In ogni posto di lavoro, per anni, si è sentita rivolgere insulti razzisti da colleghi, clienti e soprattutto datori di lavoro.
È la storia di una lavoratrice 26enne nata a Bergamo, figlia di genitori originari del Burkina Faso. Si è rivolta alla Cgil locale per altri motivi, per una differenza retributiva da recuperare, da lì ha scelto di rompere il silenzio sulle discriminazioni che ha subito nei lavori che ha fatto.
Ci ha raccontato così la sua esperienza.