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By Radio PopolareNews
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  • I Polythene Dreams tra psichedelia, viaggi spaziali e contraddizioni dell’uomo moderno
    Si intitola “Jules and I” il disco di debutto dei Polythene Dreams, collettivo che scrive, registra e produce i suoi brani in totale autonomia a Bologna, in uno studio che è una sorta di “base segreta”. “Non vi diremo dove si trova ma ci piaceva l’idea di una piccola realtà artigianale musicale che ci permettesse di occuparci di tutte le parti del processo”. Tra sperimentazioni psichedeliche e derive post rock, l’album dei Polythene Dreams esplora non senza ironia la condizione dell’uomo contemporaneo “tra velleità di conquistare l’universo e le fragilità del quotidiano”. Un viaggio accompagnato anche da nove video che arricchiscono un immaginario estetico futuristico e malinconico allo stesso tempo. “C’è stata una ricerca di immagini ritrovate, grazie anche al bellissimo lavoro della Cineteca di Bologna, abbiamo scelto immagini ‘futuristiche’ che risalgono per esempio a vecchie pubblicità degli anni 50”. Ascolta l’intervista e il MiniLive dei Polythene Dreams.
    25 min
  • Il Gran Ballo Excelsior, capolavoro della Compagnia Colla, torna al Piccolo Teatro Grassi
    In scena al Teatro alla Scala nel 1881, il “gran ballo” Excelsior è ideato da Luigi Manzotti, con musiche di Romualdo Marenco, per celebrare il progresso, la scienza e il trionfo della Luce contro l'Oscurantismo, attraverso undici quadri che esaltano le opere e le invenzioni di quel periodo: dal battello a vapore al piroscafo, dal canale di Suez al traforo del Moncenisio. 
    Uno spettacolo grandioso, simbolo dell’ottimismo positivista, che ebbe da subito un enorme successo: nel 1895, quattordici anni dal debutto, entra già nel repertorio delle “teste di legno” dei Colla. Ira Rubini ne ha parlato con Franco Citterio della Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli, in scena al Piccolo Teatro Grassi fino a domenica 28 giugno.
    11 min
  • Bonifica e non bonifici: la lotta contro i PFAS nell'Alessandrino
    Nella storia italiana disseminata dai disastri ambientali va a processo stamattina una storia pluridecennale quella della ex Solvay di Spinetta di Marengo (ultima udienza preliminare con imputati due ex dirigenti della società) e dell’inquinamento da PFAS, una storia prima taciuta, poi negata e infine emersa grazie agli studi epidemiologici che i comitati di cittadini si sono finanziati e poi da quelli ufficiali di Arpa e Regione Piemonte, come ci spiega Lorenza Neri che fa parte del comitato Stop Solvay, che con il movimento "Ce l’ho nel sangue", denuncia da anni la contaminazione nell'area di Spinetta Marengo.
    Oggi il tema non è il processo, ma il suo svuotamento con una campagna di risarcimenti portata avanti dalla multinazionale chimica Syensqo (ex Solvay) che ha già pagato 100mila euro al Comune di Alessandria e offre 8mila euro a ogni cittadino danneggiato. “Ci aspettiamo che regione Piemonte e ministero dell’Ambiente che sono all’interno del processo non accettino alcuna transazione economica è una posizione politica che pretendiamo venga presa”. Fine produzione e bonifiche sono le richieste, sempre le stesse. Ma cosa sono i PFAS? La spiegazione di questo “inquinante eterno” è affidata a Alessandro Gianni, responsabile relazioni scientifiche di Greenpeace Italia. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    14 min
  • I Bye Parula: da Montréal un viaggio tra pop, funk e contaminazioni senza confini
    “Ci lavoriamo dal 2023, siamo molto contenti che sia finalmente uscito, la risposta fino a qui è molto positiva”. Così racconta sul nuovo album Sergio D’Isanto, batterista del trio internazionale Bye Parula, oggi ospite di Volume. Il progetto, di stanza a Montrèal, unisce Italia, Francia e Cile: “Ci siamo conosciuti tramite amici in comune, appena dopo il Covid. Abbiamo fatto una piccola sessione in studio e tra noi è stato come un colpo di fulmine”. Tra pop, funk, world music e italodisco, il nuovo disco dei Bye Parula ‘Something Out Of Nothing’ è un viaggio cosmopolita e ricco di contaminazioni che alterna momenti luminosi e ballabili ad altri più intimi e riflessivi: “Il titolo arriva direttamente dalla nostra storia, tre musicisti che provengono da tre Paesi diversi, si incontrano casualmente e creano qualcosa dal nulla.” Ascolta l’intervista ai Bye Parula.
    27 min
  • A Milano una chiesetta dell'anno Mille sopravvive in mezzo allo spartitraffico grazie al sostegno popolare
    L'oratorio di San Protaso al Lorenteggio e Chiesa delle Lucertole, costruito intorno all'anno 1000 come cappella del vicino monastero dei Benedettini, e poi degli Olivetani, è un luogo inconfondibile del quartiere Lorenteggio/Giambellino di Milano. E’ la più piccola chiesa della città  e sorge nello spartitraffico della via Lorenteggio. Al suo interno ci sono affreschi di varie epoche. ha attraversato i secoli sopravvivendo a guerre, invasioni, demolizioni e ricostruzioni e fu usata per il culto fino agli anni '50. La chiesetta scampò alla demolizione in varie occasioni: dapprima fu Barbarossa a risparmiarla, Napoleone la usò come deposito delle armi, Federico Confalonieri vi organizzò le riunioni dei Carbonari, che vi accedevano attraverso un cunicolo collegato alle mura della città, nel 1947 la ruspa che doveva distruggerla per fare posto ai palazzi del boom si fermò perché aveva finito la benzina e recentemente la linea della metropolitana M4 aveva fatto temere lo "spostamento" della chiesetta in altro luogo, ma anche stavolta la gente del quartiere è riuscita a salvarla, chiedendo al Comune di modificare leggermente il tracciato. Oggi l'Associazione Amici di San Protaso e molti volontari e partner vegliano sulla cappella e si fanno carico di aprirla al pubblico ogni fine settimana, oltre a curare un programma di mostre, presentazioni, incontri e musica.
    L'artista Nino Alfieri e sua moglie Pina Cicero sono fra i più impegnati nella salvaguardia di San Protaso, come hanno raccontato a Ira Rubini in Cult, durante la tappa del tour "Falla con noi" di Radio Popolare alla Casetta Verde di via Odazio.
    12 min
  • Caldo è “crisi umanitaria”: se non si agisce può solo peggiorare
    Per la prima volta il discorso annuale sulla crisi climatica del Segretario generale dell’ONU è stato pronunciato non davanti ai rappresentanti dei governi ma davanti a imprenditori, sindaci, società civile radunati nel London Climate Action Week, ce lo racconta proprio dalla conferenza Caterina Sarfatti, direttrice generale per l'inclusione e la leadership globale di C40 (rete globale di città e sindaci per il clima), che ci ricorda il titolo di 'Libération' di qualche giorno fa, già nel pieno dell’ondata di calore, “Bisogna politicizzare la canicola”: “E’ una questione sanitaria, economica, sociale, è una responsabilità collettiva e politica, soprattutto di fare in modo che almeno non peggiori visto che continuiamo a bruciare fossili”. Sarfatti spiega come si preparano le città (il nemico è l’asfalto ma anche la sostenibilità, ad esempio dei data center) e come d’altra parte la negazione climatica sia sempre più subdola: “Ma è solo riducendo la domanda di gas e petrolio che potremmo fermare l’escalation, il dibattito politico deve concentrarsi su questo”. Eppure di fronte a eventi molto chiari come treni che si fermano, scuole chiuse o monumenti che diventano inaccessibili per il calore, non si percepisce l’allarme nemmeno quello sanitario: “L’Europa è la parte del mondo più esposta al cambiamento climatico e l’Italia è un hotspot, c’è una emergenza per cui i governi non sono ancora preparati”, spiega Nicoletta Dentico direttrice del programma di salute globale presso la Society for International Development (SID) e docente di Salute globale all’Università La Sapienza di Roma. “La fascia di popolazione esposta è amplissima e quella più vulnerabile è più vasta di bambini e anziani, pensiamo ai detenuti, ai migranti nei centri di espulsioni, fino agli studenti, tutti quelli che stanno al chiuso”. Dentico racconta il paradosso dell’aria condizionata che il governo francese vorrebbe far diventare obbligatoria ma che ha tutti i suoi limiti. “La Croce rossa internazionale ha definito queste ondate di calore la grande questione umanitaria che dovremo affrontare d’ora in poi”. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    14 min
  • Liberi gli attivisti italiani della Flotilla di terra, dopo un mese di detenzione in Libia: Domenico Centrone e Leonarda Alberizia
    Sono stati liberati gli attivisti italiani della Flotilla di terra detenuti da più di un mese in Libia, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Tajani. Insieme a loro, ha spiegato Tajani, è stato affidato al console italiano a Bengasi anche un terzo attivista, Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana. Domani i tre faranno rientro in Italia, ha aggiunto il titolare della Franesina, ringraziando il personale del ministero e l’intelligence. Matteo Lefons ha raggiunto il fratello di Leonarda Alberizia, Giuseppe. Ai nostri microfoni la sua gioia per la liberazione della sorella.
    1 min
  • Mike Kinsella e il ritorno degli American Football tra memoria, errori e nuove letture del passato
    A Volume è passato Mike Kinsella, voce e anima degli American Football, alla vigilia del nuovo tour legato all’ultimo album della band. Un ritorno che come dice lui stesso lo trova “felicemente esausto”, in equilibrio tra la fatica di un tour tutto da affrontare e l’entusiasmo di ripartire ancora una volta.
    Il nuovo disco degli American Football segna per Kinsella un ulteriore capitolo di quella che definisce la “terza vita” della band, dopo scioglimento e reunion: un progetto che non avrebbe dovuto continuare e che invece è tornato a esistere in modo quasi accidentale. “Mi piace vedere le canzoni prendere forma e svilupparsi”, racconta, sottolineando come il processo creativo resti ancora oggi la parte più viva del suo lavoro.
    Ripensando ai dischi del passato, Kinsella osserva come oggi quelle stesse canzoni assumano un significato diverso, quasi come se fossero state scritte da qualcun altro. “Non abbiamo mai scritto musica per fare festa, è sempre stata musica da ascoltare da soli”, spiega, rivendicando la natura intimista del progetto.
    Non manca il rapporto con il pubblico, sempre più trasversale: dalle prime generazioni di ascoltatori fino ai fan più giovani, che hanno trasformato gli American Football in una band intergenerazionale. Un percorso che Kinsella legge più come una conseguenza del tempo che come un traguardo, ma che oggi gli permette di continuare a portare quelle canzoni in giro con rinnovata consapevolezza e gratitudine.
    E poi l’Italia, che definisce senza esitazioni il suo “posto felice”: un luogo in cui anche le giornate storte sembrano meno pesanti, “come una brutta giornata al mare, ma pur sempre al mare”. Per non parlare dei tennisti… L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Mike Kinsella degli American Football.
    39 min
  • Restituire il giusto merito a generazioni di cantautrici italiane
    "Matrilineare" (Minimum Fax) è il titolo di un libro di Piergiorgio Pardo, docente e saggista, ispirato a un disco curato dai C.S.I. nel 1996. Il libro vuole restituire il merito e il rilievo che generazioni di cantautrici italiane si sono viste negare per decenni, nel nome della figura a senso unico del "cantautore". Pardo ricostruisce la storia del cantautorato femminile italiano, disseminato tanto di ostacoli quanto di gioielli di pensiero divergente, matrilineare appunto. Attraverso interviste alle protagoniste (Nada, M¥SS KETA, Donatella Rettore, Cristina Donà, Margherita Vicario e molte altre), quello che viene fuori è un panorama vivacissimo, di resistenza e lotta, creatività e ricerca di spazi per esprimersi. Ira Rubini ha intervistato Piergiorgio Pardo a Cult.
    14 min
  • Piano casa: il governo copia il modello Milano e punta sugli sfratti
    Dopo due anni di annunci il Piano casa sta diventando legge tra Camera e Senato, ma cosa contiene davvero? "Il piano annuncia di voler espandere la offerta di alloggi popolari, ma non destina fondi a questo scopo, si occupa solo di manutenzione e di una parte delle case popolari non di tutte. Ne prevede anche la dismissione per via governativa, per pagare il debito pubblico non per reinvestire nel settore dell’edilizia pubblica”, spiega la geografa e giurista Daniela Festa, ricercatrice alla Sapienza di Roma. “Il cuore del piano casa è dedicato alla Edilizia Residenziale Sociale” ovvero per coloro che non possono accedere alla casa popolare ma nemmeno al mercato immobiliare, soprattutto a causa degli affitti aumentati del 35% negli ultimi anni, spiega la ricercatrice, ma il piano pur prevedendo programmi da almeno un miliardo si fondano su una serie di aiuti e semplificazioni per gli investitori privati che assomigliano molto a quelle concesse in questi anni a Milano. Insomma più che un piano casa un volano per il mercato e i suoi operatori più grandi. L’unica cosa sicura è l’accelerazione delle procedure di sfratto che sono già 40mila e che aumenteranno, producendo un cortocircuito evidente: “Ma non erano proprio queste famiglie nella zona grigia i destinatari del piano?”. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia a Daniela Festa.
    8 min

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