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By Radio PopolareNews
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  • Più imprese femminili a Milano, Monza Brianza e Lodi. Oltre 56.000 nel capoluogo
    Crescono le imprese femminili a Milano, Monza Brianza e Lodi, territori in cui rappresentano una impresa su cinque, secondo i dati delle Camere di Commercio a fine 2025. A Milano sono 56.885, in aumento rispetto alle 56.718 di due anni prima. In testa, nel capoluogo, le imprese femminili nel settore dei servizi alle imprese, poi del commercio e in terza posizione dei servizi alla persona. Aumentano anche le imprese guidate da donne nei settori innovativi e nella ricerca, con più di 7800, di cui oltre 6200 a Milano. “Le imprese femminili sono più solide, performano bene e tendono ad essere più innovative e sostenibili”, commenta Chiara Cormanni, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
    5 min
  • “Attenzione al passato, perchè se si dimentica poi torna”: Flavio Giurato a Radio Popolare
    A 9 anni dall’ultima volta, è uscito un nuovo album di Flavio Giurato, apprezzato cantautore romano attivo fin dal 1978. “Un disco ogni 6 anni, una media non proprio frenetica”, scherza il cantautore ai microfoni di Volume, commentando il nuovo lavoro intitolato ‘Il Console Generale’. Il disco si presenta con una copertina “quantistica” che cambia in base al punto di osservazione: “Dal basso è una mappa stellare, dall’alto sono le luci di un campo di sterminio”, spiega il musicista. Contiene otto canzoni intime e “non allineate”, che parlano di chi siamo adesso, di chi vorremmo essere “nell’era della sostituzione dell’intelligenza” e dell’importanza di non dimenticare il passato: “Se non facciamo memoria, se non ricordiamo il passato, il passato poi torna”. Ascolta l’intervista a Flavio Giurato.
    33 min
  • Moni Ovadia in Mody Dick al Carcano: Achab e l'ossessione della vendetta
    Moby Dick è la storia di un’ossessione epica. Moby Dick non è una balena, è una condanna, una maledizione che diventa sfida tra uomini. Il Pequod è il vascello stregato che porta la ciurma verso la perdizione. Achab è ossessionato dalla vendetta, è uomo empio che disconosce Dio, l’uomo dell’oltre e della violazione. Starbuck è il suo alter ego, voce della prudenza, della coscienza, testimone di una visione teocentrica che si scaglia contro la blasfemia dell’odio di Achab verso la balena bianca.
    In questo Moby Dick diretto da Guglielmo Ferro, che vede Moni Ovadia protagonista, la narrazione teatrale inizia sul Pequod, dove si consumerà la tragedia di tutti i personaggi, in un susseguirsi frenetico di tempeste, battute di caccia, avvistamenti, bonacce, canti, riti pagani e preghiere e… una balena bianca in un abisso nero. Non c’è redenzione sul Pequod, solo una fitta nebbia. L'intervista di Ira Rubini a Moni Ovadia a Cult.
    10 min
  • Iran. Dai curdi alla Lega Araba, gli Usa cercano alleati
    Laura Silvia Battaglia ci aggiorna sull'allargamento del conflitto, le voci di sollevamento delle minoranze interne dall'Iran (invocate dagli Usa) e le condizioni per le monarchie del Golfo per rispondere agli attacchi. Eric Salerno, giornalista e scrittore esperto di Israele, spiega l'unità israeliana nel momento della guerra, ma anche la stanchezza della popolazione tra scuole e università chiuse, negozi a singhiozzo, allarmi aerei e le elezioni ad ottobre. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    16 min
  • Maro racconta il nuovo album e il legame indelebile con le proprie origini
    In attesa del concerto di domani sera al Fabrique di Milano, a Volume è passata a trovarci Maro, artista portoghese già conosciuta e apprezzata nel panorama internazionale. ‘So Much Has Changed’ è il titolo del suo nuovo album uscito da poco, che con sonorità indie folk elettroniche racconta la crescita dell’artista e il suo differente punto di vista sulle cose ora che ha compiuto 30 anni. “È un cambio di prospettiva: non sono cambiata io come persona, la vita è sempre la stessa, ma è cambiato il mio modo di guardare alle cose. C’è più consapevolezza, perchè la vita è breve, ma anche una certa leggerezza nel prendere le cose come vengono”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Maro.
    28 min
  • A Mantova ritorna la Biennale della Fotografia Femminile
    La Biennale della Fotografia Femminile, che si svolgerà dal 6 al 29 marzo a Mantova in varie sedi, si intitola "Liminal": la soglia, il luogo non definito prima di arrivare a una destinazione. Un limbo da attraversare per raggiungere un risultato vicino, ma non ancora perfettamente delineato. In questo momento di passaggio, le regole ritenute valide fino a quel momento potrebbero non esserlo più. Le persone che abitano questa dimensione ambigua si confrontano con incertezza e disorientamento, consce che, se il passato è definito, il presente sta mutando sotto i loro piedi e il futuro è più che mai nebuloso, ed è impossibile prevedere il punto di approdo. Una sola cosa è chiara, c’è un processo di cambiamento profondo in atto che sconquassa le mura della normalità e dello stabilito, portando a volte a visioni di un futuro radioso, altre volte a scoperchiare oscurità sopite che pullulano nella pancia del mondo. È un tempo dove tutto viene rimesso in discussione e le mutazioni sono accelerate, nel bene e nel male. Tiziana Ricci ha intervistato la direttrice artistica Alessia Locatelli.
    10 min
  • Guerra all’Iran, giorno 5: la scommessa del logoramento
    A ogni attacco una reazione, per ora la guerra scatenata da Trump e Netanyahu contro l’Iran è in questo scenario: “Non è contemplabile al momento una via d’uscita. Tutti gli attori scommettono sul tempo e su come allungare il conflitto possa fiaccare l’avversario: l’Iran punta a una guerra di usura resistendo al tentativo di capitolazione, mentre Usa e Israele puntano a esaurire le scorte di missili iraniani” spiega Luigi Toninelli, analista dell’ISPI, esperto di Medio Oriente. Allo stesso tempo, la continuità della linea politica del regime iraniano con la nomina del figlio di Khamenei, molto legato ai pasdaran, ci dice del tentativo di serrare le file degli ayatollah, mentre Trump si appella ai peshmerga curdi in Iran e Iraq per aprire un fronte interno. Mentre Ori Goldberg, analista israeliano, ci spiega il sostegno alla guerra da parte dell’opinione pubblica israeliana: “Non è il cambio di regime l’obiettivo che sta cercando Netanyahu, ma è mantenere il potere dimostrando che, costi quel che costi, le vite ebraiche valgono più di tutte le altre”. Le interviste di Cinzia Poli, Claudio Jampaglia e Martina Stefanoni.
    13 min
  • “Dalle donne ci si aspetta molto di più”: Georgia Georgia racconta il nuovo album
    Oggi a Volume è passata a trovarci Georgia Georgia. giovane musicista di Verona che ha da poco pubblicato il disco di debutto. La scelta del nome d’arte è un evidente omaggio a Phoebe Bridgers - spiega Giorgia ai nostri microfoni - cantautrice statunitense che è stata fondamentale nella sua formazione di musicista. Con sonorità pop rock a cavallo tra anni 90 e 2000, il nuovo album "Looking for Affection" racconta un percorso di crescita molto personale tra fragilità, bisogno di sentirsi apprezzati, sbagli, cadute, e quella voglia di rialzarsi nonostante tutto. Tra un brano e l’altro Giorgia ci ha raccontato anche come sta vivendo da giovane musicista donna l’industria musicale: “purtroppo qualche preconcetto c’è, ho spesso l’impressione ci sia molta più attenzione su come ti presenti, sembra sempre che dalle donne ci si aspetti molto di più”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di Georgia Georgia.
    24 min
  • La guerra in Iran, al giorno tre il fronte si allarga
    L’ambasciata USA a Ryad colpita con due droni, evacuata anche quella in Kuwait, l’invito a lasciare Israele ai cittadini statunitensi, e l’esercito israelino che si posiziona dentro il confine libanese. Gli aggiornamenti del terzo giorno di guerra e del suo allargamento da parte di Emanuele Valenti. Da Beirut, Mauro Pompili ci racconta una notte e una mattina di bombardamenti sui quartieri a sud della città: “Di sicuro è stata colpita la sede della tv e della radio di Hezbollah, i bombardamenti sono stati pesanti anche nel sud del Libano, con l’avviso di evacuazione di ben 50 villaggi ieri notte e il bombardamento stamani. C’è un grande esodo dal sud del Libano verso la capitale e anche dai quartieri e dai Comuni nella parte meridionale della città. Il governo ha riaperto molte scuole per accogliere gli sfollati e si rivive l’esperienza di 18 mesi fa, quando furono più di due milioni i profughi interni”. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia per la trasmissione Presto Presto.
    17 min

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