Lamberto Santuccio
"Il femore di Rimbaud"
Franz Bartelt
Prehistorica Editore
www.prehistoricareditore.it
Traduzione a cura di Alice Laverda e Lamberto Santuccio
Il protagonista di questo romanzo, Majésu Monroe, fa il rigattiere. Propone alla sua clientela degli oggetti appartenuti alle celebrità: un ritratto di Cristo a matita, disegnato da un ufficiale romano, il calzino bucato di Rimbaud – sì, proprio il poeta maledetto, noto anche per aver subito l’amputazione di un femore – e altre mille rarità che odorano tanto di truffa e di poesia.
Con la sua favella riesce a sedurre la giovane Noème, figlia di una coppia ricchissima, determinata nel far scontare ai propri genitori i crimini della borghesia. Tra i due hippie sboccia subito l’amore, basato sulla passione smodata per l’alcol. Quale presupposti migliori, per un’unione duratura?
Un romanzo rocambolesco, dove Bartelt restituisce al lettore una visione caustica delle pecche della società, dal mondo degli accademici, agli ambienti della finanza, per non parlare della corruzione che coinvolge polizia e giudici.
Una scrittura cesellatissima, estremamente misurata, ma al servizio dell’ironia e dell’iperbole. Come già in Colpo gobbo (Prehistorica, 2024), il premio Goncourt Franz Bartelt dimostra di saper giocare coi codici del genere noir e del poliziesco, per la sorpresa e l’ilarità del lettore, non senza ricordare le brusche sterzate di un certo Tarantino.
Il femore di Rimbaud si legge come un autentico melodramma, o come una grande commedia, una canzone d'amore e di guerra. Dopotutto “pur nella sua assurdità, il romanzo resta la parte intellegibile dell’universo”- per dirlo con Bartelt.
Franz Bartelt, figlio di un ebanista originario della Pomerania (terra di confine, tra Germania e Polonia) e di madre normanna, Franz Bartelt nasce in Francia nel 1949 e con la famiglia si stabilisce nelle Ardenne (la regione di Rimbaud)dove tuttora vive.
Impara presto a leggere coi romanzi polizieschi divorati dalla madre e inizia a scrivere all’età di quattordici anni. L’anno successivo lascia la scuola per guadagnarsi da vivere con piccoli lavori e poi, dall’età di diciannove anni, in una cartiera.
Nel 1985, e nella condizione di lasciare la fabbrica e dedicarsi esclusivamente alla scrittura e, nel 1995, pubblica con Gallimard Les fiancés du paradis. È l’inizio di una carriera letteraria versatile e feconda, costituita da una quarantina di libri – che spaziano dalla novella al romanzo, dalla poesia al teatro – e da riconoscimenti prestigiosi come il Grand Prix de l’humour noir (2001) con Les bottes rouges – a cui il regista Manuel Sanchez si e liberamente ispirato per il suo film del 2017 La Dormeuse Duval –, il Prix Goncourt de la nouvelle con Le bar des habitudes (2006), il Prix des hussards, conquistato alla sua prima edizione proprio dal Femore di Rimbaud (2014), il Prix Mystère de la critique e il Trophée 813 con Hotel del Gran Cervo (2017).
Alice Laverda è nata a Bassano del Grappa nel 1989. Si è laureata in Traduzione Letteraria all'Universitè Aix-Marseille, in Linguistica e Traduzione all'Università di Pisa.
Per Prehistorica Editore, ha già tradotto 24 volte la verità di Raphaël Meltz.
Laberto Santuccio ha studiato lettere a Bologna, Roma e Parigi e conseguito il master in editoria presso la Scuola del libro di Roma. Nel 2022 l'Institut francais Italia lo ha accolto all'interno di una residenza artistica per traduttori under 35. Attualmente vive fra Parigi e la Sicilia.
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