Luigi Ferrari
"Ballerina in rosso"
Castelvecchi Editore
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Nel 1931, Alexander Zemlinsky, celebre compositore e direttore d’orchestra, torna in visita nella sua Vienna dopo anni di lontananza, trascorsi tra Praga e Berlino. L’occasione è una mostra alla Neue Galerie dedicata a Richard Gerstl, giovane pittore geniale e tormentato, scomparso prematuramente nel 1908, amico intimo e maestro di pittura di Arnold Schönberg, allora cognato di Zemlinsky. Ma il viaggio ha motivazioni più oscure e personali. Alexander è ossessionato dal ricordo della Ballerina in rosso, un dipinto che considera il catalizzatore di una catastrofe emotiva e professionale che ha sconvolto vite e destini. L’opera, forse ancora carica di un potere inquietante, sembra aver agito come uno specchio deformante su aspirazioni e nevrosi dei suoi osservatori, innescando eventi che la Vienna di inizio secolo ha sepolto nel silenzio. In un pellegrinaggio tra realtà e memoria attraverso caffè, teatri, sale da concerto e luoghi ormai dismessi di una capitale decadente, Alexander ricostruisce lo «scandalo sopito»: la tragica fine di Gerstl e il suo legame con Mathilde Schönberg. In un crescendo di rivelazioni, emerge l’occultamento collettivo di un lascito artistico di grande rilievo nella cultura europea del Novecento.
Luigi Ferrari
Figura di rilievo nel panorama culturale e musicale, nel corso della sua carriera ha collaborato con istituzioni come il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro alla Scala e la Biennale di Venezia, ricoprendo incarichi di vertice in importanti teatri e festival: tra questi il Teatro Comunale di Bologna, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Wexford Festival Opera e il Teatro de la Maestranza di Siviglia. È stato inoltre sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma. Oggi presiede l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, affiancando all’attività istituzionale quella di narratore. Dopo Triade minore (Ponte alle Grazie, 2018) e Il cenacolo Shakespeare (il melangolo, 2023), con Ballerina in rosso intreccia musica, arte e storia, unendo rigore documentario e sensibilità narrativa per restituire voce a figure e vicende a lungo dimenticate.
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