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Pietro Accardi ha tracciato le linee guida del nuovo Cagliari nel corso di un’intervista concessa a Sky Sport. Il direttore sportivo ha ribadito la soddisfazione per l’incarico ricevuto, sottolineando la filosofia del club, sempre più orientata alla valorizzazione dei giovani.
“Sono molto felice di essere qui”, ha spiegato Accardi. “Il Cagliari è una società che ha sempre creduto nei giovani, sia tra i calciatori che tra gli allenatori. Da quest’anno questa scelta riguarda anche i dirigenti e sono orgoglioso che il presidente abbia deciso di affidarmi questo ruolo”.
Tra i temi più caldi c’è quello legato a Kofler, difensore del Südtirol ormai vicino al trasferimento in rossoblù.
Accardi invita però alla prudenza. “Mi hanno insegnato che una trattativa è conclusa solo quando c’è il nero su bianco. Siamo molto vicini. È un ragazzo che seguiamo da tempo, crediamo abbia grandi qualità e importanti margini di crescita. Speriamo di portarlo a Cagliari il prima possibile.”
Il direttore sportivo ha confermato anche l’interesse per Kevin Carlos, uno dei profili individuati per rinforzare l’attacco.
L’agente del giocatore era presente durante il ritiro rossoblù e i contatti sono già stati avviati.
“È uno dei calciatori che stiamo seguendo. Abbiamo parlato con il suo procuratore per capire se ci siano i presupposti per approfondire la trattativa. Ha caratteristiche che ci interessano, anche se non è l’unico attaccante presente sulla nostra lista”.
Non poteva mancare un passaggio sulla situazione di Sebastiano Esposito, finito al centro delle indiscrezioni negli ultimi giorni dopo le voci sul rinnovo e sul confronto con Fabio Pisacane.
Accardi ridimensiona il caso.
“Si è creato un vero e proprio cinema mediatico che non ci ha fatto piacere. Oggi basta poco perché una notizia venga amplificata, soprattutto attraverso i social”.
Il dirigente ha poi ribadito la totale fiducia del club nell’attaccante.
“La realtà è che Sebastiano è concentrato sul Cagliari e ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia. Ha ancora quattro anni di contratto e crediamo molto nelle sue qualità. Lo dimostrano la società e il rapporto eccellente che ha con Pisacane”.
Secondo Accardi, il classe 2002 ha tutte le qualità per continuare il proprio percorso di crescita in Sardegna.
“Come ha detto anche il presidente, pensiamo possa diventare un giocatore seguito dal nuovo commissario tecnico della Nazionale. Cagliari è il posto giusto per completare la sua maturazione”.
In chiusura Accardi ha indicato la rotta per la stagione ormai alle porte.
La priorità sarà conquistare la permanenza in Serie A, ma senza rinunciare al progetto di crescita costruito dal club.
“Il nostro obiettivo è mantenere la categoria, cercando allo stesso tempo di migliorare il percorso del Cagliari e del nostro allenatore. Continueremo a investire sui giovani, affiancandoli a calciatori di esperienza che possano accompagnarli nel loro percorso di crescita”.
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Dal nostro inviato a Ponte di Legno (Brescia)
Michel Ndary Adopo è uno dei protagonisti del ritiro precampionato del Cagliari in Val Camonica. Il centrocampista francese sta lavorando insieme ai compagni tra Ponte di Legno e Temù, agli ordini di Fabio Pisacane e del suo staff, per preparare una nuova stagione con la maglia rossoblù.
Arrivato in Sardegna due estati fa, Adopo ha progressivamente conquistato spazio e considerazione grazie alle sue caratteristiche fisiche, alla capacità di recuperare palloni e alla disponibilità nel ricoprire differenti compiti nella zona centrale del campo. Il suo percorso con il Cagliari lo ha visto attraversare momenti diversi, ritagliandosi comunque un ruolo significativo all’interno della squadra.
Il ritiro rappresenta una fase importante per il centrocampista, chiamato a recepire le indicazioni del nuovo progetto tecnico e a confermare quanto di buono mostrato nelle ultime due stagioni. Le sedute svolte sul campo comunale di Temù stanno permettendo alla squadra di lavorare sulla condizione atletica, sul possesso palla e sui principi tattici richiesti dall’allenatore.
Per Adopo si apre dunque una nuova pagina della sua esperienza cagliaritana. La concorrenza a centrocampo è destinata ad aumentare, ma il francese può mettere a disposizione della squadra intensità, forza e una conoscenza ormai consolidata dell’ambiente.
CalcioCasteddu ha avuto l’opportunità di intervistare Michel Adopo in esclusiva durante il ritiro rossoblù. Un confronto che consente di conoscere più da vicino non soltanto il calciatore, ma anche il ragazzo che si cela dietro la maglia.
Nel corso dell’intervista, il centrocampista affronta il suo percorso professionale, il rapporto con il Cagliari, il lavoro svolto in Val Camonica e le ambizioni in vista della nuova stagione. Spazio anche agli aspetti personali e umani, alle esperienze che hanno contribuito alla sua crescita e al legame sviluppato con la Sardegna e con l’ambiente rossoblù.
Una conversazione per entrare nel mondo di Michel Adopo, tra campo, ricordi e prospettive future. Buona lettura.
“Sono una mezzala moderna, a cui piace essere utile nelle due fasi di gioco per aiutare a difendere e attaccare la porta avversaria. Il focus è migliorarmi continuamente, per diventare sempre più completo“.
“Sono sempre stato abituato a giocare a due in mediana, però da due anni faccio parte di un centrocampo a tre e mi piace. Con Pisacane sto imparando nuove cose che mi stanno facendo crescere sia a livello cognitivo che di conoscenza del gioco“.
“Il Mister chiede a me, come a tutti i compagni, di dare il massimo in ogni occasione. Perché il destino del Cagliari costituisce una nostra responsabilità ed è necessario essere sempre concentrati“.
“Credo in Dio e nel destino. Gioco a calcio fin dall’età di 5 anni, ho sempre seguito questa passione che non mi ha mai abbandonato fino ad oggi. Per me, diventare professionista in questo sport è quindi diventato un passaggio abbastanza naturale“.
“La mia famiglia è molto importante. Siamo molto uniti tra noi e ho imparato il significato di umiltà, rispetto e lavoro. Poi ci sono la passione e il desiderio continuo di voler migliorare, che fanno la differenza in ogni momento“.
“Ne ho vissuti tanti. Ho avuto parecchi infortuni, cambi di squadra: è stato difficile, per esempio, quando sono andato a giocare in Serie C. I miei cari sono sempre stati vicini, così come gli amici. Sono sempre stato sostenuto nella mia strada e non mi sono mai sentito solo“.
“Tutti gli allenatori che ho avuto nella carriera mi hanno lasciato qualcosa. Nel corso di ogni stagione è necessario imparare. Fabio Pisacane, che ho conosciuto un anno fa, è una grande persona. Gli piace la sua professione e anche fuori dal campo dimostra di avere un grande cuore“.
“Davide Nicola e Fabio Pisacane, non a caso, perché ho ricevuto piena fiducia solo da quando milito nel Cagliari. Per questo ho sempre sentito il desiderio di dare il massimo per ripagarli“.
“Sono una persona riservata, umile, vivo il mio quotidiano piuttosto normalmente. Dopo gli allenamenti trascorro il tempo con mia moglie, per staccare dalla professione. Mi piacciono anche i videogiochi. Il preferito? Call of Duty“.
“Spero e voglio aiutare la squadra il più possibile, per diventare un leader come i vari Deiola, Mina, Esposito, Zappa, Caprile. Voglio aiutare la squadra al meglio, lavorando sodo per diventare il più completo possibile“.
“Ringrazio Dio: perché se non avessi fatto il calciatore, non so di cosa avrei potuto occuparmi in ambito professionale. Molto probabilmente, un impiego in ambito sportivo“.
“Spero di vedere riconosciuti i miei valori umani: il rispetto, innanzitutto“.
“Abbiamo una grande tifoseria. Dal primo giorno a Cagliari ho avuto modo di apprezzare la loro presenza, anche nei momenti difficili. I nostri sostenitori sono sempre dietro di noi, pronti ad aiutarci. Pure qui in Val Camonica sono venuti in tanti a salutarci. Il nostro compito è quello di fare il massimo, per ringraziarli della loro presenza“.
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Le prime pagine dei quotidiani sportivi dedicano grande spazio al futuro della Nazionale italiana e alle principali trattative di mercato dei club di Serie A. Al centro delle attenzioni c’è il nuovo corso azzurro con Roberto Mancini indicato come candidato per la panchina dell’Italia, mentre arriva Claudio Ranieri come direttore tecnico.
Sul fronte dei club, il mercato continua a essere protagonista. La Juventus e il Napoli sarebbero interessate a Theo Hernandez, esterno francese che potrebbe lasciare l’Al Hilal. L’operazione resta legata alle condizioni economiche e alle strategie delle società coinvolte, con il giocatore che rappresenterebbe un obiettivo di alto livello.
Sempre in casa bianconera resta viva la pista per Kolo Muani, mentre il Napoli segue diversi profili offensivi. Tra questi compare anche l’interesse per nuovi rinforzi in attacco, con il club campione d’Italia impegnato nella costruzione della rosa.
L’Inter valuta invece le proprie mosse economiche e tecniche, con attenzione alle possibili entrate e alle risorse da destinare al mercato. La società nerazzurra guarda anche alla situazione di alcuni giovani e ai possibili investimenti futuri.
Tra gli altri movimenti, la Roma lavora su più fronti e monitora alcune opportunità, mentre il Como attende sviluppi sul mercato. Le prime pagine confermano un’estate calcistica caratterizzata da cambiamenti in panchina, nuove strategie federali e trattative importanti per i grandi club italiani.
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Dal nostro inviato a Temù
Il Cagliari chiude con una vittoria il proprio martedì e, soprattutto, le amichevoli nel ritiro precampionato in Val Camonica. Sul campo comunale di Temù, la squadra allenata da Fabio Pisacane ha superato di misura il Modena nella seconda e ultima amichevole disputata durante la permanenza in Lombardia.
A decidere l’incontro è stato Kingstone, autore all’87° della deviazione sottomisura che ha spezzato l’equilibrio. Un gol arrivato nel finale e utile a regalare ai rossoblù un risultato positivo prima del ritorno in Sardegna.
Il punteggio, naturalmente, assume un valore relativo in questa fase della preparazione. Maggiore importanza rivestono le risposte offerte dalla squadra e dai singoli dopo giorni caratterizzati da allenamenti intensi, lavoro atletico ed esercitazioni dedicate al possesso palla.
L’amalgama deve ancora essere trovata e alcuni automatismi necessitano inevitabilmente di tempo. Il gruppo è in fase di costruzione e i nuovi arrivati devono inserirsi completamente nei meccanismi tattici richiesti da Pisacane. Dalla partita contro il Modena, però, sono emersi diversi elementi positivi.
Il primo riguarda l’intensità mostrata dal Cagliari, accompagnata da una condizione atletica generale già soddisfacente. Incoraggiante anche l’ambientamento dei nuovi acquisti, sostenuti e accompagnati dai calciatori che conoscono meglio la squadra e l’ambiente rossoblù.
Tra i giocatori entrati a gara in corso si sono distinti Winks e Grandu, capaci di offrire un contributo importante alla manovra. Un’altra prestazione convincente è arrivata da Rodríguez, sempre attento e concentrato al centro della difesa, anche quando si è trattato di non andare per il sottile. Segnali utili per lo staff tecnico, chiamato ora a proseguire il lavoro in vista dei primi impegni ufficiali della nuova stagione.
Con l’amichevole di Temù termina anche l’avventura di CalcioCasteddu tra Ponte di Legno e Temù.
Seguire quotidianamente per voi il Cagliari, raccontando allenamenti, conferenze stampa, fatti e protagonisti del ritiro, è stato un piacere.
Migliorare è doveroso e sempre possibile. Ci auguriamo, però, che abbiate apprezzato l’impegno e la passione messi in questo viaggio al seguito dei rossoblù. Grazie a tutti coloro che hanno letto, guardato e condiviso i nostri contenuti durante la trasferta.
Ci vediamo idealmente a Cagliari, dove continueremo a seguire da vicino il percorso della squadra di Pisacane.
Restate collegati, sempre su CalcioCasteddu!
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Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi
Oggi Cagliari-Modena, amichevole in ritiro
Figc, il Consiglio federale: sarà nominato il CT?
Il Cagliari diventa tutto americano: Giulini resta presidente
La giornata a Temù dei rossoblù
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Malagò: “Arriverà anche una figura come lo era Riva”. Zola candidato forte
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Kevin Carlos, il Cagliari mette nel mirino l’attaccante del Nizza
Pisacane: “Kofler rinforzo importante. Esposito? Lui sa cosa serve qui”
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Il ritiro estivo del Cagliari continua a regalare spazio e opportunità ai giovani del settore giovanile. Tra i ragazzi chiamati a mettersi in mostra agli occhi di Fabio Pisacane c’è anche Nicola Grandu, esterno classe 2006 aggregato alla prima squadra durante la preparazione.
Al termine dell’amichevole contro il Modena, vinta dai rossoblù per 1-0, il giovane calciatore ha raccontato le proprie sensazioni dopo una fase di lavoro importante, nella quale sta cercando di convincere lo staff tecnico.
Per Grandu il ritiro rappresenta una grande occasione per confrontarsi con il calcio dei grandi e provare a conquistare un posto nella rosa della prossima stagione.
Arrivato dalla Primavera, l’esterno rossoblù sta lavorando quotidianamente con giocatori più esperti, cercando di assimilare le richieste tattiche di Pisacane e aumentare il proprio livello. Il tecnico ha dimostrato attenzione verso i giovani del vivaio, lasciando spazio a diversi prospetti durante questa fase della preparazione.
Dal nostro inviato Fabio Ornano
“Qualcuno ha giocato di più, qualcuno meno. Io sono entrato e ho cercato di fare il massimo. Ho parlato con Deiola questi giorni e lui mi ha rassicurato dicendomi di giocare come so, senza pensare troppo agli errori. Ho cercato di aiutare la squadra e fare quello che potevo”.
“Quando è capitata l’opportunità di entrare nel Cagliari la Serie A è diventata un sogno. Sto cercando di imparare da tutti, di dare il massimo ogni giorno, poi si vedrà. Per un sardo è bellissimo indossare la maglia del Cagliari”.
“Pisacane è un mentore per me, è stato tra i primi a credere in me e convincermi che avrei potuto giocare a certi livelli. Cerco di fare tutto quello che mi chiede. Un modello? Forse Cuccurella, che più si avvicina fisicamente a me, ma anche Obert lo sto guardando tanto, è molto forte”.
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Il Cagliari continua a lavorare sul mercato alla ricerca di un nuovo attaccante da mettere a disposizione di Fabio Pisacane. Il reparto offensivo resta infatti uno dei settori sui quali la società rossoblù sta concentrando maggiormente le proprie energie, con l’obiettivo di individuare un profilo capace di completare la rosa.
Dopo il tentativo per Kieron Bowie, che si sta raffreddando, il club sardo ha iniziato a valutare altre soluzioni per il ruolo di punta centrale.
Il nuovo nome seguito dal Cagliari è quello di Kevin Carlos, attaccante spagnolo classe 2001 di proprietà del Nizza. Il giocatore è attualmente legato al club francese da un contratto con scadenza nel 2030, elemento che testimonia la fiducia riposta dalla società transalpina nelle sue potenzialità.
Al momento il Cagliari si sarebbe limitato a uno studio approfondito del profilo, in attesa di valutare se trasformare l’interesse in un’azione concreta sul mercato.
La situazione legata a Bowie ha spinto i rossoblù a guardare altrove. L’attaccante del Verona era considerato un obiettivo interessante per caratteristiche e prospettiva, ma l’inserimento deciso del Sassuolo avrebbe portato il club emiliano vicino alla chiusura dell’operazione.
Il Cagliari ha quindi iniziato a esplorare altre piste, mantenendo la linea indicata da Pisacane: un attaccante con caratteristiche differenti rispetto agli elementi già presenti in rosa.
La società rossoblù vuole evitare scelte affrettate e sta valutando attentamente ogni possibilità. L’obiettivo è trovare una punta in grado di garantire presenza in area, capacità di partecipare alla manovra e margini di crescita, caratteristiche considerate fondamentali per il nuovo progetto tecnico.
Kevin Carlos rappresenta quindi una delle idee sul tavolo, ma non sarebbe l’unico profilo monitorato dal direttore sportivo Pietro Accardi, che intanto oggi a Temù ha ricevuto l’entourage del giocatore.
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Il Cagliari continua il proprio percorso di preparazione estiva e trova indicazioni positive dall’amichevole contro il Modena, terminata con la vittoria rossoblù per 1-0. Al termine della sfida disputata a Temù, Fabio Pisacane ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sul lavoro svolto nei primi giorni di ritiro e sulle risposte arrivate dal gruppo.
Il risultato, in questa fase della stagione, passa in secondo piano rispetto alla necessità di costruire una squadra pronta sotto il profilo fisico e tattico.
La gara contro il Modena ha rappresentato un passaggio importante nel percorso di avvicinamento al campionato. Dopo i primi giorni di lavoro intenso, il tecnico rossoblù ha potuto osservare più da vicino la condizione dei giocatori e il livello di assimilazione delle nuove idee.
L’obiettivo principale era raccogliere indicazioni sul campo, verificando movimenti, distanze e atteggiamento della squadra nelle diverse fasi della partita.
Dal nostro inviato Fabio Ornano.
“Siamo in linea con quello che è il momento. Stiamo spingendo tantissimo e tutto quello che facciamo è perché il passato ce l’ha insegnato. Vogliamo arrivare al campionato con le gambe più potenti. Abbiamo sbagliato tantissimo nella scelta e nell’ultimo passaggio, così abbiamo prestato il fianco, però mi è piaciuto come ha lavorato la linea difensiva. Abbiamo lavorato bene in fase di non possesso. In questo momento comunque ci sta essere poco lucidi”.
“Winks? Il centrocampo è il reparto in cui abbiamo cambiato di più. Il discorso di Winks è uguale a Romano, Fazzini, Akarakiri. Normale che cambiare in toto il reparto richiede cura maniacale nelle richieste, ma mi sorprende che cerchino di fare tutto alla lettera. Poi quando cerchi di giocare a calcio puoi sbagliare e io non condanno mai l’errore tecnico. Abbiamo avuto una buona reazione di gamba. Rodriguez? Sono contento di lui”.
“Grandu lo conosco bene, sapete cosa mi lega a lui. Riflette anche il mio percorso calcistico, perché anche io venivo etichettato come un giocatore basso. Bisogna centellinarlo, ma aiuta gli altri ad assimilare le richieste che lui ha svolto con me per anni. Sono contento per lui. Quando viene chiamato in causa da l’anima. Lo tengo in grandissima considerazione”.
“Esposito? Quello che attiene ai contratti riguarda la società e l’agente. Io gli voglio bene, lui sa che chi veste questa maglia lo deve fare con convinzione, rispetto e grandissimo senso di appartenenza”.
“Kofler ci darà una soluzione in più visto che siamo corti dietro. Lo abbiamo voluto tutti, porta struttura, centimetri e peso. Parlandoci mi ha colpito il suo emanare gioia per vestire questi colori. Faccio il mio in bocca al lupo a Wieteska e Veroli per la loro carriera”.
“Kevin Carlos? Lo abbiamo valutato anche in passato, sappiamo le sue caratteristiche, ma dovete chiedere ad Accardi”.
The post Pisacane: “Kofler rinforzo importante. Esposito? Lui sa cosa serve qui” appeared first on Calcio Casteddu.
Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha fatto il punto sul momento del club rossoblù durante l’intervallo dell’amichevole contro il Modena a Temù, intervenendo ai microfoni di Sky Sport.
Dalla costruzione della squadra per la nuova stagione al lavoro di Fabio Pisacane, passando per il mercato, il futuro di Sebastiano Esposito e le riflessioni sulla Nazionale italiana: il numero uno del Cagliari ha affrontato diversi temi legati al presente e al futuro della società.
Giulini ha definito il gruppo rossoblù ancora in fase di sviluppo, sottolineando il lavoro svolto dallo staff tecnico e l’importanza dei giovani. “Siamo un cantiere aperto con tanti giovani, ma iniziamo a vedere le richieste del mister, chiaramente un po’ meno su quelli appena arrivati. Cercheremo di rendere orgogliosi i nostri tifosi e di dare tutto in ogni gara. Dobbiamo lottare sempre”, ha dichiarato il presidente.
Ampio spazio anche al rapporto con Fabio Pisacane, scelto per guidare la prima squadra dopo il percorso maturato all’interno del club. Giulini ha ribadito la propria stima nei confronti dell’allenatore rossoblù, sia dal punto di vista umano sia professionale.
“L’ho conosciuto umanamente prima come calciatore e poi professionalmente come allenatore, lo stimo. Sono davvero contento di quanto ha fatto al primo anno in Serie A e gli auguro di fare ancora meglio nella prossima stagione. Noi come società dovremmo essere bravi a puntellare l’organico”, ha spiegato.
Sul fronte delle operazioni in uscita, Giulini ha parlato della cessione di Gianluca Gaetano: “Stiamo cercando di tenere in squadra tutti i migliori. La cessione di Gaetano è stata molto sofferta, soprattutto dopo l’ottimo girone di ritorno fatto nel nuovo ruolo”, ha raccontato.
L’obiettivo resta quello di preservare il nucleo principale della rosa e valorizzare i giocatori italiani presenti in organico. “Speriamo di tenere gli altri giocatori importanti che abbiamo in rosa e speriamo di poterne dare alla Nazionale come è stato per Caprile e Palestra”, ha aggiunto. “Su chi scommetterei? Mi piace dire un ragazzo appena arrivato che abbiamo seguito tanti anni. Deve ancora scegliere la sua nazionale: è Alessandro Romano. Spero scelgo l’Italia e non la Svizzera”.
Inevitabile il riferimento alla situazione di Sebastiano Esposito, protagonista nei giorni scorsi di alcune tensioni legate al futuro e al rinnovo contrattuale. Giulini ha ribadito la centralità dell’attaccante nel progetto rossoblù.
“Esposito credo che sia il calciatore che si avvicina di più a una convocazione in Nazionale, è un talento unico. Come ho detto a lui, qualora dovesse rimanere ancora con noi e Pisacane, non solo potrà raggiungere la Nazionale ma può fare numeri importanti”.
Il presidente rossoblù ha poi espresso la propria opinione sul futuro della Nazionale e sulla scelta del nuovo commissario tecnico. “La vera emergenza del calcio italiano non è la scelta del commissario tecnico”, ha affermato.
Giulini ha poi giudicato positivamente il coinvolgimento di Paolo Maldini e Leonardo, ma ha espresso dubbi sulla scelta di puntare su un allenatore giovane come Andrea Pirlo.
Giulini ha invece accolto con favore la possibile presenza di figure come Claudio Ranieri e Gianfranco Zola nel nuovo percorso federale. “Ho sentito che Ranieri e magari Zola prenderanno il loro posto, sono contento. Sono dei professionisti che hanno dimostrato tanto. Mister Ranieri poi ha un’esperienza enorme e credo che entrambi possano essere molto utili”.
The post Giulini: “Esposito qui può puntare alla Nazionale, felice per Ranieri” appeared first on Calcio Casteddu.
Il futuro di Alberto Dossena resta ancora in sospeso, ma il legame con il Cagliari rimane forte. Il difensore classe 1998, oggi di proprietà del Como, ha raccontato in un’intervista esclusiva a Tmw il suo rapporto con il club rossoblù, l’esperienza vissuta nell’ultima stagione e il legame costruito negli anni in Sardegna.
Dossena, dopo la seconda parte di campionato disputata in prestito secco al Cagliari, è rientrato al Como, dove ha ancora due anni di contratto. In attesa di conoscere i programmi della società lariana, il centrale si sta allenando separatamente.
Il difensore ha spiegato che la scelta di tornare in Sardegna lo scorso gennaio è nata dalla necessità di ritrovare continuità e fiducia dopo un periodo complicato.
“Tornare a Cagliari è stata una decisione presa soprattutto per il mio bene, per ritrovare il campo e la fiducia dopo l’infortunio. A gennaio mi ha convinto mister Pisacane, lui mi voleva lì e io volevo tornarci. È avvenuto tutto molto naturalmente”, ha raccontato Dossena.
Dossena non ha nascosto il rapporto particolare costruito con il club e con la città. Il difensore ha vissuto in Sardegna momenti importanti della propria carriera, dalla promozione dalla Serie B alla Serie A sotto la guida di Claudio Ranieri fino alla successiva esperienza nel massimo campionato.
“Cagliari per me è una seconda casa, sono salito dalla B nell’anno di Ranieri e poi ho fatto un anno di Serie A prima del ritorno lo scorso gennaio. C’è tutta gente che conosco, a Cagliari sono sempre stato molto bene”, ha spiegato.
Un legame che però, al momento, non sembra destinato a trasformarsi in un nuovo ritorno visto che il Cagliari è su altri obiettivi. “Poi sul fatto di tornare non lo so, al momento non c’è questa possibilità”, ha aggiunto il difensore.
Tra i temi affrontati nell’intervista c’è stato anche Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari che ha avuto un ruolo importante nel suo ritorno in Sardegna. Dossena ha parlato positivamente dell’allenatore rossoblù, sottolineandone qualità umane e tecniche.
“Ha un bel futuro davanti, è una persona con cui puoi sempre confrontarti in maniera schietta. In campo ha ottime idee e sa lavorare bene con i giovani”, ha dichiarato.
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