Un bambino di 2 anni si sveglia ogni notte urlando "aereo in fiamme". Poi comincia
ad aggiungere dei nomi: una nave, un amico, il posto dove è stato abbattuto.
Suo padre non crede alla reincarnazione. Scrive quei nomi su un foglio per
dimostrargli che se li inventa, e ci mette anni a scoprire cosa sono davvero.
Dal 1967 un dipartimento universitario americano archivia casi come questo. Oggi
sono più di 2.500, con dichiarazioni messe per iscritto prima di verificarle e 49
referti autoptici. Nessuno è ancora riuscito a spiegarli. E nemmeno a liquidarli.
00:00 Il bambino che urlava "aereo in fiamme"
01:38 Cosa facciamo e cosa non facciamo
02:41 Il caso James Leininger
03:54 Il padre che va a cercare la Natoma Bay
05:04 L'unico pilota caduto a Iwo Jima
06:37 Il nastro registrato prima dell'identificazione
07:57 Chi studia queste cose: Ian Stevenson
09:02 Il lascito dell'inventore della fotocopiatrice
09:54 Imad Elawar: scrivi prima, verifichi dopo
11:43 Swarnlata e le canzoni in bengalese
14:42 Le voglie che corrispondono alle ferite
16:41 210 casi e 49 referti autoptici
17:23 Le fobie che arrivano prima delle parole
19:18 Ma Tin Aung Myo, il soldato giapponese
21:35 Gli schemi che tornano su 3 continenti
23:37 Ryan e l'archivista di Hollywood
26:02 Le obiezioni serie
27:30 "Ma succede solo dove ci credono già"
29:20 Il libro non si intitola "Prove"
30:01 Tiriamo le fila
32:09 Che fine ha fatto quel bambino
33:18 La domanda per voi
Vi è mai capitato, da bambini, di raccontare qualcosa che i vostri genitori non
riuscivano a spiegarsi? Un posto che dicevate di conoscere e in cui non eravate
mai stati, una paura precisa di qualcosa che non vi era mai successo, un nome che
ripetevate e che in famiglia non era di nessuno?
Scrivetemelo nei commenti, li leggo tutti.
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