Andrea Colamedici
"Il Carnevale di Putignano"
La città di Putignano si lascia attraversare, ancora una volta, dalla magia del suo Carnevale, tra le manifestazioni più antiche e longeve d’Europa e che quest’anno giunge alla 632ª edizione. Le sue origini risalgono al 1394 e, da allora, il filo della tradizione non si è mai spezzato: riti, gesti e costumi continuano a scandire il tempo della festa, rinnovandosi anno dopo anno. Il Carnevale di Putignano nasce dal cuore della sua comunità, che lo vive, lo costruisce e lo tramanda celebrando attraverso la festa la propria identità culturale e un patrimonio di arte e saperi che attraversa le generazioni. Anche in questa edizione, un’attenzione speciale sarà dedicata ai momenti più simbolici e riconoscibili della tradizione identitaria del Carnevale:
Giovedì delle Donne Sposate, giovedì 5 febbraio
Giovedì dei Cornuti, giovedì 12 febbraio
San Valentino, venerdì 14 febbraio
Festa di chiusura, sabato 21 febbraio
Il Carnevale entrerà poi nel suo pieno fermento con le tradizionali sfilate in maschera, vero cuore pulsante della manifestazione, che si terranno sabato 7 febbraio alle ore 19:00, domenica 15 febbraio alle ore 11:00 e martedì 17 febbraio alle ore 19:00.
Anche quest’anno, la direzione filosofica e culturale è affidata ad Andrea Colamedici, che prosegue il suo percorso di rilettura contemporanea della tradizione putignanese, intrecciando arte e filosofia in un dialogo vivo e costante con la comunità e con il pubblico.
IL TEMA: IL PARADOSSO
Il paradosso sarà il tema dell’edizione 2026 del Carnevale di Putignano. Un concetto che, da sempre, ne rappresenta l’anima più profonda e che torna oggi come lente per osservare le contraddizioni del presente e trasformarle in slancio creativo.
Come accade nel Carnevale più autentico, tutto si rovescia: mentre la natura riposa, la comunità si risveglia; ciò che è scarto diventa materia d’arte; la derisione si trasforma in celebrazione collettiva. È il mondo alla rovescia custodito da secoli dal Carnevale, uno spazio simbolico in cui il potere viene messo in discussione e la fragilità trova nuova forza.
La cartapesta, simbolo di Putignano, incarna perfettamente questo spirito: leggera, ma capace di diventare imponente e monumentale. Ogni carro sarà così un paradosso, sospeso tra effimero e grandioso. Attraverso il claim Dove tutto è il contrario di tutto, il Carnevale invita a sostare in quella tensione vitale che nasce dall’incontro degli opposti: ordine e caos, tradizione e innovazione, peso e leggerezza.
«Il paradosso, quando viene riconosciuto e abitato consapevolmente, diventa un dispositivo di risveglio di massa. La maschera carnevalesca ci chiede di sostare in quello spazio scomodo dove il pensiero è costretto a farsi creativo, perché le vecchie categorie non bastano più. In un'epoca che pretende coerenza a ogni costo, che esige posizionamenti netti e identità stabili, il Carnevale rivendica il diritto alla contraddizione fertile» dichiara il direttore filosofico, Andrea Colamedici.
La commissione della Fondazione Carnevale di Putignano ha selezionato i progetti che daranno vita a sette grandi carri di cartapesta, pronti a sfilare nel centro cittadino durante il mese di febbraio. Ogni opera nasce da un processo di selezione attento e rigoroso, volto a tutelare la continuità della storica tecnica della carta a calco, cuore pulsante della tradizione putignanese. È un percorso lungo e paziente, che inizia dalla costruzione di una solida armatura in ferro, capace di sostenere i grandi modelli in argilla: forme originarie sulle quali, strato dopo strato, gesso, cartapesta e colla di acqua e farina prendono corpo, fino alla fase conclusiva della pittura e delle rifiniture.
A rendere possibile questo lavoro sono i Mastri Cartapestai di Putignano, artigiani e artisti insieme, depositari di un sapere tecnico e di una visione creativa che si tramandano di generazione in generazione.
La scelta del paradosso come tema rappresenta una sfida intensa e stimolante per i Mastri Cartapestai, chiamati a tradurre in forme, volumi e immagini le contraddizioni e gli enigmi che attraversano l’esistenza umana e la società contemporanea. Ne nasceranno progetti densi di significato, ognuno dedicato a una diversa declinazione del paradosso dei nostri tempi.
Come da tradizione, i carri in gara si contenderanno il titolo di vincitore dell’edizione 2026, che verrà assegnato dalla giuria al termine delle sfilate.
Il racconto visivo dei carri attraverserà temi complessi e attuali: dalla delicata questione dell’eutanasia, in cui la libertà di scelta si scontra con tradizioni consolidate e rigidità burocratiche, al fenomeno della turistificazione, che rischia di trasformare l’autenticità dei borghi pugliesi in quinte sceniche svuotate di significato.
Affiorerà il paradosso dello sfruttamento animale in una società che si proclama animalista, così come quello della ludopatia, che svela un gioco della vita moderna governato da algoritmi capaci di trasformarci in inconsapevoli pedine di un sistema già scritto.
Troveranno spazio anche riflessioni sulla disabilità, riletta come occasione di crescita e di trasformazione, e sull’intelligenza artificiale, che solleva forse il paradosso più inquietante del nostro tempo: l’uomo che crea macchine pensanti mentre progressivamente abdica al proprio pensiero critico.
Grande attenzione sarà dedicata a un tema di drammatica urgenza come il femminicidio, che rivela la contraddizione più crudele: un amore proclamato che si trasforma in violenza mortale, mostrando come una società che si definisce moderna e libera continui invece a riprodurre antichi schemi di possesso e controllo.
Accanto ai sette carri in competizione, sfileranno anche due carri fuori concorso.
Il primo è Il Factotum dell’Inconcludenza, un omaggio a Putignano e alla tradizione della cartapesta che si fa riflessione ironica sulla frenesia contemporanea: il mito del “fare tutto” che si ribalta nel paradosso del non riuscire a portare a termine nulla, metafora di una società multitasking che finisce per perdersi nel disordine della propria presunta efficienza. Il secondo è Pollo, credici, realizzato dall’associazione Frallijos e firmato dai ragazzi che lo scorso anno hanno conquistato il primo posto nella categoria delle maschere di carattere, tornando quest’anno con un progetto speciale fuori concorso.
Il programma degli eventi si articola in una serie di appuntamenti pensati per animare il Carnevale con linguaggi, atmosfere e pubblici diversi, tra concerti, spettacoli e format speciali. Ad aprire il programma sarà Nina Zilli, attesa sul palco il 1° febbraio con la sua voce inconfondibile, capace di fondere soul, pop e jazz con grande eleganza. Il 7 febbraio sarà invece la volta di BigMama, pronta a travolgere il pubblico con la sua energia, insieme a Madman, tra i liricisti più raffinati del rap italiano, pugliese d’origine, noto per il flow chirurgico e le metriche ardite. A chiudere questo viaggio musicale, il 15 febbraio, arriverà il Canzoniere Grecanico Salentino, che porterà sul palco i ritmi ancestrali della pizzica e del tamburello, celebrando le radici della tradizione popolare salentina.
Anche il fronte show promette momenti speciali. Il 1° febbraio spazio all’ironia irriverente di Auroro Borealo, con uno spettacolo inedito che mescola un dj set di grandi classici ballabili ai suoi brani più dissacranti. Il 14 febbraio, invece, il Carnevale si tingerà di romanticismo grazie a Renzo Rubino, che celebrerà San Valentino con serenate nel centro storico insieme ai Propagginanti: incursioni musicali a sorpresa pensate per riportare la magia del corteggiamento nelle piazze di Putignano. Nella stessa serata, Rubino proporrà anche un concerto intimo e inedito, rileggendo i suoi successi in versione piano e voce.
L’acquisto dei biglietti è disponibile online sul sito https://www.carnevalediputignano.it/ e presso l’infopoint in via Matteotti 6, Putignano (lunedì-sabato 10-13 e 16-20. Domenica 10-13).
Giovani 11-14 anni: da 5 euro
Abbonamento 4 sfilate: da 30 euro
Biglietto flessibile: 19 euro
Biglietto giornaliero: da 16 euro
Biglietto gratuito per bambini fino a 10 anni e abbonamento per i domiciliati a 5 euro.
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