
Sign up to save your podcasts
Or


C'è qualcosa che brucia sotto la pelle, in questo tempo. Non è solo disagio: è un'urgenza etica, culturale e politica. Stiamo attraversando un'epoca in cui le grandi costruzioni del Novecento, il diritto internazionale, la Costituzione, il welfare, sono messe sotto pressione da chi vorrebbe riportarci in un mondo fondato sulla forza, sulla gerarchia, sul comando. Un mondo indifferente all'ecologia e alla giustizia, ai diritti sociali, costruito per il profitto di pochi. Non è il mondo per cui ogni mattina ci alziamo. E allora dobbiamo cercare parole. Non parole d'ordine, ma parole generative: capaci di aprire orizzonti, sostenere progettualità, nutrire comunità. Per questo inizia oggi un viaggio attraverso una bussola che ci accompagnerà per varie puntate.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Qual è la scelta quotidiana che incide davvero sul clima? Tra raccolta differenziata, sacchetti di plastica e luci spente, spesso crediamo di avere la risposta pronta, ma la realtà è più complessa di quanto sembri: uno studio dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti rivela infatti un divario sistematico tra la nostra percezione e l'impatto effettivo delle nostre azioni. In questa puntata esploriamo perché tendiamo a sopravvalutare i gesti visibili e rassicuranti a discapito di quelli realmente incisivi, trasformando questo scarto cognitivo in un’occasione di riflessione pedagogica. Senza puntare il dito, ma con il desiderio di fare chiarezza, cercheremo di capire come abitare consapevolmente la sfida ambientale, imparando a distinguere tra ciò che ci fa sentire "a posto" e ciò che sposta davvero l'ago della bilancia per il futuro del pianeta.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Se ti occupi di educazione, se sei genitore o un cittadino che sente la responsabilità del domani, questa puntata ti invita a cambiare prospettiva: non cercheremo "ricette" per gestire i ragazzi, ma esploreremo la dimensione Politica — nel senso più nobile del termine — del chiederci quale comunità vogliamo costruire insieme a loro. Partendo dalla mia esperienza nel servizio civile nella Genova degli anni Ottanta, racconto la nascita di un centro sociale che anticipava i moderni CAG: uno spazio nato non solo per contrastare l'emergenza dell'eroina, ma per abitare i vuoti lasciati dalle realtà tradizionali, costruendo una rete educativa corale e costante nei giorni in cui i ragazzi erano più soli. Recuperando quella memoria e incrociandola con studi recenti, rifletto su cosa possono e devono diventare oggi i Centri di Aggregazione Giovanile per tornare a essere luoghi sani, protetti e profondamente generativi per il tessuto sociale.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Nel cuore di Genova, dove un tempo c’era il “Kilt” — storica tavola calda di Piazza San Matteo — oggi abita una storia nuova. Dopo anni di silenzio, i giovani di Young Caritas hanno trasformato quel vuoto in un foglio bianco.
“Quasi Casa” non è un bar, né un ufficio o un centro sociale. È uno spazio ibrido, un luogo dove non si compra e non si vende nulla, ma si generano relazioni, cultura e cittadinanza.
In questa puntata, guidati da Matilde Celli, entreremo tra queste mura per capire come la rigenerazione urbana nasca dall’ascolto. Scopriremo che la forza di questo progetto sta tutta in quel “quasi”: un margine di libertà che fa tutta la differenza del mondo.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Viviamo in un’epoca di guerre permanenti, crisi climatica, complessità digitale. Eppure Millennials e Generazione Z stanno rispondendo con una scelta inattesa: orientare i propri risparmi verso un’economia che non finanzi le armi, che rispetti il pianeta, che abbia a cuore le persone. Un report di Banca Etica fotografa questa tendenza, ma la domanda pedagogica che ne deriva è più profonda: chi ha formato questa sensibilità? E noi, educatori, operatori, comunità, ci siamo dentro?
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Nel lavoro sociale ed educativo, l’emergenza è spesso il”rumore di fondo” che rischia di anestetizzare la nostra memoria professionale. Corriamo, inseguiamo scadenze, affrontiamo urgenze, col rischio costante di non fare tesoro di ciò che costruiamo. In questo intervento, propongo un esercizio di resistenza pedagogica: fermarsi a ricordare. Partendo da questa necessità metodologica, lo sguardo si posa su un’esperienza viva e intensa che sto attraversando a Genova: il processo di sviluppo di comunità nel Sestiere di Prè. Un viaggio tra i caruggi per riscoprire il senso del”mettere le mani in pasta” senza perdere la bussola del lungo periodo.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Ripartiamo. La seconda stagione si apre con una sfida complessa ma necessaria: decifrare il labirinto delle dipendenze. In un mondo”Onlife” dove il confine tra fisico e digitale è ormai fluido come l’acqua per i pesci l’educazione deve cambiare pelle. Come pedagogista, esploro quotidianamente l’impatto della”dittatura dell’algoritmo” sulle relazioni e lo sviluppo di comunità. Tuttavia, in questo episodio, lo sguardo si sposta: partendo dalla consapevolezza digitale, scendiamo più in profondità per affrontare il volto più crudo della fragilità umana: la dipendenza da sostanze. Un’analisi pedagogica necessaria per chi abita il territorio e si occupa di minori e famiglie.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Il centro storico genovese è sempre stato un luogo ricco di esperienze sociali ed educative. Ci sono molti esempi di questa vitalità e oggi ascoltiamo la testimonianza di Pino Vinci, allenatore sportivo, insegnante ed educatore, che ha vissuto la Comunità Educante prima ancora che avesse questo nome. Ascoltando con attenzione la sua storia scopriremo perché è così importante tenere viva la memoria di queste esperienze. Esse non solo arricchiscono il lavoro attuale, ma ci ricordano anche che nulla si inventa. Un buon clima di ascolto e di collaborazione è la base fondamentale per favorire lo sviluppo di una vera comunità.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
C'è un vecchio detto latino che abbiamo preso per buono per troppi secoli. Ci hanno convinto che l'unico modo per stare tranquilli sia mostrare i muscoli, che la sicurezza nasca dalla paura.
Oggi vorrei provare a cambiare una sola parola di quel detto. Una piccola modifica che però stravolge tutto: stravolge il modo in cui educhiamo, il modo in cui vediamo l'altro e il futuro che stiamo preparando. C'è un'alternativa alla logica del nemico, ed è una sfida pedagogica che non possiamo più rimandare.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
Quanto la città può curare? Questa puntata indaga una rivoluzione sanitaria e sociale, immaginando le relazioni non come un optional, ma come una "medicina" potente contro l'isolamento e la marginalità. Partiremo dall'esperienza pionieristica de "La Città che Cura" a Trieste, ispirata all'eredità di Basaglia, per capire come possano trasformare un quartiere in uno spazio di mutuo aiuto. Non si tratta solo di curare la malattia in ospedale, ma di riattivare il capitale sociale attraverso figure che diventino connettori tra chi vive nell’isolamento e la città nel suo complesso. Per costruire una vera Comunità Educante, gli ingredienti ci sono: bisogna solo saperli cogliere e imparare gli strumenti che facilitano questo processo di sviluppo collettivo.
Ciao! Se hai un pensiero, una domanda o un’esperienza da raccontare inviami un messaggio vocale.
From the publisher's feed
Benvenuta e benvenuto a "Connessioni Educanti".
Sono Claudio Pesci, pedagogista e educatore professionale e in questo podcast, realizzato con edumedia, ti accompagno a esplorare come i nostri…
Ogni settimana ci sarà una nuova puntata. Il ritmo che seguiremo è questo: per tre episodi approfondiremo un tema con uno sguardo pedagogico, per darti strumenti e spunti di riflessione. Nel quarto episodio, invece, ascolterai la voce e le storie di persone che, con le loro azioni, stanno già costruendo bellezza e legami nel proprio territorio.
L'idea è proprio questa: alternare l'analisi e la riflessione con le storie di chi agisce ogni giorno. Il nostro punto di partenza sarà Genova, per poi conoscere altre iniziative, allargando via via lo sguardo.
Questo podcast è pensato per te se sei una persona curiosa, interessata a capire come migliorare la qualità dei luoghi e delle relazioni che vivi ogni giorno, nel tuo lavoro o nel tuo quartiere.
Lasciami una recensione o un commento è un piccolo gesto che per me conta molto, perché aiuta questo progetto a crescere.
Mi trovi ovunque ascolti i tuoi podcast e sul mio sito edumedia.
Ti aspetto ogni martedì. A presto!