Oggi a Connection analizziamo la notizia che sta scuotendo la Silicon Valley: Mark Zuckerberg ha ufficialmente staccato la spina alla sua visione originale del Metaverso. Horizon Worlds, la piattaforma che doveva essere l'eredità definitiva di Meta, chiuderà i battenti sui visori VR il prossimo 15 giugno 2026. Rimarrà solo una versione mobile "bonsai", un piccolo ufficio oggetti smarriti di un sogno che ci è costato quanto una manovra finanziaria di una grande nazione.
Il funerale da 80 miliardi di dollari
Quattro anni fa, il rebrand da Facebook a Meta sembrava l'inizio di una nuova era imperiale. L'idea era ambiziosa: smettere di guardare internet ed "entrarci" dentro. Ma tra avatar senza gambe che fluttuavano in stanze vuote e riunioni di lavoro che sembravano cartoni animati di serie B, la magia non è mai scattata. Il conto totale? 80 miliardi di dollari bruciati in ricerca e sviluppo.
Perché la realtà ha vinto (di nuovo)
Il mercato ha dato una lezione magistrale: vince la tecnologia che semplifica la vita, non quella che la complica. Nel 2026, la gente ha scelto la comodità di una videochiamata su WhatsApp rispetto allo sforzo di calibrare un visore pesante per vedere un collega trasformato in un Teletubby. Mentre piattaforme come Roblox o Fortnite prosperano perché il divertimento è la base della socialità, in Horizon Worlds la socialità era l'unico scopo, ma mancava un motivo reale per restare. Dopo anni di schermi, le persone hanno riscoperto la voglia di aperitivi veri, viaggi fisici e contatti senza pixel.
Dall'isolamento all'IA invisibile
Ma attenzione: Zuckerberg non si è arreso, ha solo cambiato il nome del file. La parola "Metaverso" è stata cancellata dal vocabolario aziendale e sostituita da Intelligenza Artificiale.
Il Pivot: Nelle ultime conferenze, l'IA è stata citata compulsivamente, mentre il Metaverso è diventato un tabù.
Hardware "Invisibile": Il vero cavallo di troia sono diventati gli smart glasses in collaborazione con EssilorLuxottica (Ray-Ban Meta). Non più scafandri isolanti, ma occhiali eleganti che non "sostituiscono" la realtà, ma la "arricchiscono" traducendo scritte in tempo reale e dandoci informazioni mentre viviamo la nostra vita vera.