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Sinfonia n. 5 in Do minore (op. 67)
Contrasti violenti si susseguono a momenti più mitigati e lirici, passi ritmici tensivi si alternano a più morbidi accendi, la concitazione melodica si confronta con linee tematiche più tenui ed addolcite nel loro profilo. Infine i quattro movimenti paiono procedere in modo ineluttabile verso un compimento che pare già presagito, attraverso una sapiente progressione simbolica che conduce all'apoteosi finale.
Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore, D. 485
Partito dalle sottili inquietudini di Mozart, passato attraverso le non più placide acque dello stile supremo dei classici, vivificato dal terribile accostamento a Beethoven, non gli rimaneva ora che tentare, in campo sinfonico, la sua piccola, immatura e stuenda, "Jupiter" (Sinfonia in do maggiore, 1817-18). Poi sarebbe stato, tragicamente, solo: Schubert.
Sinfonia n. 4 in Mi minore, op. 98
Essere "moderni" non era una preoccupazione per il Brahms della Quarta Sinfonia: stringere assieme cultura e spontaneità, passato e presente, caratteristico e universale e era un campo più allettante, e la felicità stilistica di quella sintesi resta una testimonianza non più superata dall'"eroismo borghese" di Brahms.
Messa per coro a quattro voci (SATB) e quintetto d'archi.
Breve storia del Gregoriano e analisi della Missa Benedicite Gentes di Cecilia Vettorazzi, che verrà eseguita dal vivo dall'ensemble vocale Ad Maiora sabato 12 dicembre 2015 in una nuova versione, per coro e quintetto d'archi, presso la Badia di San Lorenzo in piazza Dante a Trento.
Maggiori informazioni su www.admaiora.tn.it
L'audio trasmesso in puntata è tratto dall'esecuzione in prima assoluta de I Minipolifonici, diretti da Stefano Chicco, che hanno cantato l'opera nella sua versione originale, accompagnati dall'organista Adriano Dallapé.
"O gioia ch'io non conobbi, essere amata amando...". Questa frase, pronunciata dalla protagonista Violetta nel primo atto dell'Opera, riassume perfettamente la sua caratterizzazione. Capiamo, in due puntate, la storia di Traviate e la sua struttura musicale. Dal coro "Libiamo ne' lieti calici" che tutti conosciamo alle arie meno famose.
Il primo atto e l'inizio del secondo sono stati analizzati nella puntata 7.
"O gioia ch'io non conobbi, essere amata amando...". Questa frase, pronunciata dalla protagonista Violetta nel primo atto dell'Opera, riassume perfettamente la sua caratterizzazione. Capiamo, in due puntate, la storia di Traviate e la sua struttura musicale. Dal coro "Libiamo ne' lieti calici" che tutti conosciamo alle arie meno famose.
La fine del secondo atto e il terzo verranno analizzati nell'ottava puntata.
L'autore francese ci racconta, attraverso l'orchestra, una bella fiaba: la bella addormentata, nel sonno vede il piccolo Pollicino, Laideronette e le sue pagode, la bella e la bestia, che, con una magia diventa principe e bacia la bella addormentata, risvegliandola.
Cantata in 6 movimenti per coro, soli e orchestra.
Nei sei numeri della Cantata il coro, che è la voce dei popoli europei, e i solisti, che sono personificazioni come Vienna e tipi allegorici come il Genio, il Condottiero delle genti e la Veggente, esprimono l'entusiasmo generale per la splendida assemblea di sovrani e per «l'Aquila bicipite che tra fulmini e vento ha alzato la sua gente a tanta gloria».
In questa puntata si analizzano i movimenti quattro, cinque e sei, gli altri sono stati analizzati nella puntata precedente.
Nei sei numeri della Cantata il coro, che è la voce dei popoli europei, e i solisti, che sono personificazioni come Vienna e tipi allegorici come il Genio, il Condottiero delle genti e la Veggente, esprimono l'entusiasmo generale per la splendida assemblea di sovrani e per «l'Aquila bicipite che tra fulmini e vento ha alzato la sua gente a tanta gloria».
In questa puntata si analizzano i primi tre movimenti, gli altri verranno analizzati la settimana prossima.
Siete mai stati in Scozia? Felix Mendelssohn sì, all'età di 20 anni, nel 1829, durante un viaggio in Gran Bretagna. Ne rimase così incantato e felicemente impressionato che ne fece l'ispirazione per una Sinfonia, eseguita solo nel 1842. Pur essendo la quinta sinfonia che Mendelssohn completa, per una serie di vicissitudini editoriali, viene pubblicata come terza e, da allora, la conosciamo così.
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