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By Radio PopolareNews
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  • Il calciatore Stephane Omeonga accusa la polizia italiana di averlo picchiato
    Il calciatore Stephane Omeonga ha detto oggi di avere avuto conferma dalle auorità di Israeliane di non essere su alcuna black list di Tel Aviv. Con questa motivazione era stato fatto scendere da un aereo diretto in Israele in partenza da Roma e la Polizia, si vede in un video, aveva usato con lui le maniere forti. Non solo: il calciatore belga di origine congolese, in forza a una squadra israeliana, aveva denunciato di essere in seguito stato picchiato dagli agenti che lo avevano fermato. La polizia nega e aveva fatto sapere informalmente che il motivo per cui era stato fatto scendere dall’aereo fosse la black list.
    I modi della polizia italiana erano pochi mesi fa stati denunciati dagli organismi dell’unione europea che si occunano di monitorare le attività delle forze di polizia. I nostri agenti sarebbero responsabili di diversi atti di profilazione razziale, ossia discriminazione in base al colore della pelle.
    Omeonga ha 28 anni e in passato ha giocato in Italia, vestendo anche la maglia del Genoa.
    Abbiamo intervistato Claudio Onofri, ex capitano del Genoa, bandiera della squadra rossoblu.
    2 min
  • Le zone rosse e l'ossessione per la sicurezza
    Sono 50, secondo i dati della Questura di Milano, le persone che la notte di Capodanno sono state allontanate dalle zone rosse istituite in città. Si tratta di aree dove chi ha precedenti penali o ha atteggiamenti aggressivi o sospetti può essere allontanato, su decisione degli agenti di polizia presenti in piazza. Le zone rosse sono state istituite dalla prefettura e hanno suscitato la reazione molto negativa dalla Camera Penale: secondo gli avvocati, è un precedente pericoloso che mette a rischio le libertà individuali. Molto tiepida invece la politica. Sono poche le voci che si sono levate, anche da sinistra, contro un provvedimento che resterà in vigore per i prossimi tre mesi.
    Luigi Ambrosio ha intervistato il professore di criminologia della Statale di Milano Roberto Cornelli. Le zone rosse di Milano sono solo l’ultimo di una serie di provvedimenti securitari che, uniti alle riforme istituzionali volute dal governo, delineano un quadro preoccupante, spiega Cornelli:
    8 min
  • Per l'Iran Cecilia Sala ha violato le leggi della Repubblica islamica
    L’Iran ha confermato ufficialmente l’arresto di Cecilia Sala.
    Lo scrive l’agenzia IRNA, citando il ministero della Cultura di Teheran.
    Il comunicato dice che la giornalista italiana ha violato leggi della Repubblica islamica e che le sono stati garantiti l’accesso consolare e il contatto telefonico con la famiglia.
    Formalmente, quindi, Sala avrebbe agito in maniera illegale, ma al momento non viene fornita ufficialmente alcuna specifica. Cecilia Sala è stata arrestata il 19 dicembre, poco prima del suo previsto rientro in Italia. Era in Iran con regolare visto giornalistico.
    Un’ipotesi è che la sua vicenda sia intrecciata a quella dell’arresto in Italia, pochi giorni prima, di un cittadino iraniano su richiesta americana.
    La trattativa tra Roma e Teheran potrebbe quindi in qualche modo coinvolgere anche gli Stati Uniti.
    Il parere di Mario Giro, già vice-ministro degli Esteri, intervistato da Emanuele Valenti.
    4 min
  • A Milano scattano le "zone rosse" volute dal prefetto Sgaraglia
    In vista dell'ultimo giorno dell’anno in molti Comuni sono previsti divieti e restrizioni nei luoghi pubblici. A Milano, ad esempio, è entrata in vigore un’ordinanza del prefetto Claudio Sgaraglia che ha disposto il "divieto di stazionamento" in cinque "zone rosse".
    Nelle vicinanze di Piazza Duomo, della Darsena e dei Navigli, delle stazioni ferroviarie di Milano Centrale, Porta Garibaldi e Rogoredo, la polizia potrà allontanare, anche in via preventiva, “soggetti pericolosi” e “destinatari di segnalazioni per reati contro la persona, furti e in materia di stupefacenti” ha comunicato la prefettura.
    L’ordinanza sarà valida fino a fine marzo ed è coerente con un’impostazione che prevede, almeno sulla carta, forme di controllo dello spazio pubblico sempre più rigide in nome della sicurezza. Ne abbiamo parlato con Rossella Selmini, docente di criminologia e sociologia all’università di Bologna.
    2 min
  • Agitu Ideo Gudeta: una pastora etiope in Trentino
    Agitu Ideo Gudeta, una pastora etiope in Trentino un podcast di Claudio Agostoni musiche di Saba Anglana regia e montaggio di Roberto Cirillo. Nata ad Addis Abeba il 1° gennaio 1978, la pastora Agitu Ideo Gudeta è stata un’attivista per i diritti umani e contro le speculazioni e gli espropri forzati dei latifondisti che costringono gli allevatori locali ad abbandonare i loro terreni. Arrivata in Italia a 18 anni e, dopo aver conseguito la laurea in Sociologia a Trento, era poi tornata in Etiopia per dedicarsi a progetti di economia sostenibile contro l’inquinamento e la devastazione ambientale. Il suo impiego l’aveva resa invisa al governo, a rischio di arresto e minacciata di morte. Tornata a Trento, dopo una serie di peregrinazioni, Agitu aveva trovato nella Valle dei Mocheni il luogo in cui portare avanti la sua visione: il progetto di una piccola economia sostenibile, vivere in armonia con la natura e allevare la capra pezzata mochena, di razza autoctona, che ha bisogno di mangiare poco per produrre molto latte, senza dover quindi essere nutrita con mangimi. Grazie alle conoscenze apprese dalla nonna e dai pastori al fianco dei quali aveva lottato, Agitu aveva iniziato recuperando, come avrebbe voluto fare nella sua terra d’origine, terre abbandonate, facendole diventare una risorsa. Nel suo maso, con il latte fornito dal suo gregge, faceva il formaggio con metodi tradizionali e a vendita diretta. Agitu è morta a Frassilongo il 29 dicembre 2020, vittima di femminicidio, uccisa da un pastore ghanese che lei aveva aiutato, accogliendolo come collaboratore nella sua azienda agricola. Con questo podcast, della durata di 60 minuti, cerchiamo di ricostruire la sua storia, utilizzando le voci di chi l’aveva conosciuta nel suo lavoro in Trentino, dalla Vallarsa alla Val di Gresta, sino alla Valle dei Mocheni. Ma soprattutto grazie alla sua voce, registrata anche quando eravamo andati a trovarla, con un gruppo di ascoltatori di Radio Popolare, poche settimane prima che venisse assassinata.
    1 hr
  • La giornalista Cecilia Sala è stata arrestata in Iran
    La giornalista Cecilia Sala è stata arrestata a Teheran. La notizia è stata diffusa oggi dalla Farnesina, ma la giornalista è stata fermata il 19 dicembre dalla polizia di Teheran. L'ambasciatrice italiana l'ha visitata per verificare le sue condizioni. Si trova, dal momento dell'arresto, in una cella di isolamento nella prigione di Evin dove vengono detenuti, solitamente, i dissidenti iraniani. È un penitenziario simbolo della repressione politica del regime. La notizia dell'arresto è stata mantenuta riservata finora perché sono in corso da giorni trattative tra il Governo italiano e il governo iraniano per la liberazione. Da quello che si è saputo, Cecilia Sala aveva un visto giornalistico per lavorare per un certo periodo in Iran che era stato rilasciato dall'ambasciata iraniana a Roma. Non si sa perché sia stata arrestata né quali siano le motivazioni. Cecilia Sala, 29 anni, romana, scrive sul quotidiano Il Foglio e pubblica un podcast al giorno sulla piattaforma Chora Media. Al Giornale Radio di oggi abbiamo sentito la vicedirettrice de Il Foglio, Paola Peduzzi.
    2 min
  • Enrico Dalceri presenta Ricordati il Bonsai, il nuovo spettacolo dei Legnanesi
    Torna anche nella stagione 2024/2025 il tradizionale appuntamento con la comicità dei Legnanesi con il nuovo spettacolo "Ricordati il Bonsai".
    La Famiglia Colombo sarà protagonista, insieme ai personaggi del cortile e ai coinvolgenti boys, di un nuovo show pieno di risate, colori e maestosi quadri musicali della Rivista all’italiana. Ira Rubini ne ha parlato con Enrico Dalceri
    9 min
  • Il papa a Rebibbia, un incontro toccante anche per un osservatore laico
    La visita di papa Francesco al carcere di Rebibbia, dove, in una funzione che in molti momenti ha rotto il cerimoniale previsto, Bergoglio ha incontrato detenuti, parenti e operatori carcerari, in occasione dell'apertura della seconda "porta santa" per il giubileo 2025. Stefano Bocconetti dell'associazione Antigone era a Rebibbia ed è stato intervistato da Alessandro Principe: ha raccontato di un incontro molto toccante, anche per un osservatore laico e critico nei confronti del Vaticano.
    4 min
  • I bambini sono le prime vittime dell'assedio di Gaza
    L'accordo per il cessate al fuoco si è allontanato di nuovo. Continuano gli attacchi israeliani e le vittime palestinesi non sono solo provocate dalle armi: mancano cibo e materiali per affrontare l'inverno. Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, intervistato da Roberto Maggioni racconta come la situazione umanitaria di Gaza sia attualmente di gran lunga la peggiore in tutto il mondo, soprattutto per i bambini.
    5 min

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