Le lane prodotte nei territori dell’area marittima tra Italia e Francia, così come quelle europee, rappresentano una risorsa ampiamente sottovalutata. Il loro declino è dovuto a diversi fattori: la loro qualità media non risponde alle esigenze dei mercati della moda e dell’abbigliamento; la diffusione di fibre alternative; i costi elevati di produzione e la carenza di infrastrutture per la trasformazione rendono spesso più conveniente utilizzare lane di importazione.
Quando la lana sucida non viene avviata a processi di trasformazione deve essere smaltita come rifiuto speciale (categoria 3), secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Quest’ultima, a tutela della salute pubblica, degli animali e dell’ambiente, disciplina in modo rigoroso sia la logistica sia le modalità di smaltimento. Questo comporta un onere significativo e difficilmente sostenibile per gli allevatori.
Gli Stati Generali della Lana, convocati grazie al progetto europeo MARLAINE, si propongono di raccogliere le istanze e le proposte degli attori coinvolti nelle diverse filiere: allevatori, associazioni di categoria, commercianti, trasformatori, aziende del settore moda, dell’arredamento e del tessile tecnico (geotessile, agrotessile, bioedilizia).
Al centro del dibattito gli allevatori, protagonisti non solo come produttori di un materiale dalle straordinarie potenzialità, ma anche in quanto custodi dell’ambiente e del territorio. Un confronto per mettere in luce il loro ruolo strategico nella transizione verso sistemi produttivi più sostenibili.
Una gestione oculata del pascolo ovino, infatti, favorisce la biodiversità del suolo e dei foraggi, contrastando l’erosione e contribuendo a prevenire la diffusione degli incendi. Promuovere l’impiego della lana in un sistema di economia circolare consente in sostanza di ridurre gli sprechi, generare nuove opportunità economiche e sostenere chi presidia e tutela le aree interne e marginali.
Il rilancio della lana passa anche attraverso lo sviluppo di strumenti organizzativi e percorsi di formazione dedicati agli allevatori affinché possano produrre lane selezionate e di maggiore qualità. Questa strategia non solo consente di tutelare la biodiversità ovina, ma risponde anche alla crescente domanda di sostenibilità espressa dal mondo della moda e del design tessile di alta gamma.
PROGRAMMA10:00 Lana e territorio. Strategie circolari per una bioeconomia sostenibile
- Sara Bortolu, MARLAINE – CNR Istituto per la BioEconomia
- Raffaella Taddeo, MAXSHEEP – Università di Chieti-Pescara
10:20 La Via della Lana: quando il valore nasce dal greggeModera Raffaella Ponzio, coordinatrice dei progetti della Biodiversità di Slow Food Italia
- Giuseppe Demelas M/U, Samugheo, Italia – MARLAINE
- Angela Saba, Presidio Slow Food del Pecorino a latte crudo della Maremma
- Emilie Oliver, Associazione Lo Recampum, La Brigue, Francia – MARLAINE
- Cristina Ferrarini, Associazione per la promozione e tutela della pecora Brogna, Presidio Slow Food
- Gianfranco Bussu, Azienda Debbene Bussu Formaggi, Presidio del Prati stabili e pascoli
11:00 Intervallo11:30 Tavola rotonda – Fila la lana, fila i tuoi giorni: per una filiera della lanaModera Cristina Nadotti, giornalista ambientale e scrittrice
- Massimiliano Venusti, Agenzia Laore Sardegna
- Pier Carlo Buscaglia, direttore di stabilimento ed amministratore delegato, Pettinatura di Verrone, Gruppo Schneider e Rete Slow Fiber
- Patrizia Maggia, Agenzia Lane d’Italia
- Giusy Bettoni, C.l.a.s.s. – Creativity lifestyle and sustainable synergy
- Pascal Gautrand, Made in Town e Collectif Tricolor, Francia
- Chiara Spigarelli, Agrivello
12:20 Dibattito12:50 Restituzione e conclusione dei lavoriGli Stati Generali della Lana sono stati organizzati grazie ai fondi del progetto MARLAINE Bioeconomia circolare e strategie di sostenibilità per lo sviluppo della filiera della lana dei territori transfrontalieriQu