Marianna Giglio Tos
"Di pietra e di sogno"
Tempo di storie al Castello di Issogne
Neos Edizioni
www.neosedizioni.it
.. Uscendo François dedicò un ultimo sguardo alle lunette dei mercanti e si cullò con quelle immagini fino alle vigne lungo la Dora, a quell’ora tinta del blu tenue del cielo. La visita del castello aveva ricucito i frammenti della sua vita. Non poteva cancellare tutto il dolore e la solitudine subìti ma la bellezza che gli aveva riempito gli occhi era colata nelle ferite come oro. L’intera sua esistenza apparve a François come l’illustrazione di un Libro d’Ore. Con la foglia oro anche la più semplice delle figure, la più drammatica delle scene emanava splendore. Così si sentì il prevosto François de Challant, un’illustrazione fra le pagine di un codice miniato. Lasciò Issogne con l’anima traboccante di un luminoso dolore… Fece ritorno alla collegiata e fu delizioso passeggiare fra i campi baciati dalla primavera... François sapeva che non avrebbe veduto i campi di segale imbrunirsi nella calura estiva, né i castagni tingersi di rubino col giungere dell’autunno. Ma non se ne rattristò, avrebbe goduto delle bellezze di una natura superiore, in un luogo ove nulla lo avrebbe più allontanato da suo padre. Intanto le immagini vivide del castello lo avrebbero illuminato dentro nelle ultime ore sulla terra.
Un villaggio celtico, una villa romana, un maniero medievale, un castello rinascimentale, una dimora perduta che rinasce: uno spazio che non muore ma si trasforma, dove le pietre narrano storie e le anime hanno una seconda possibilità.
Forse ogni luogo ha i suoi fantasmi, i suoi spiriti in attesa. Issogne non fa certo eccezione. In questa terra abbracciata dalle montagne valdostane si sono succeduti, e in qualche modo sono rimasti, personaggi desiderosi di compiere o cambiare il proprio destino. Le mura ancora raccontano di apprendisti e guerrieri, di nobili e poveri, di artigiani e letterati, di visionari e uomini di fede, avventure che si intrecciano seguendo lo scorrere dei secoli.
Sono storie di sogni e paure, di amori e tradimenti, di guerra e arte, di anime che si perdono per ritrovarsi. Storie che lasciarono un segno, nascosto o manifesto, sulle pietre di Issogne.
Con uno stile vivace ricco di immagini suggestive e una scrupolosità che mostra la profonda passione per la storia antica e medievale, l’autrice accompagna il lettore in un viaggio indietro nel tempo per rivelare, con un colpo di scena finale, come anche la vicenda più lontana sia ancora in divenire. La morte non è la fine della storia.
Marianna Giglio Tos, nata nel 1984 a Ivrea, è diplomata al liceo artistico e all’accademia teatrale. Oltre alla scrittura ama la lettura, la fotografia, la recitazione, la ricerca e il Medioevo che vive come figurante del Groupe Historique Château d’Issogne.
È autrice dei sette saggi della raccolta Una volta anticamente (per cui ha realizzato anche le fotografie), del romanzo storico L’antica fiamma (Pedrini, 2021) e dei racconti pubblicati in antologia Sulle radici del noce, Historica, 2023; Incanto sulla Kramerthal, Ed. della Sera, 2024; Audrey, Ugo Mursia Ed., 2025.
Per Neos edizioni, ha pubblicato racconti nelle antologie Natale in Valle d’Aosta, 2022 e 2024; Monferrato paesaggio vivo e Gente del Monferrato (che raccolgono i racconti finalisti del Premio “Parole in Collina” 2023 e 2025); Racconti alle porte, 2024; Romance, 2025. Con il racconto Di aria e luce si è aggiudicata nel 2024 il terzo posto a “Incipit d’Autore”, scelta dalla scrittrice Carla Maria Russo.
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