Le merci che viaggiano da e per la Sardegna via mare continuano a essere la “Cenerentola del sistema di trasporto regionale”, come definito dai Riformatori sardi, promotori di una proposta di legge in Consiglio regionale per istituire un Osservatorio regionale sul trasporto merci. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di una profonda disparità tra le circa 1.500 imprese sarde della logistica, che danno lavoro a oltre 4mila persone, e quelle del resto d’Italia o d’Europa, penalizzate da costi logistici più elevati dovuti all’insularità.
“Il trasporto merci è stato fin troppo abbandonato a se stesso”, ha dichiarato il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, sottolineando come i disagi si riversino direttamente su imprese e cittadini, a causa dell’assenza di politiche di supporto strutturate. Il fulcro del problema, come spiega l’ingegnere logistico Massimiliano Manca, è rappresentato dal costo del nolo marittimo, reso ancor più oneroso dall’Ets Surcharge, la tassa ambientale applicata ai carburanti fossili nel trasporto via mare.
Oltre ai costi di trasporto, le imprese isolane affrontano spese aggiuntive legate allo stoccaggio, necessario per garantire la disponibilità di scorte in caso di emergenze o per coprire l’aumento della domanda nei periodi stagionali, come l’estate. Secondo Manca, questi oneri finiscono inevitabilmente per ricadere sugli utenti finali, poiché le aziende di logistica, salvo rare eccezioni, non sono in grado di assorbirli autonomamente.
La proposta di legge prevede un investimento di 300mila euro per la creazione dell’Osservatorio, che avrà il compito di:
censire il sistema logistico regionale,
aggiornare un’anagrafe degli operatori del settore,
produrre report e indicatori aggiornati,
analizzare i flussi stagionali e geografici,
fornire alle imprese dati utili per pianificare le proprie strategie.
Per Michele Cossa, responsabile del dipartimento Insularità dei Riformatori, e Aldo Salaris, coordinatore regionale, il problema va ben oltre la logistica: a tre anni dalla modifica della Costituzione che ha introdotto il principio di insularità, nulla è stato concretamente realizzato per dare attuazione a un diritto ora riconosciuto ma ancora privo di strumenti attuativi.
L’istituzione dell’Osservatorio rappresenterebbe dunque un primo passo per “mettere a sistema” una rete logistica troppo a lungo ignorata, offrendo un supporto concreto alle aziende e contribuendo a ridurre un gap strutturale che penalizza la Sardegna sul piano economico e competitivo.
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