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By Radio PopolareNews
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  • Quattro anni dopo, le vite sconvolte degli ucraini
    La guerra in Ucraina entra nel quinto anno, e non sembrano esserci segnali di un imminente accordo di pace. Probabile quindi che il conflitto prosegua ancora, con un impatto durissimo su una popolazione civile che in questi quattro anni ha sofferto tantissimo. Il racconto di Laura Stopponi, responsabile dei servizi europei di Caritas Italiana, ospite questa mattina di Tutto Scorre. L'intervista di Massimo Bacchetta
    11 min
  • "Il disco più esistenzialista che ho fatto": Giovanardi racconta il nuovo album
    In vista dell’uscita del nuovo album in studio, a Volume è oggi passato a trovarci Mauro Ermanno Giovanardi, già noto per l’esperienza coi La Crus e un percorso solista ora giunto al settimo capitolo. “È un album pronto da tantissimo”, racconta Giovanardi ai nostri microfoni, "iniziato nel 2019, poi messo in standby dal disco dei La Crus e ripreso quasi due anni dopo. Non vedevo l’ora di pubblicarlo e finalmente ci siamo”. L'uscita del disco, intitolato “E poi scegliere con cura le parole”, è prevista per il prossimo 20 marzo, ma è anticipata da quattro tracce raccolte in un EP già pubblicato col titolo “A tutti i costi”. Durante la lavorazione, spiega il musicista, "mi è venuto in mente di creare una sorta di collettivo della parola. È stata un’esperienza super interessante perchè ci siamo scambiati idee un po’ come si fa col ping pong”, riferendosi ai brani scritti con amici di vecchia data come Francesco Bianconi, Kaballà e Colapesce. L'intervista di Niccolò Vecchia e Dario Grande a Mauro Ermanno Giovanardi.
    27 min
  • Serie tv. Le mie prigioni: Fabrizio Gifuni parla di Enzo Tortora
    Fabrizio Gifuni è Enzo Tortora in “Portobello”, la serie tv in sei episodi diretta da Marco Bellocchio in onda su HBO Max. Un film in sei parti, come già era stato per “Esterno notte” con Gifuni nei panni di Aldo Moro, con una pagina assurda della giustizia italiana: il più clamoroso errore giudiziario di cui l’Italia abbia memoria. Bellocchio prende in mano quegli anni, dal 1983 al 1987 quando il conduttore Rai della trasmissione di intrattenimento Portobello fu accusato da un manipolo di camorristi di far parte della NOC e di spacciare droga per conto di Raffaele Cutolo. Fabrizio Gifuni accompagna lo spettatore nel viaggio infernale di Tortora, mettendo in evidenza l’assurdità e le contraddizioni di quel processo e di come giudici e pm non siano stati in grado di sganciarsi dalle false accuse costruite ad arte. “Ho lavorato con Bellocchio già in fase di sceneggiatura, preparando il personaggio di Tortora molto tempo prima delle riprese" spiega Gifuni ai microfoni di Radio Popolare. Parte del film è girata a Milano: gli arresti domiciliari, gli incontri con la sorella, le figlie e la compagna. E in piazza Duomo è stato girato il comizio di Marco Pannella con Enzo Tortora, in quel momento parlamentare del partito radicale. La ricostruzione degli anni ‘80 è impeccabile, così come le atmosfere che richiamano le abitudini sociali dell’epoca. Anche il carcere ha un effetto quasi immersivo per chi guarda: “Abbiamo girato in prigioni dismesse, ma ancora utilizzabili. La memoria dei luoghi è stata potente per entrare ancora di più nella situazione, come per le scene del processo girate nel bunker di Poggioreale”. L'intervista di Barbara Sorrentini per la trasmissione Chassis.
    12 min
  • Il più grande giacimento di petrolio degli Stati Uniti, da dove arriva il gas naturale per l'Italia
    Viaggio nel bacino Permiano, il più grande giacimento di petrolio degli Stati Uniti, dove viene prodotto il gas naturale per l'Europa e l'Italia. Dal golfo del Messico parte il gas a bordo delle navi dirette verso l'Europa. L'intervista a Daniela Finamore di ReCommon, l’associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società, in Italia, in Europa e nel mondo. A cura di Chawki Senouci.
    9 min
  • Dario Sansone e il nuovo brano in sostegno di Emergency per ripudiare la guerra
    In occasione del suo concerto di questa sera, previsto al Circolo Arci Bellezza di Milano, a Volume è passato a trovarci Dario Sansone, cantautore, disegnatore e regista napoletano già noto come voce dei Foja. Oltre a suonare alcuni pezzi del disco della scorsa primavera, Sansone ci ha raccontato l’idea e lo sviluppo del nuovo brano da poco pubblicato. “‘Restiamo in piedi” è un brano che racconta il disagio davanti a un mondo che sembra caderci intorno”, racconta ai nostri microfoni, “è un analisi del momento ‘umano’ che stiamo vivendo che vuole instillare speranza. Scrivere questa canzone è stato l’unico modo che ho trovato per rispondere a questi deliri che abbiamo davanti agli occhi”, riferendosi alla causa palestinese e agli avvenimenti degli ultimi mesi. “Questa canzone sostiene Emergency e la campagna R1PUD1A, e con questa vogliamo trasmettere il nostro messaggio e sostenere chi sul campo si sporca le mani per soccorrere i feriti”. Ascolta l’intervista e il MiniLive di Dario Sansone.
    27 min
  • Meraviglie del Gran Tour al Museo Poldi Pezzoli
    Un viaggio come rito di formazione e passione per la conoscenza. Un'esposizione che prende spunto da un'opera di Giovanni Paolo Panini, "Roma Antica", prestata dal Metropolitan Museum di New York e da lì prende il via un viaggio affascinante tra le opere del Museo. Il viaggio è impreziosito da un'opera video del regista turco Ferzan Ozpetek: "Tutti gli Dei". In mostra fino al 4 maggio.
    Ne abbiamo parlato con la direttrice del Museo Alessandra Quarto. L'intervista di Tiziana Ricci.
    6 min
  • Le Irossa: la band torinese da tenere d’occhio tra Rimbaud e alt rock
    Oggi a Volume sono passate a trovarci le Irossa, giovane band torinese che con il nuovo album sta attirando non poche attenzioni nel panorama alternativo. Il progetto è composto da sei ragazzi poco più che ventenni, di cui cinque provenienti dalla stessa scuola di musica del capoluogo piemontese. “Abbiamo frequentato la stessa scuola, all’inizio eravamo tutti in band diverse poi abbiamo frequentato anche un corso di chitarra bluegrass con lo stesso insegnante”, raccontano ai microfoni di Volume. Tra un brano e l’altro, la band ci ha parlato del lunghissimo titolo del disco, “La mia stella aggressiva si nasconde nelle virgole e nei punti”, della vivace scena alternativa torinese, e dei loro variegati gusti musicali: “Ascoltiamo cose molto diverse, dal jazz al rap, ma abbiamo degli ascolti comuni come Black Country New Road, Fontaines DC, Idles, Squid”. Ascolta l’intervista e il MiniLive delle Irossa.
    26 min
  • Sea-Watch: il diritto internazionale non si può eliminare per decreto
    Dopo la sentenza di risarcimento alla Ong Sea-Watch, per non aver giustamente rispettato l’ordine del ministero degli Interni che imponeva alla sua nave con 48 naufraghi a bordo di non approdare a Lampedusa, un'altra sentenza a Catania rimette in mare la Sea-Watch 5, bloccata sempre dal ministero degli Interni per non aver ottemperato all’ordine di collaborare con la cosiddetta guardia costiera libica sul salvataggio di altri 18 naufraghi: “Le sentenze di risarcimento di ieri e la revoca del fermo di oggi riaffermano che il diritto internazionale e il principio del soccorso valgono sopra tutto. Questo ci dimostra che il cosiddetto blocco navale annunciato ha già perso”. Non si può fare, commenta Giorgia Linardi, portavoce Sea-Watch che denuncia la propaganda elettorale fatta con argomenti arbitrari e sulla pelle di qualche decina di naufraghi. "Quello che sconvolge è che il governo non abbia speso una parola sui 15 cadaveri che sono riemersi sulle spiagge italiane nelle ultime due settimane". Tra qualche giorno Sea-Watch avrà in mare 3 navi di salvataggio. La risposta migliore. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    9 min
  • Olimpiadi, a Bormio 38 licenziati prima della scadenza del contratto
    Ultimi giorni di Olimpiadi, Fondazione Milano-Cortina inizia a smobilitare i villaggi olimpici, compresi lavoratori e lavoratrici. Così 38 persone che stavano lavorando a Bormio si sono viste licenziare da un giorno con l’altro, nonostante il loro contratto scadesse la prossima settimana. La loro denuncia è stata raccolta dalla nostra trasmissione Uscita di sicurezza, in onda ogni giovedì, alle 20.30. Lo racconta una delle lavoratrici coinvolte, al microfono di Stefano Ruberto, conduttore di Uscita di sicurezza.
    7 min
  • Caso Mansouri, sempre più dubbi sulla versione del poliziotto. Altri quattro agenti indagati
    Si rafforzano sempre di più i dubbi sulla prima versione data dal poliziotto accusato di omicidio volontario per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio a Rogoredo durante un controllo anti-droga. Ieri la notizia di quattro agenti di polizia indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. “La notizia rende più solidi i dubbi che abbiamo avuto sin dall’inizio di questa storia”, commenta l’avvocato Marco Romagnoli che, insieme alla collega Debora Piazza, assiste la famiglia Mansouri. Secondo i legali, Mansouri quella sera non solo non avrebbe mai puntato la pistola a salve - rinvenuta vicino al suo corpo - contro il poliziotto che ha sparato – che è accusato di omicidio volontario e ha sempre dichiarato di aver agito per paura -, ma quella pistola nemmeno l’avrebbe mai impugnata. L’accusa nei confronti dei quattro poliziotti, dice ancora Romagnoli, “lascia sgomenti. Se fosse confermata, ci sarebbero uomini dello Stato che di fronte a una persona agonizzante avrebbero ritardato i soccorsi”. L'avvocato Marco Romagnoli al microfono di Chiara Manetti.
    6 min

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