L’inchiesta Marongiu sembra ormai giunta a un epilogo, il principale indiziato si è tolto la vita in carcere, mentre i presunti complici sono stati rimessi in libertà per decisione del Riesame di Cagliari.
La sera del 9 luglio 2024, la piazza principale di Arzana fu teatro di un’esecuzione brutale: quindici colpi di pistola colpirono a morte Beniamino Marongiu, in un agguato che le autorità collegarono sin da subito a una faida tra clan rivali per il controllo del traffico di droga in Ogliastra. A sparare furono in due, utilizzando altrettante armi.
Le indagini portarono rapidamente all’identificazione di un sospettato principale: Sandro Arzu, latitante per quasi un anno fino al 26 maggio 2025, quando fu arrestato a Cagliari. Il suo fermo sembrava poter segnare un punto di svolta nell’inchiesta, ma meno di due settimane dopo, Arzu fu ritrovato senza vita nel carcere di Uta, dove si tolse la vita.
Il contenuto della lettera lasciata da Arzu prima del suicidio, benché non ancora reso pubblico ufficialmente, avrebbe avuto un impatto determinante sull’evoluzione giudiziaria del caso.
Secondo gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato il risultato di una guerra interna al narcotraffico locale, che negli ultimi anni ha visto un’escalation di violenze nei centri montani dell’Ogliastra. Tuttavia, con Sandro Arzu morto e i presunti complici scarcerati, l’indagine potrebbe essersi esaurita, lasciando dietro di sé più ombre che certezze.
La chiusura del caso, per ora, non consente di stabilire con assoluta certezza le responsabilità complete dell’omicidio. Resta il dato inquietante di un’esecuzione a sangue freddo in una piazza pubblica, un evento che ha scosso profondamente la comunità di Arzana.
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