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Il commento di Gilberto Trombetta
Il commento di Gerarda Monaco.
Non è proprio vero, come si va dicendo ultimamente, che il Movimento 5 Stelle non rispetta le sue promesse: pensiamo all'abolizione dei vitalizi e alla riduzione del numero dei parlamentari. E se realizzassero anche la proposta di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti e all'editoria? Osserviamo perché sarebbe antidemocratico e pensiamo al fatto che, se proprio volessimo intervenire in materia, quello da vietare sarebbe il finanziamento privato.
Dopo lo scoppio della pandemia e della seconda grande crisi in un decennio, ci hanno distratto per mesi con l'allucinazione del Recovery Fund, un progetto nato morto, e con il Mes buono, senza condizionalità, una truffa per allocchi che non ha convinto nessuno. Ora, a poche settimane dalla definitiva approvazione, riemerge la vera posta in gioco: la riforma del Mes e la ristrutturazione del debito pubblico, italiano in particolare. Dentro la gabbia europea non c'è altra soluzione che default e sacrifici, perché la Bce tornerà presto paladina dell'austerità.
Il commento di Andrea D'Agosto
La pandemia mostra una nuova religione: la scienza, che impone i suoi dogmi alla politica, nel silenzio dei giuristi e della Chiesa.
Alessandro Castelli Intervista Adam Arvidsson
Autore di «Chi sono i Changemakers? i futuri protagonisti dell'economia industriosa»
Luca Sossella Editore
link >>> https://mediaevo.com/2020/05/25/changemaker/
Il commento di Gerarda Monaco
Siamo tempestati da notizie, ma non solo. Ora siamo circondati anche da fact checker, i controllori di fatti, a cui stiamo deputando il compito di distinguere, se possibile, il vero dal falso. Se, in un mondo affetto da infodemia, questo fenomeno può apparire rassicurante, è bene non abbandonarsi alla cieca fiducia in questi soggetti, poiché i pericoli, come vedremo in questo video, sono molteplici. In primis, il rischio di atrofizzare il nostro pensiero critico.
Quindici minuti coi pensieri di Riccardo Paccosi
Il problema filosofico o etico posto da covid 19 e da eventuali altre pandemie è se si debba accettare che la vita sociale sia interrotta o bloccata per anni, nel senso che innnumerevoli e anzi quasi tutti i settori della società non funzionino o funzionino in percentuale estremamente ridotta - dal 20 al 50% - o se la vita sociale non vada paralizzata, a costo di sopportare un maggior numero di morti. Da mesi, infatti la vita sociale è interrotta o paralizzata, non semplicemente sospesa per più o meno brevi periodi di tempo. E quanto alla tesi che il problema non sarebbero i morti per covid 19, malattia tutto sommato a bassa letalità, ma il rischio che il sistema sanitario vada in tilt, essa è ipocrita e nazista: ipocrita perché la disfunzionalità del sistema sanitario si risolve in un maggior numero di morti; nazista, perché essa, sia pure surrettiziamente, implica che, se i morti sono ultra-ottantenni malati, allora la vita sociale non si deve fermare, se invece sono anche uomini maturi e sani, che morirebbero per mancato funzionamento del sistema sanitario nazionale, allora per evitare questo rischio la vita sociale va bloccata o paralizzata
Tra tutte le ere geologiche proprio nell'ansiolitico dovevamo nascere! La attuale crisi del sistema sanitario, che impone o suggerisce ai politici chiusure della vita sociale, altrimenti non necessarie o comunque minori, è da imputare in primo luogo agli allarmisti - giornalisti, "esperti", politici e finanche comici - in secondo luogo ai direttori dei reparti che ricoverano persone che non necessitano di ricovero e che dimettono persone che andrebbero dimesse, e in terzo luogo agli ansiosi, i quali impongono, grazie agli allarmisti, la loro ansia alla intera società
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