letteratura italiana al Trinity College di Dublino ed è fellow di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia.


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    22 min
  • Alessandro Gnocchi "Amare il silenzio"
    Alessandro Gnocchi
    "Amare il silenzio"
    Edizioni Ares
    www.edizioniares.it

    Che cos’è il silenzio? Una casa, una finestra aperta nel giorno di Natale, una cucina di campagna, una pagina di Leopardi, una melodia di Verdi, un vecchio inventario, il ricordo dei genitori. Alessandro Gnocchi conduce il lettore in un viaggio attraverso il silenzio di luoghi familiari e di quello raccontato o mostrato nell’arte e nella letteratura: da Dostoevskij a Chesterton, da Melville a Rilke, ogni incontro diventa l’occasione per riscoprire un silenzio capace di custodire il mistero delle cose e restituire profondità alle nostre relazioni. Un libro da leggere lentamente, lasciando che ogni capitolo apra una porta verso quella quiete interiore di cui il nostro tempo ha bisogno più che mai.

    “Amo l’attimo in cui tutto riposa: gli uomini sollevati dal loro pensare e dal loro discutere, gli animali e le piante liberati dal loro correre e dal loro crescere, le pietre e le cose slegate dal loro ostacolare e dal loro servire. Amo il silenzio, l’attimo in cui nessuno deve niente a nessuno e tutti devono tutto a tutti”

    Alessandro Gnocchi (Villa d’Adda, 1959) si è laureato in storia e filosofia ed è giornalista e scrittore. Studia da anni la vita e l’opera di Giovannino Guareschi, di cui è il maggiore studioso. È stato il primo biografo “ufficiale” di Guareschi. Ventisette anni dopo quel primo libro è tornato sull’argomento con una nuova biografia, completamente riscritta: Giovannino Guareschi. Una vita controcorrente (Ares), uscita nel 2025. Si occupa delle tematiche religiose nella letteratura moderna e contemporanea e della spiritualità dell’Oriente cristiano. A questa ha dedicato tra l’altro Ritorno alle sorgenti (Monasterium, 2023), già tradotto in tedesco e russo. Con Ares ha pubblicato Elogio del cuore mite (2025), insieme a Paolo Gulisano, e Amare il silenzio (2026). Ha firmato anche numerosi saggi a quattro mani con Mario Palmaro.


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    21 min
  • Ornella Tajani "Autoritratto in verde" Marie NDiaye
    Ornella Tajani
    "Autoritratto in verde"
    Marie NDiaye
    Prehistorica Editore
    www.prehistoricaeditore.it


    È ossessionata dall’apparizione di misteriose figure di donne, tutte vestite di verde, ed è anche tormentata dall’impetuosa Garonna che minaccia di tracimare: la narratrice senza nome di questo romanzo non la smette di andare alla loro ricerca, tra Parigi, Marsiglia e l’Africa.
    Ogni incontro rivela differenti aspetti di quelle donne – reali o immaginarie, vive o morte, seducenti o agghiaccianti che siano – e conduce la protagonista sempre più in profondità, dentro la sua stessa ossessione, nell’inquietante esplorazione della propria identità, di una memoria incerta, di una paranoia.
    In Autoritratto in verde, il premio Goncourt Marie NDiaye mette così in atto un brillante rovesciamento del classico memoir; mentre strizza l’occhio al realismo magico – come già in La Strega (Prehistorica 2025) –,l’autrice plasma le sue donne in verde, delle presenze femminili che rinviano al materno, rispetto alle quali disegna il proprio «autoritratto».

    "La grande scrittrice dell’inquietudine e del malessere, maestra nel suonare le corde del realismo magico" — Postazione di Ornella Tajani
    Marie NDiaye, figlia di madre francese e di padre senegalese, che conoscerà solo in età adolescenziale, Marie NDiaye (Pithiviers, 1967) pubblica il suo primo romanzo (Quant au riche avenir) presso il leggendario editore Minuit, a soli 17 anni. Raggiunge il successo internazionale con Rosie Carpe (2001), per cui ottiene il prix Femina, narrando la forza distruttiva del ritorno alla terra d’origine. Riceve il premio Goncourt con Trois femmes puissantes (2009), in cui tratteggia i destini sospesi tra Europa e Africa di tre donne capaci di reagire con eroica dignità alle avversità della vita migrante. La traduzione inglese del suo romanzo La Strega (Prehistorica) è entrata nella shortlist dell’International Booker Prize 2026. Oggi è una delle protagoniste della scena letteraria, “le cui sottili incongruenze, gli effetti di straniamento, l’onnipresenza di un latente malessere persecutorio denunciano, al di là di un fantastico di vaga ascendenza kafkiana, la difficoltà d’integrazione e d’appartenenza dell’individuo moderno” – per dirlo con Treccani.

    Antonella Conti è traduttrice e insegnante nelle scuole superiori. Ha lavorato per alcuni anni nell’editoria libraria come redattrice e editor, contribuendo a far approdare in Italia autori e testi francesi e francofoni. Tra gli autori tradotti, Marie NDiaye, Marie-Hélène Lafon, Wajdi Mouawad, Joseph Andras, Pierre Ducrozet, Claro. Con Marie NDiaye ha partecipato al Festival Babel di Bellinzona, nell’ambito del quale ha tenuto un workshop di traduzione. È stata finalista dei Pisa Book Translation Awards 2023 con Storia del figlio di Marie-Hélène Lafon. Vive a Firenze.

    Ornella Tajani è professoressa associata di Lingua e traduzione francese all’Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di critica della traduzione del testo letterario e di letteratura francese contemporanea. Si è formata a Napoli, laureandosi in Lingue e Letterature Moderne Europee alla Federico II (2008) con una tesi sul teatro di Jean Cocteau, e ha poi conseguito il dottorato in Letterature Comparate all’Università Aldo Moro di Bari (2012), con un lavoro sul Kitsch e il romanzo contemporaneo. 
    Come saggista è autrice di Scrivere la distanza. Forme autobiografiche nell’opera di Annie Ernaux (Marsilio 2025), Après Berman. Des études de cas pour une critique des traductions littéraires (ETS 2021) e Tradurre il pastiche (Mucchi 2018). Come traduttrice ha tradotto, fra vari autori, le Opere di Rimbaud per Marsilio (2019), e ha curato Il battello ebbro (Mucchi, 2019), L’aquila a due teste di Jean Cocteau (Marchese 2011, premio di traduzione Monselice “Leone Traverso” 2012) e Tiresia di Marcel Jouhandeau (Marchese 2013). 
    È anche una presenza fissa di Nazione Indiana, dove scrive regolarmente e cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.


    Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

    23 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

48 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

41 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

17 Listeners