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  • Ora Milano ha una via intitolata a Giuseppe Pinelli "anarchico partigiano"
    Da oggi Milano ha una via intitolata a Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico ucciso in Questura a Milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, ingiustamente accusato della strage di piazza Fontana. La via intitolata a Pinelli è via Micene, la targa è stata posta a pochi metri da dove Giuseppe Pinelli viveva con la moglie Licia Rognini, nella parte popolare del quartiere di San Siro.
    Alla cerimonia d’intitolazione della via c’erano centinaia di persone, le figlie di Pinelli, Claudia e Silvia, il sindaco di Milano Beppe Sala, l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi e diversi consiglieri comunali. Dopo una raccolta firme avviata dal centro sociale Micene, la richiesta d’intitolare la via a Pinelli è arrivata a Palazzo Marino grazie ai consiglieri Carlo Monguzzi, Rosario Pantaleo, Enrico Fedrighini e Alessandro Giungi. Sentiamo le figlie di Giuseppe Pinelli, Silvia e Claudia, intervistate da Lorenza Ghidini
    2 min
  • Metropolis di Fritz Lang torna al cinema, sonorizzato da grandi nomi della scena alternativa italiana
    In attesa della proiezione di ‘Metropolis’ prevista questa sera al Cinema Colosseo di Milano, a Volume sono stati nostri ospiti Roberta Sammarelli e Xabier Iriondo. I due musicisti, ben noti nel panorama italiano (lei ex Verdena, lui Afterhours), insieme a Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e Karim Qqru (Zen Circus), stanno portando nei cinema la loro sonorizzazione di ‘Metropolis’, colossal di Fritz Lang che l’anno prossimo compirà 100 anni. “Dieci anni fa io e Corrado Nuccini abbiamo iniziato a sonorizzare delle pellicole”, spiega Xabier Iriondo, “poi Karim Qqru si è unito a noi per musicare Nosferatu di Murnau, e recentemente siamo diventati un quartetto”. Ci siamo fatti raccontare com’è stato lavorare al progetto, quanto è diverso rispetto al suonare in una band, e quanto dura la proiezione di stasera: “Abbiamo fatto un edit di un ora e dieci, per non terrorizzare il pubblico”, scherza Roberta Sammarelli. Ascolta l’intervista a Roberta Sammarelli e Xabier Iriondo, a cura di Dario Grande ed Elisa Graci.
    26 min
  • Lukas Bärfuss: quando l'eredità del padre è un bagaglio pesante
    "Il cartone di mio padre. Storia e critica di un'eredità" di Lukas Bärfuss, pubblicato da L'Orma editore nel 2025 (traduzione di Margherita Carbonaro), è un intenso racconto autobiografico e saggio critico. L'autore esplora il significato dell'eredità, partendo da un semplice cartone di banane contenente i pochi effetti personali del padre defunto, analizzando le origini, il fallimento e le dinamiche sociali contemporanee. L'unica testimonianza materiale della vita di suo padre sono quei pochi effetti personali. Bärfuss lo ha conosciuto poco, anche perché ha condotto una vita complicata, con risvolti criminali. Quella deludente eredità, unita ai molti debiti paterni, innesca una riflessione profonda sulla famiglia, la fuga dalle proprie origini, la povertà e l'eredità non solo materiale ma anche esistenziale. Bärfuss utilizza il racconto per analizzare le aberrazioni economiche e sociali del mondo moderno, descrivendo la Svizzera come un paese competitivo e spesso disumano. L'intervista di Ira Rubini.
    17 min
  • L'Italia è già coinvolta nella guerra: lo dice anche l'intelligenza artificiale
    Il governo continua a ripetere che “non siamo in guerra”, intanto ritiriamo i nostri militari da Iraq e Kuwait dove sono stati attaccati per evitare incidenti che ci porterebbero nel conflitto. La domanda quindi è siamo coinvolti? "Il tema non è se, ma quanto siamo già coinvolti, non solo perché ci sono grandi pressioni e Washington si aspettava aiuto sullo stretto di Hormuz", spiega Francesco Strazzari, docente di Relazioni internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha posto la domanda anche all’intelligenza artificiale integrata nell'analisi del Pentagono e della Sicurezza USA, ottenendo la conferma.
    L'esperimento serve anche per comprendere “dove ci stanno guidando le macchine”, spiega il professore, che analizza le conseguenze degli attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane da parte di Israele: “A tirare verso l’allargamento del conflitto è ovviamente Israele che vuole alzare la guerra a un livello così intollerabile che i paesi arabi del Golfo dovranno entrare nella guerra fino in fondo”. Sarebbe l’esplosione del mondo arabo-islamico e il disegno perfetto per Netanyahu. Per noi sarebbe comunque un disastro energetico ed economico, per questo, spiega Strazzari, l’Italia dovrebbe rivendicare la propria tradizione politica diplomatica, prima possibile. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    8 min
  • Scontri al corteo per Gaza in Centrale, misure cautelare aggravate dai decreti sicurezza
    A distanza di sei mesi dai fatti Procura e Questura di Milano presentano il conto a 17 attivisti milanesi del movimento di solidarietà con la Palestina. I fatti incriminati sono quelli della rivolta scoppiata in stazione Centrale il 22 settembre scorso al termine del corteo per lo sciopero generale per Gaza indetto dal sindacato di base USB. A fine manifestazione ci furono scontri prolungati tra i manifestanti che volevano fare un’azione simbolica in stazione Centrale – come in quelle ore stava avvenendo in altre città – e la polizia a cui venne ordinato di non far passare nessuno. Per sei manifestanti sono scattate misure cautelari non detentive, per altri otto deciderà il gip dopo gli interrogatori programmati settimana prossima. In quattro rischiano i domiciliari. Secondo l’avvocato di alcuni dei denunciati, Mirko Mazzali, le misure cautelari sono aggravate dai decreti sicurezza votati dal governo Meloni. L’intervista di Roberto Maggioni.
    4 min
  • I Bologna Violenta tornano sui palchi con un nuovo album per sconfiggere l’apatia
    Si intitola ‘Oblomovismo’ il nuovo album dei Bologna Violenta, storico progetto hardcore sperimentale italiano attivo ormai da una ventina d’anni. Per l’occasione il fondatore del progetto Nicola Manzan è passato a trovarci a Volume: “Il titolo arriva da Oblomov, famoso romanzo russo di Gončarov di metà ottocento”, spiega Manzan, nel quale il protagonista soffre di apatia e sindrome da procrastinazione cronica. “Il disco nasce in quel periodo successivo al covid in cui stavo cercando di capire se Bologna Violenta mi divertiva ancora. Abbiamo deciso di testarci un po’, e per fortuna appena saliti sul palco abbiamo capito che la cazzimma non se n’era mai andata”. In questa intervista Nicola ci racconta gli stranissimi titoli delle nuove canzoni, i tempi in cui lavorava di notte all’Autogrill all’aeroporto di Bologna e i campionamenti più pazzi entrati nell’album. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande.
    36 min
  • La Casa della Cultura compie 80 anni
    La Casa della Cultura di Milano compie 80 anni di attività nel 2026, essendo stata fondata il 16 marzo 1946. Nata nel clima di rinascita democratica del dopoguerra, l'istituzione è da otto decenni un punto di riferimento per il pensiero progressista e il dibattito civile milanese. L'idea nacque durante l'occupazione nazista dall'incontro tra il filosofo Antonio Banfi, lo scrittore Elio Vittorini e Eugenio Curiel, con l'obiettivo di rinnovare la cultura italiana.
    Fu ufficialmente aperta il 16 marzo 1946 con un discorso di Ferruccio Parri. Per festeggiare l'ottantesimo anno, la Casa della Cultura ha organizzato un palinsesto speciale intitolato "La battaglia delle idee". Il direttore della Casa della Cultura, Ferruccio Capelli, ne ha parlato con Ira Rubini a Cult.
    17 min
  • Iran. La guerra non funziona: il regime si radicalizza e Trump perde consenso
    L’Iran non si arrenderà, ormai è chiaro: la continua uccisione dei vertici politici del regime provoca un ricambio rapido tra i pasdaran sempre più al comando, come spiega Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università statale di Milano. “L’Iran ora è un regime militare, comandato dall’ala più radicale, in continuità ma le bombe rendono la radicalizzazione ancora più forte”. Il fallimento del cambio di regime impedisce anche la sollevazione popolare che Netanyahu continua a invocare nonostante i suoi stessi servizi dicano che il regime provocherebbe un bagno di sangue. Dall'altra parte, la guerra perde sostenitori anche negli USA con le dimissioni del responsabile politico dell’antiterrorismo dell’Amministrazione: il commento di molti analisti è la mancanza di una strategia non solo di vittoria ma di uscita. “Trump era stato avvisato da esperti e analisti, l’opinione pubblica è sempre più preoccupata delle conseguenze interne di questa guerra”, commenta Raffaella Baritono docente di Storia e Politica degli Stati Uniti d'America all'Università di Bologna, che analizza l’erratico rapporto tra dichiarazioni del presidente ed evidenza dei fatti. Ascolta le interviste a cura di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    11 min
  • Il populismo autoritario, che colpisce i corpi intermedi, rende fragile la democrazia
    Nella trasmissione Tutto Scorre di martedì 17 marzo Massimo Bacchetta si interroga sulla volontà del Governo di confondere il diritto alla rappresentanza e alla tutela di interessi con il lobbismo, attaccandoli e insinuando l’idea che siano fondamentalmente qualcosa di sbagliato. Ospite della trasmissione, la presidente di Libertà e Giustizia Daniela Padoan sottolinea il fatto che: «La partecipazione dei cittadini è un contro-potere sociale tutelato dall'articolo 18 della Costituzione. Riguarda tutte le realtà che hanno funzione di mediare tra società e istituzioni: sindacati, ong, associazioni, ordini professionali e ovviamente anche i magistrati, che hanno diritto di associarsi liberamente». Secondo Daniela Padoan, che un anno fa ha promosso l'Osservatorio Autoritarismo, "Questo Governo, esautorando i corpi intermedi, produce un'ingerenza dello Stato nelle esistenze degli individui. Il diritto ad associarsi liberamente è stato considerato fondamentale dai Costituenti dopo che il fascismo lo aveva negato". Ascolta l’intervista a Daniela Padoan, al microfono di Massimo Bacchetta.
    22 min
  • Gli Atlante e quella voglia di reinventarsi a ogni album: la band torinese intervistata a Volume
    In occasione del concerto di stasera all’Arci Bellezza di Milano, a Volume sono stati nostri ospiti gli Atlante, formazione alternative rock torinese che proprio in questi giorni festeggerà i 10 anni di attività. Circa un mese fa, la band ha pubblicato dei nuovi brani raccolti nell’EP intitolato ‘Ricordi Segreti: “Contiene provini rimasti nel cassetto per anni e collaborazioni con artisti amici della scena come Amore Audio ed Edera - spiega il trio ai microfoni di Radio Popolare - è allo stesso tempo un puzzle di ricordi e un esperimento che può aprire porte per musica futura”. Il gruppo ci ha raccontato la sua evoluzione sonora e come da power trio rock sia sempre più influenzato dalla scena elettronica e drum’n bass inglese: “E' un esperimento, abbiamo cercato di unire questi due mondi ma non c’è un obiettivo preciso, chissà cosa succederà da adesso in poi”. Ascolta l’intervista agli Atlante.
    26 min

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