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By Radio PopolareNews
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  • Carcere minorile, ancora un caso di violenze e presunte torture: la denuncia di Antigone
    È stato un esposto di Antigone, l’associazione che si occupa dei diritti dei detenuti, a originare l’inchiesta della Procura di Roma su pestaggi e aggressioni che sarebbero avvenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo. “Vi porto sopra e vi faccio carne macinata”, è una delle frasi che si leggono nella carte dell’inchiesta in cui sono indagati 10 agenti penitenziari a vario titolo per tortura, lesioni e falso ideologico. L’esposto era stato presentato a luglio dopo aver raccolto i racconti dei ragazzini reclusi e del personale medico, che raccontano non solo di minacce, ma di violenti pestaggi. Nel Rapporto sulle carceri minorili pubblicato da Antigone si legge che in quell’istituto nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi.
    La presidente di Antigone Susanna Marietti al microfono di Massimo Alberti.
    1 min
  • ‘La Maccaia’: l'album di Gaia Banfi sempre più apprezzato anche all'estero
    Circa un anno fa usciva “La Maccaia”, un album di Gaia Banfi molto apprezzato a livello internazionale per il modo in cui ha unito elettronica sperimentale e cantautorato. Oggi, nel mezzo di un tour che la sta vedendo impegnata in tutta Europa, la giovane musicista milanese è stata ospite di Volume per presentarci due nuovi brani che con quel disco hanno un forte legame: “Sono due brani che parlano di morte e di rinascita”, spiega Gaia Banfi ai nostri microfoni, “sono un po’ uno l’antitesi dell’altro. Avevo bisogno di scriverli per chiudere il capitolo ‘Maccaia’ e per metterci un punto”. Tra un brano e l’altro, suonati al pianoforte a coda del nostro Auditorium, Gaia ci ha raccontato la sua formazione musicale e il suo “rapporto molto difficile con la musica”, ci ha consigliato di ascoltare Stravinskij e detto come vede la scena alternativa italiana emergente. L'intervista di Dario Grande.
    27 min
  • Tutto il cinema di Ildikó Enyedi al Bergamo Film Meeting
    La regista ungherese Ildikó Enyedi è ospite della retrospettiva Europe, Now! alla 44esima edizione del Bergamo Film Meeting. Figura di spicco della cinematografia contemporanea, pluripremiata ai festival e candidata agli Oscar, Enyedi affonda le radici del suo cinema nella storia del Maestro Béla Tarr, scomparso all’inizio del 2026. Celebre per film come “Corpo Anima” e “Storia di mia moglie”, nel 2025 è stata premiata alla Mostra del Cinema di Venezia per il suo ultimo film “Silent Friend”. Questo film si svolge nei pressi di un enorme Gingko Biloba diventato punto di incontro di tre epoche differenti e testimone di tre personaggi: l’inizio del XX Secolo, con la battaglia per l’emancipazione e la parità di genere in un contesto tutto maschile da parte di una studentessa universitaria (l’attrice Luna Wedler); gli anni ‘70 con una ragazza e un ragazzo che studiano fiori; il 2020 in pieno lockdown con l’arrivo di un neuroscienziato (Tony Leung) che sta portando avanti un ricerca delicatissima sulla mente dei neonati. In questo film, come in altri suoi precedenti, spiritualità e realismo si confondono e la natura si trova al centro della storia come testimone dello scorrere del tempo. L'intervista di Barbara Sorrentini a Ildikó Enyedi.
    7 min
  • Il caso Albania e la propaganda di Meloni contro i giudici
    Le accuse rilanciate da giorni dai quotidiani della destra e ieri anche dalla presidente del consiglio sui giudici che “ci impediscono di rimpatriare gli stupratori trasferiti in Albania”, ha detto Meloni, segnano l’apice dell’attacco del governo alla magistratura nel pieno della campagna referendaria; ma l’accusa ai giudici suona alquanto strumentale visto che sui centri in Albania pendono due pronunciamenti della Corte di giustizia europea e il Ministero dell’Interno ammette in una nota di sapere che i trasferimenti sarebbero stati annullati. Come ci spiega la deputata del PD Rachele Scarpa, tutto inizia col trasferimento di 65 cittadini stranieri a fine pena in Albania e finisce poi con articoli di giornale con dettagli su queste persone trasferite, le loro fedine penali e altri dati che la deputata non può ottenere ma che qualcuno al ministero ha passato ai giornalisti. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    7 min
  • I Giusti della democrazia. La cerimonia al Giardino dei Giusti
    Cinque personaggi che hanno dedicato la loro vita all'impegno per la democrazia e i diritti umani sono stati onorati al Giardino dei Giusti di Milano: Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione; Martin Luther King, simbolo mondiale della nonviolenza e dei diritti civili; Vivian Silver, attivista israeliana per il dialogo, uccisa negli attacchi del 7 ottobre 2023; Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun; Aleksandra “Sasha” Skochilenko, artista e attivista russa arrestata per la protesta contro la guerra in Ucraina e liberata nel 2024. Il servizio di Michele Migone.
    2 min
  • Iran. La guerra, le proteste, il domani, visti dalle donne
    La guerra, i sentimenti contraddittori nel vedere cadere le bombe sulle città iraniane, la speranza che il regime cada, i racconti delle proteste e della feroce repressione: tre donne ospiti dell’Auditorium di Radio Popolare ne hanno parlato venerdì 6 marzo davanti a un pubblico numeroso, attento, partecipe. Leyla Mandrelli, traduttrice e attivista italo-iraniana, Elaheh Bandei, giovane iraniana, testimone delle grandi manifestazioni dello scorso gennaio, represse nel sangue e Greta Privitera, giornalista del Corriere della Sera, una delle più importanti firme sull’Iran in Italia. La serata è stata condotta da Michele Migone.
    1 hr 19 min
  • Una coreografia per raccontare il dramma delle lavoratrici migranti del libano
    Il coreografo e danzatore libanese Ali Chahrour presenta una performance che celebra le lotte e la resilienza delle lavoratrici domestiche migranti in Libano, trasformando la memoria in un canto di resistenza. "When I Saw the Sea" dà voce alle donne intrappolate nel sistema della Kafala, un regime di “sponsorizzazione” che lega il permesso di soggiorno al datore di lavoro, negando diritti, tutele e libertà, tra sfruttamento e violenze. In scena, tre interpreti raccontano le proprie storie e quelle di molte altre donne, in bilico tra una terra in fiamme e il Mar Mediterraneo, unico orizzonte di libertà. Ira Rubini lo ha raggiunto a Beirut, dove vive e da cui stava per partire per Milano.
    16 min
  • Sentirsi persi in un mondo che va a pezzi: i Dining Rooms a Radio Popolare
    Oggi a Volume sono passati a trovarci i Dining Rooms, storico duo milanese apprezzato all’estero e di culto nel panorama italiano dove già a fine anni ‘90 portò sonorità trip-hop, ambient e downtempo. Il duo, composto da Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti (già nei La Crus), ha appena pubblicato “Lost in the spinning sound”, nuovo album in cui è accompagnato dalla voce di Chiara Castello. Tra un brano e l’altro, eseguiti dal vivo nei nostri studi, ci hanno raccontato l’incontro artistico con Chiara, la nascita del disco, e la voglia di evolversi sempre in nuove direzioni anche dopo un percorso così lungo. “Lavorare con le sonorità dei Dining Rooms mi ha portato ad esplorare un anima più oscura nei testi”, racconta Chiara Castello, “si parla tanto di sentirsi persi, che è esattamente il modo in cui ci sentiamo in questi giorni storici”. Ascolta l’intervista ai Dining Rooms.
    28 min
  • "Le Vetraie ribelli" hanno rotto il tetto di cristallo
    Nel cuore pulsante di Murano, dove il vetro danza con la luce e le antiche tradizioni si mescolano con le idee nuove, è nata una storia bellissima. E' la storia di Chiara Lee Taiarol e Mariana Oliboni, due amiche con affinità elettive che hanno intrecciato le loro vite nell'arte del vetro. Si sono chiamate "Le Vetraie ribelli" e con il loro coraggio e la loro determinazione hanno rotto il tetto di cristallo di un mondo tutto maschile che guardava con diffidenza al nascere di una fornace gestita da donne. Mariana ci racconta questa bella storia. Intervista di Tiziana Ricci.
    7 min
  • Acqua e petrolio: la guerra si gioca sull’attacco e la disponibilità delle risorse
    La guerra ormai regionale scatenata dall'attacco Usa-Israele contro l'Iran colpisce anche le infrastrutture idriche di diversi Paesi della Regione che dipendono per l’acqua potabile essenzialmente dai dissalatori di acqua marina (con punte del 90% di disponibilità dì acqua da questi tipi d’impianti ad esempio per il Bahrein). Emanuele Bompan, direttore della rivista Materia rinnovabile e autore de "L'atlante geopolitico dell'acqua - Water grabbing, diritti, sicurezza alimentare ed energia" (Edizioni Hoepli) ci spiega il ruolo dell’acqua nel conflitto e chi sono i principali attori. Farian Sabahi, esperta di Iran e nostra collaboratrice, analizza la tenuta del regime e lo scontro sullo stretto di Hormuz con la minaccia dei Pasdaran di stamani di "non far passare nemmeno un barile di greggio” dallo Stretto. Una minaccia realistica? E come reagiranno gli Usa? Trump ha promesso una pioggia di fuoco senza precedenti se l'Iran bloccasse davvero Hormuz, con tutte le conseguenze che stiamo già vedendo sul prezzo del greggio internazionale e sui prezzi al consumo in gran parte del mondo. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia a Emanuele Bompan e Farian Sabahi.
    17 min

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